Sarkozy: No aumento tasse ricchi

Dopo la proposta di Megale nel salotto di “Domenica in” che poneva al centro dell’attenzione i ricchi guadagni dei supermanager con il cui stipendio si paga l’equivalente della retribuzione annua di migliaia di persone persone tra impiegati e operai, Nicolas Sarkozy strizza il naso. Sono molti a insistere per una revisione della tassazione tale da prelevare più denaro dai contribuenti più ricchi, ma il presidente francese non pensa affatto di aderire con alcuna riforma tributaria.

L’idea è quella di aumentare il prelievo fiscale per i cittadini che guadagnano più di 300 mila euro all’anno. Una specie di Robin Hood Tax, atta a “togliere dai ricchi per dare ai poveri”. Un gesto di solidarietà nei confronti delle fasce più deboli della popolazione, che sono quelle che maggiormente soffrono a causa della grave crisi economica in atto (ogni giorno migliaia di francesi perdono il proprio posto di lavoro, e il governo ha dovuto stanziare 2,6 miliardi di euro per frenare l’aumento della disoccupazione).

L’Agenzia delle Entrate precisa le scadenze per gli esercizi “a cavallo”

Esaminiamo nel dettaglio quali regole valgono nel caso in cui, quando non sussiste la coincidenza con l’anno solare di riferimento, non è possibile utilizzare la modulistica unificata: infatti, nel caso l’esercizio non sia corrispondente all’anno solare, il contribuente può soltanto presentare modelli distinti tra loro, regolati da termini specifici. L’Agenzia delle Entrate si è basata proprio su tale presupposto ed è andata ad adottare una precisa risoluzione in merito (nel dettaglio si tratta della risoluzione 66/E) per fugare qualsiasi tipo di dubbio: le maggiori perplessità si ponevano infatti nel caso di società che, dopo una modifica del proprio statuto, si vedevano costrette a gestire esercizi sociali di ben tredici mesi. Vediamo ora, a seconda del tipo di imposta, quale comportamento occorre assumere. Nel caso dell’Iva, bisogna utilizzare il modello dell’Iva 2009 per l’anno solare 2008: in questo caso, la scadenza per la presentazione del modulo è il 30 settembre 2009.

 

Dichiarazione redditi e scaglioni

Con la primavera arriva anche la dichiarazione dei redditi. I Centri autorizzati di assistenza fiscale (Caaf), i professionisti abilitati (dottori commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro e periti commerciali), offrono il loro servizio per la compilazione del modello 730 o Unico.

Chi usufruisce del 730? Utilizzano questo modello di dichiarazione dei redditi:

– i lavoratori dipendenti;
– i pensionati;
– i soggetti che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente (quali il trattamento di integrazione salariale, l’indennità di mobilità, eccetera);
– i soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca;
– i sacerdoti della Chiesa cattolica;
– i giudici costituzionali,
– i parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive (consiglieri regionali, provinciali, comunali);
– chi svolge lavori socialmente utili;
– i produttori agricoli se esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (Mod. 770 semplificato e ordinario), dell’Irap e dell’Iva.

Il pagamento delle quote di Srl diventa definitivamente telematico

Si attende ormai fra pochi giorni la firma da parte del direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, del provvedimento che stabilisce le modalità per i commercialisti per versare telematicamente l’imposta di registro nei passaggi delle quote delle società a responsabilità limitata. Tale provvedimento darà la possibilità di gestire solamente per via telematica, dunque, la registrazione degli atti relativi al trasferimento delle partecipazioni di Srl. L’iniziativa di Befera rientra in quello che lo stesso direttore dell’Agenzia delle Entrate ha definito come “clima di collaborazione con i commercialisti“. Si parla già della fine di marzo come possibile periodo per la firma di tutti gli atti: in proposito, sarà Sogei, la società di Ict del Ministero dell’Economia, a gestire tutto il flusso telematico.

