Il 2012 é alle porte e con il nuovo anno dobbiamo rammentare anche le prossime scadenze fiscali: ricordare entro quando pagare ci permetterà di non essere colti alla sprovvista e conseguentemente, evitare gli interessi di mora laddove previsti. Giusto il tempo di dare il benvenuto al capodanno, il 2 gennaio é il primo giorno contraddistinto da alcune scadenze fiscali piuttosto importanti: vediamo nel dettaglio quali sono le principali tasse da pagare per il mese di gennaio 2012, con riferimento ai contribuenti persone fisiche.
La fat tax contro obesità e cibi spazzatura
Il nostro é un mondo squilibrato. Da un lato la parte Sud del nostro pianeta soffre la fame e l’obesità é una parola sconosciuta. Dall’altro lato invece il grasso in eccesso ha assunto le caratteristiche quasi di un’epidemia: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo, quasi una “malattia” che si sya diffondendo in molti Paesi e che può causare, in assenza di un’azione immediata, problemi anche molto gravi.
Gli ultimi chiarimenti sul bonus edilizio del 36%
Gli ultimi chiarimenti in merito al bonus fiscale del 36% e relativo alle ristrutturazioni edilizie risale ormai a un mese fa: in particolare, i dubbi più recenti su questa agevolazione hanno riguardato il modo in cui considerare le spese per i lavori e gli interventi sulle abitazioni e sulle loro pertinenze. In base a quanto stabilito dalla nostra amministrazione finanziaria, queste stesse spese non possono essere considerate in maniera autonoma in nessun caso. La fruizione del beneficio tributario in questione è infatti regolata da norme ben precise. In pratica, leggendo attentamente i testi normativi di riferimento e le varie pronunce delle Entrate, ci si accorge che quando i lavori di ristrutturazione edilizia vanno a riferirsi all’abitazione principale e alle pertinenze, allora il calcolo del rimborso deve essere effettuato necessariamente sulla spesa totale.
Riforma del catasto proposta dal Governo Monti
Dopo la reintroduzione dell’ICI sulla prima casa, la tanto discussa tassa sugli immobili, che dal prossimo anno si chiamerà IMU, il governo sta studiando una vera e propria riforma del catasto che dovrebbe collegare i valori fiscali degli immobili a quelli di mercato.
L’obiettivo ambizioso che l’esecutivo si pone è quello di rendere la nuova imposta “equa”, o se non altro il meno doloroso possibile per i contribuenti, soprattutto per coloro i quali possiedono un immobile non “di pregio” e magari anche in periferia.
Monti ha già promesso che l’operazione non sarà un’altra stangata per gli italiani, ma che la tassazione degli immobili rappresenti una voce importante per il pareggio di bilancio è fin troppo evidente, anche perché in Italia sono circa 33 milioni gli immobili destinati ad abitazione principale.
Tassa sulla disoccupazione o per la partecipazione ai concorsi pubblici?
L’iter per partecipare a un concorso pubblico é solitamente lo stesso: la domanda di partecipazione va scritta su carta semplice oppure su un modulo ufficiale emesso dall’ente, bisogna spedirla all’amministrazione che ha bandito il concorso, firmarla e aspettare il giorno del concorso. Non dimenticate il pagamento della tassa concorsuale, la nota tassa per la partecipazione nei concorsi pubblici. Da tempo ormai si riscontra sempre più spesso nei bandi di concorsi pubblici la tassa concorsuale, ovviamente obbligatoria per chi desidera partecipare a tale concorso pubblico. In mancanza di pagamento ed esibizione di avvenuto pagamento, il soggetto viene escluso dalla procedura concorsuale.
Aumentano i comuni caccia-evasori dell’Emilia Romagna
L’Emilia Romagna si appresta a diventare una delle regioni del nostro paese con il maggior impegno per quel che concerne la lotta all’evasione fiscale, un tema che sembra stare molto a cuore al governo Monti (i nuovi studi di settore e le norme sui libretti al portatore lo stanno a testimoniare): in effetti, le adesioni dei vari comuni di questo territorio stanno crescendo a vista d’occhio, tanto che ormai il totale è giunto fino a 258, un numero davvero importante. Nello specifico, le ultime prese di posizione di questo tipo sono state quelle di Monzuno e Sant’Agata Bolognese (entrambi facenti parte della provincia di Bologna), Borgo Val di Taro Polesine Parmense e Salsomaggiore Terme (in questi due casi si tratta della provincia di Parma), Castellarano e Guastalla (Reggio Emilia) e Bellaria Igea Marina (Rimini).
Tassa sui bagel a New York
Prima di avventurarci in filosofiche considerazioni cerchiamo di ricreare la scena, per renderci almeno conto del tenore di questa tassa: siamo a New York e in pratica, un americano ha comprato un bagel e se lo porta a casa incartato pagando un prezzo normale, nello stesso momento un suo concittadino ha deciso di mangiarlo nel negozio e lo paga il 9-10%, non a causa del servizio al tavolo. A New York si sono inventati questa nuova tassazione che colpisce il consumo dei prodotti di bottega.
