Le tasse più strane in Italia: ecco la curiosa lista

di Laura 2

 Si parla tanto di canone Rai e della possibilità o meno di essere esonerati, in realtà in Italia di tasse strane ce ne sono per tutti i gusti. Ce n’è davvero per tutti i gusti: una tassa per esporre il tricolore, una per il matrimonio e le tasse ci perseguono anche quando ormai siamo passati a miglior vita con più di una per il funerale. Si paga anche per finanziare la guerra d’Abissinia del 1935. Una cosa é certa: ai legislatori italiani la fantasia non manca e con il tempo si sono qualificati come veri e propri fantasisti fiscali, aggiungendo stravaganti balzelli fiscali. Ecco la lista delle tasse incredibili che curiosamente compaiono nella legislazione italiana:

Tassa sui gradini: tassa da pagare per tutti coloro che sono proprietari di case che hanno i gradini d’ingresso su una strada pubblica.

Tassa sull’ombra: semmai la sporgenza di una tenda di un locale dovesse invadere il suolo pubblico, bisogna pagare l’imposta per l’occupazione di tale suolo.

Tassa sui funghi: semmai doveste decidere di andare a raccogliere i funghi, informatevi prima, c’è un’imposta di bollo sui permessi per raccogliere i funghi.

Tassa sul tricolore: gioca la nazionale? Attenzione prima di esporre la bandiera, si rischia di dover pagare una tassa sulla pubblicità. Non molto tempo fa un signore di Desio che si è visto richiedere un importo di 280 euro per avere esposto fuori dal suo albergo la bandiera dell’Unione europea e quella italiana.

Tassa sui cani: si parla tanto delle adozioni di cani, ma alcuni Enti locali hanno o sono in procinto di istituire nuovamente la tassa sul possesso dei cani. La tassa consiste nel pagamento di un corrispettivo annuale per il possesso di ogni singolo cane custodito che varia dai 20 euro ai 50 euro per ogni cucciolo posseduto.

Tassa sugli sposi: che il matrimonio fosse costoso si sapeva già, e allora cosa volete che sia una tassa in più? Alcuni enti locali per consentire il matrimonio in Comune hanno previsto il pagamento di un corrispettivo. A Roma, ad esempio, per sposarsi in Campidoglio nel week-end bisogna pagare ben 200 euro; la somma si riduce a 150 euro se ci si sposa nei giorni feriali. Dalla tassa sugli sposi il Comune di Sorrento incassa circa 6 milioni di euro all’anno.

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