 

Il fisco sul web piace agli italiani

A più di due anni dall’ultimo restyling, l’Agenzia delle Entrate continua il percorso verso un sistema di informazione ed assistenza on line di tipo personalizzato, consentendo alle diverse tipologie di utenti di individuare i servizi ed i contenuti d’interesse, tutto con semplicità e rapidità. Che sia tutto più semplice lo dimostrano i dati: nel 2008 servizi telematici in crescita e uffici sempre più operativi e anno record per il cassetto fiscale. Servizi telematici in forte crescita con un più 75% per l’utilizzo del cassetto fiscale e un più 9% per i versamenti con F24 online.

Il 2009 ha contribuito al processo di semplificazione grazie all’introduzione di Unico Mini, versione estremamente semplificata del Modello Unico persone fisiche, composta da solo 4 pagine. Il modello può essere utilizzato da circa 4 milioni di contribuenti con situazioni reddituali più comuni.

Il Cud: cos’è e quali sono le novità del 2009

Il Cud, acronimo che sta per certificazione unica dei redditi, è un documento destinato ai lavoratori dipendenti e a quei soggetti che percepiscono un reddito per attività che sono considerate lavoro dipendente (ad esempio coloro che lavorano con un contratto a progetto..); tra l’altro, anche i percettori di un reddito da pensione ricevono il Cud. È cura dei datori di lavoro, nel caso dei lavoratori dipendenti, e degli enti che provvedono all’erogazione del trattamento pensionistico, nel caso dei pensionati, consegnare il documento ai contribuenti. La presentazione del Cud da parte di chi ha l’incarico di rilasciarlo ha avuto termine lo scorso 28 febbraio, mentre nel caso si interrompa il rapporto di lavoro, il documento dev’essere rilasciato entro dodici giorni dalla data di cessazione del rapporto. Il modulo Cud prevede essenzialmente l’indicazione di questi precisi elementi: i redditi che sono stati corrisposti nell’anno precedente, le detrazioni fiscali, i dati previdenziali e assistenziali dei contributi versati e i contributi assistenziali e previdenziali a carico del lavoratore.

 

Segreto bancario e paradisi fiscali: il caso svizzero

Il segreto bancario è un segreto professionale che vieta a chi lavora o ha lavorato in una banca di fornire informazioni a terzi. Alcuni pensano che le nazioni che adottano il segreto siano “paradisi fiscali“, ma questo non è necessariamente vero. Tale affermazione potrebbe trovare fondamento quando al segreto bancario si accompagnano normative fiscali volte ad attrarre investimenti stranieri. Ma queste ultime possono esserci senza che vi sia il segreto bancartio. Oggi, infatti, è assai diffuso il ricorso a tutti quei Paesi a regime tributario che hanno all’interno della propria legislazione, regimi fiscali speciali atti ad attrarre nuovi investitori stranieri.

In realtà quindi, il segreto bancario, se non accompagnato da adeguate misure di controllo interne e dalla volontà del sistema bancario di agire nella legalità, può favorire riciclaggio, associazione a delinquere, furto, frode fiscale, estorsione.

Modello 730: cos’è e come si paga

Il modello 730 viene compilato dai lavoratori dipendenti ed in parole semplici serve per recuperare qualcosa sulle detrazioni d’imposta che mensilmente subiscono appunto i lavoratori dipendenti. Quindi chi ha spese mediche, interessi passivi su un mutuo prima casa, diverse assicurazioni, può presentare il modello 730.

Praticamente il riepilogo del reddito dove figurano:

– il reddito di lavoratore dipendente (730) + eventuali altri redditi (pensioni, partecipazioni in società, affitti percepiti…)

– le spese DETRAIBILI che possono essere spese mediche (analisi, visite, veterinario, dentista, scontrini farmaci) spese funerarie, scolastiche per figli, assegni di mantenimento a coniugi separati e/o figli, donazioni a Onlus, interessi mutuo prima casa, spese per adozioni a distanza. Queste spese sono valide per la persona che presenta la dichiarazione dei redditi e per eventuali familiari a suo carico.