Che cosa comporta il federalismo fiscale?
La riproposizione dell’Ici come Imposta Municipale Unica ha fatto tornare d’attualità la discussione sul federalismo fiscale: ma in quanti sanno di cosa si tratta esattamente? Una buona rinfrescata è sempre molto utile in questo senso. Anzitutto, questa riforma può essere definita come un vero e proprio sistema di tipo economico e politico, con un rapporto di proporzionalità diretta tra le tasse che devono essere riscosse a livello territoriale (vale a dire quelle di competenza dei classici enti locali, i comuni, le regioni e le province) e quelle che sono sfruttate realmente, un modo per coordinare le varie amministrazioni ed evitare qualsiasi tipo di spreco.
La tassa sulle streghe genera proteste in Romania
Immaginate uno scenario funesto, un palazzo avvolto dalla nebbia e una moltitudine di streghe pronte a maledire chiunque osi contrariarle: non siamo sul set dell’ultimo film di Dario Argento, anche se forse non siamo troppo lontani da uno scenario del genere. Il luogo di incontro di queste non troppo simpatiche signore é la Romania, dove essere strega pare che rappresenti un vero e proprio lavoro, con tanto di tasse da pagare e fondo pensionistico in regola.
La marca da bollo per il rilascio del passaporto
Il rilascio del passaporto è senz’altro un momento fondamentale per i viaggiatori che devono recarsi all’estero, un documento che però necessita anche di opportuni accorgimenti dal punto di vista fiscale: in effetti, in questo caso bisogna sempre apporre una marca da bollo, una concessione governativa progettata appositamente per i passaporti, da pochi anni in formato telematico e di importo pari a 40,29 euro. In effetti, è dal 2007 che è stata introdotta questa novità elettronica, la sostituzione definitiva della consueta marca da bollo cartacea, ormai dichiarata fuori corso. Il contrassegno in questione è disponibile presso qualsiasi tabaccheria e fa riferimento all’anno legale, con un decorso quindi che parte dalla data effettiva del rilascio.
Tassa sui fedeli in Germania
Sono lontani i tempi in cui qualcuno disse: “Gratuitamente avete ricevuto gratuitamente date”. Se volete appartenere a una chiesa dovete pagare una tassa, obbligatoriamente. E se proprio non ne volete sapere, l’unico modo per sottrarsi a questo balzello é la scomunica. In pratica occorre prendersi la briga di andare in una sorta di tribunale amministrativo e firmare una dichiarazione in questo senso, per cancellare il proprio nome dagli elenchi dei battezzati. Un atto a cui potrebbero arrivare le persone non solo per presa di posizioni polemiche o mere questioni di principio, ma anche per motivi economici, dovuti alla scarsità di denaro.
Emersione della base imponibile: le comunicazioni all’Anagrafe Tributaria
L’Agenzia delle Entrate si sta seriamente preoccupando di come far emergere la base imponibile a livello fiscale: uno dei metodi che potrebbe dare i migliori frutti è sicuramente quello delle comunicazioni in forma periodica all’anagrafe tributaria da parte degli operatori finanziari. In cosa consiste esattamente questa procedura? Gli operatori in questione hanno l’obbligo, a partire dal prossimo 1° gennaio, di dar vita a queste comunicazioni frequenti e periodiche all’anagrafe, senza dimenticare nessuna informazione, nemmeno i movimenti relativi ai rapporti finanziari che sono stati posti in essere con i contribuenti.
Imposta sulle donazioni: aliquote ed esoneri
L’imposta sulle donazioni colpisce tutti i trasferimenti di beni che vengono a crearsi per cause di morte o perché semplicemente si decide di procedere con una donazione tra vivi; oltre ad avere ad oggetto beni materiali tali trasferimenti possono riguardare anche diritti (per esempio il diritto di abitazione, il diritto di superficie, etc…). L’imposta si applica a tutti i beni o diritti oggetto di trasferimento se la persona che dona (o il defunto) risulta residente nel territorio italiano, se invece è residente all’estero, l’imposta si applica solamente ai beni che si trovano all’interno dello stato italiano. In riferimento al soggetto e al bene che andiamo a donare potremo avere diversi tipi di donazioni, di seguito l’elenco.
Le deduzioni Irpef e Ires introdotte dal Decreto Monti
Tutti quei conferimenti che vengono posti in essere dai soci per aumentare il patrimonio aziendale possono essere dedotti dal reddito imponibile ai fini della tassazione diretta (in questo caso sono ricomprese l’Irpef e l’Ires): la previsione è inclusa nel primo articolo del Decreto “Salva Italia”, la manovra finanziaria appena varata dal governo Monti, con l’obiettivo di agevolare il finanziamento delle società attraverso il capitale proprio. L’aliquota che è stata fissata è pari al 3% della variazione al rialzo del capitale proprio. L’intero provvedimento, inoltre, va sotto il nome di aiuto alla crescita economica (sarà conosciuto anche con l’acronimo Ace).