La tassa sulle streghe genera proteste in Romania

di Laura Commenta

Immaginate uno scenario funesto, un palazzo avvolto dalla nebbia e una moltitudine di streghe pronte a maledire chiunque osi contrariarle: non siamo sul set dell’ultimo film di Dario Argento, anche se forse non siamo troppo lontani da uno scenario del genere. Il luogo di incontro di queste non troppo simpatiche signore é la Romania, dove essere strega pare che rappresenti un vero e proprio lavoro, con tanto di tasse da pagare e fondo pensionistico in regola.

Se ci troviamo a fare un viaggetto in Romania e il desiderio di mistico ci spinge, oltre a fare una visita al castello di Dracula, anche a rivolgerci a una strega per i più disparati motivi, codesta signora non dovrà arrabbiarsi se alla fine del suo “servigio” chiederemo una fattura. Non temiamo maledizioni quindi: sono stati i leader mondiali costretti a prendere misure drastiche in tempi di crisi, a pensare di far pagare il balzello anche a chi di queste pratiche ha fatto una professione. Sinceramente non riusciamo a immaginare quali possano essere i servigi offerti da queste donne: pozioni d’amore? Riti voodoo per far rimanere stecchito da un fulmine il marito mentre si reca dall’amante? O più “semplici” e innocui sortilegi di bellezza eterna? Ad ogni modo, sapere che le streghe esistono ancora non ci lascia per nulla tranquilli, ma ahimè, tant’è.

Chi però rischia una maledizione in piena regola é il governo della Romania, che ha osato emanare una legge che impone una tassa sul reddito non solo delle maghe, ma anche degli indovini e degli astrologi. La legge è entrata in vigore molto recentemente, l’1 gennaio 2011 e, secondo quanto ha spiegato il governo di Bucarest, rientra nel piano di lotta contro l’evasione fiscale, perchè a quanto pare questi “professionisti” lavoravano in nero, giusto per rimanere in tema con la loro “professione”. Fatto sta che gli interessati dovranno pagare il 16% del proprio reddito, oltre ai contributi per la pensione e per l’assicurazione sanitaria.