– le spese DEDUCIBILI il cui importo va a diminuire l’imponibile su cui si calcolano le tasse e possono essere assicurazioni integrative, contributi al SSN che paghi con le assicurazioni e costi sostenuti per l’assistenza di persone non autosufficienti.

Il governo approva un decreto per l’applicazione della “pornotax” in internet

La cosiddetta “pornotax”, ovvero il prelievo del 25% sul guadagno di chi ottiene un lucro dalla pornografia, vale ora anche per internet: la decisione è arrivata dopo l’approvazione da parte del governo del decreto di attuazione, il quale ha in previsione delle imposte straordinarie per combattere il problema. Era stato già il decreto anti-crisi a prevedere questa sorta di addizionale sui prodotti pornografici; la pubblicazione del decreto impone dunque che sia esigibile il supplemento di tributo pardi al 25% del reddito, in maniera proporzionale ai ricavi che sono stati ottenuti anche dalla trasmissione di programmi televisivi a carattere pornografico. Questo supplemento di tributo dovrà essere pagato facendo riferimento al periodo di imposta 2008. Ma il decreto approvato dal governo vale anche per quei soggetti che fanno uso di trasmissioni televisive che sfruttano e sollecitano la credulità popolare attraverso la proposizione di numeri telefonici a pagamento: l’addizionale verrà applicato anche in capo a tali soggetti.

 

La Confcommercio illustra le misure da adottare in materia fiscale

L’Ufficio Studi della Camera di Commercio, l’organo dell’istituzione che supporta e promuove gli interessi di imprese e imprenditori, ha sottolineato come, nel momento di attuale crisi economica, i redditi delle famiglie incontrano una grande difficoltà nella loro crescita; allo stesso tempo, la produttività delle principali imprese italiane è ormai giunta a livelli insoddisfacenti. Il rischio più grande in cui può incorrere l’Italia, precisa sempre l’Ufficio Studi, è quello di veder ridurre in misura drastica il prodotto interno lordo e che i consumi tornino ai livelli raggiunti circa dieci anni fa. Le ricette suggerite dalla Camera di Commercio per affrontare la fase di ristagno economico sono essenzialmente due: far ripartire i consumi delle famiglie italiane e agevolare l’accesso al credito da parte delle imprese. L’intervento dell’ente pubblico è avvenuto nel corso del forum di Cernobbio, il quale ha affrontato numerose problematiche economiche e finanziarie (si è tra l’altro parlato dell’adozione dei Tremonti bond da parte delle banche): si sono dunque proposte alcune interessanti linee guida, volte ad evitare una contrazione superiore ai due punti percentuali del Pil.

 

Evasione fiscale: Cisl propone patto con le imprese

Sono circa 125,8 i miliardi di euro delle imposte sottratte all’erario nel 2008 in Italia. Effettuando alcuni calcoli quindi, l’imponibile evaso in Italia nel 2008 sarebbe pari a circa 331 miliardi di euro l’anno. Centinaia di miliardi non fatturati quindi. I risultati della stima sono stati resi noti ieri da Krls Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani – elaborando dati ministeriali, dell’Istat, della Banca d`Italia e dello Sportello del Contribuente. Rilevazione presentata ieri a Roma allapertura del convegno “Evasione fiscale: studio ed analisi del fenomeno in Italia“. Tra le grandi imprese, una su tre chiude il bilancio in perdita e non paga le tasse. Crisi? Non solo.

Nella guerra alla crisi economica c’è quindi un nuovo rivale: l’evasore fiscale. Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni propone ai commercianti riuniti dalla Confcommercio a Cernobbio un patto contro l’evasione fiscale. Il segretario riporta alla luce l’importanza di una profonda riforma del sistema fiscale, in particolare di quegli studi di settore (cioè i redditi presunti delle varie categorie produttive su cui si pagano le tasse anche se quei fatturati non vengono raggiunti) che spinge non pochi commercianti all’evasione.

