Nel 2008 migliora la lotta all’evasione fiscale

di Simone 1

La lotta all’evasione fiscale ha fatto registrare dati davvero importanti nel 2008; nello scorso anno, infatti, la riscossione relativa alla complessiva attività di contrasto degli inadempimenti dei contribuenti ha raggiunto la cifra di 6,9 miliardi di euro, ovvero otto punti percentuali in più rispetto al 2007. Chi ha beneficiato di questa attività di accertamento sono state soprattutto le casse dell’Erario, le quali hanno visto entrare ben 3,7 miliardi di euro. Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha commentato in maniera entusiastica i risultati:

Si tratta di un vero e proprio risultato record, mai conseguito in precedenza. Abbiamo deciso di far parlare i numeri, per mettere tutto ben in chiaro.

 


Tra gli aumenti più consistenti bisogna senz’altro sottolineare quelli conseguiti dagli accertamenti sulle imposte dirette (Iva e Irap), che sono giunti a quota 645.000: il dato rappresenta un incremento del 29% rispetto agli accertamenti che erano stati riscontrati nel 2007. Lo stesso Befera ha voluto precisare come i risultati siano ancora più importanti, se si tiene conto anche del fatto che esso è stato ottenuto in un anno considerato “di transizione”, dato che l’Agenzia delle Entrate ha subito di recente un avvicendamento al vertice e una forte riorganizzazione all’interno di essa. C’è ora maggiore ambizione per quanto riguarda gli obiettivi del 2009: Luigi Magistro, direttore della sezione Accertamento dell’Agenzia, ha precisato che per quest’anno ci si aspetta una riscossione ancora maggiore (circa 7,2 miliardi di euro), andando ad impiegare il 5% delle risorse umane.

 

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate sta progettando un perfezionamento, soprattutto in termini di qualità, di tutte le modalità di accertamento, grazie in particolare a delle specifiche analisi del rischio dell’evasione o dell’elusione fiscale. Si procederà anche al miglioramento, in termini di quantità e qualità, degli accertamenti sintetici per quei contribuenti che hanno manifestato una capacità contributiva non compatibile con i redditi che sono stati dichiarati.

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