Le società non quotate chiedono il rinvio dei termini per il bilancio

In un periodo difficile, in cui la crisi economica e finanziaria tende ogni giorno di più a peggiorare, le società non quotate in Borsa stanno vagliando la possibilità di ampliare il termine per la convocazione dell’ assemblea a 180 giorni. La motivazione è presto spiegata: la redazione del bilancio relativo al 2008 è resa sempre più difficile dai diversi provvedimenti anti-crisi attuati nei giorni scorsi ed ancora più ardua risulta la valorizzazione delle poste dell’attivo (rimanenze, crediti…). Nel calcolo delle imposte di competenza della società, infatti, hanno una fondamentale influenza le novità fiscali introdotte dalla Finanziaria 2008: si passa dai limiti di deducibilità degli interessi passivi alle spese di rappresentanza, dalle nuove modalità per il calcolo della base imponibile dell’ Irap alla possibilità di non riconoscere l’impatto causato dalla modifica dei criteri di valutazione per gli ammortamenti. Tutti questi fattori stanno dunque inducendo le società non quotate a richiedere il rinvio della data di approvazione del bilancio a fine giugno, anche se tale eventualità è attuabile in rari casi da cinque anni a questa parte; è infatti necessario che l’impresa presenti una determinata struttura e oggetto (ad esempio, eventi esterni alla società non sono ritenuti idonei per il rinvio).

 

Scadenzario fiscale: il 16 marzo si paga l’IVA

Il prossimo 16 marzo 2009 scadono i termini per il versamento del saldo IVA 2008 per i contribuenti che presentano la dichiarazione annuale IVA in forma autonoma.

Versamento da parte dei contribuenti mensili:

Versamento a debito presso gli istituti o le aziende di credito o gli uffici e le agenzie postali o i concessionari della riscossione con l’utilizzo del mod. F24 – codice tributo: 6002 (versamento Iva mensile – febbraio).

Conguaglio anno precedente:

Sempre i contribuenti mensili, devono versare l’IVA a debito a seguito di conguaglio scaturente dalla dichiarazione annuale, con l’utilizzo del mod. F24 – codice tributo 6099.

Le somme dovute a titolo di saldo, risultanti dalla dichiarazione annuale, possono essere rateizzate mensilmente al massimo fino al 16 novembre (ci saranno però da pagare degli interessi pari allo 0,50% mensile).

Cambiano l’invio telematico e le scadenze dei corrispettivi delle imprese

Ci sono delle importanti novità per quanto riguarda la trasmissione per via telematica dei corrispettivi. A partire dal mese di giugno, infatti, questa possibilità non sarà più un’esclusiva delle sole aziende commerciali che fanno parte della grande distribuzione, ma tale novero sarà ampliato anche alle imprese di servizi. L’iniziativa è stata proposta da Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, il quale ha voluto estendere la fruibilità della via telematica riguardo all’invio dei dati sulle somme incassate quotidianamente dai punti vendita delle varie imprese per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi. A questa innovazione se ne aggiunge poi anche un’altra, relativa al cambiamento del calendario delle comunicazioni: queste ultime, infatti, non avranno più la solita cadenza settimanale, ma andranno effettuate ogni mese ed inoltre, andranno inviate all’amministrazione entro il quindicesimo giorno lavorativo posteriore alla scadenza del periodo di riferimento. Cambiano dunque molte delle scadenze relative ai corrispettivi relativi ai mesi di giugno e luglio: i dati del mese di giugno 2009 andranno trasmessi entro il quindicesimo giorno lavorativo del successivo mese di luglio, mentre i dati sulle operazioni effettuate fino al 31 maggio vanno presentati rispettando la vecchia programmazione.