La marca da bollo per il rilascio del passaporto

di Simone 1

Il rilascio del passaporto è senz’altro un momento fondamentale per i viaggiatori che devono recarsi all’estero, un documento che però necessita anche di opportuni accorgimenti dal punto di vista fiscale: in effetti, in questo caso bisogna sempre apporre una marca da bollo, una concessione governativa progettata appositamente per i passaporti, da pochi anni in formato telematico e di importo pari a 40,29 euro. In effetti, è dal 2007 che è stata introdotta questa novità elettronica, la sostituzione definitiva della consueta marca da bollo cartacea, ormai dichiarata fuori corso. Il contrassegno in questione è disponibile presso qualsiasi tabaccheria e fa riferimento all’anno legale, con un decorso quindi che parte dalla data effettiva del rilascio.

Inoltre, è obbligatorio avere la vidimazione da parte delle autorità di polizia che sono competenti in tal senso, oltre che della polizia di frontiera; il giorno e il mese indicati sono importanti per comprendere quale sarà la scadenza vera e propria del passaporto. Vi sono anche degli accorgimenti che bisogna seguire per sfruttare al meglio questa concessione. Anzitutto, il contrassegno telematico può anche non essere applicato ogni anno se il documento non viene sfruttato con regolarità, altrimenti si rischia soltanto di spendere cifre inutili. In aggiunta, il versamento appena menzionato va fatto esclusivamente tramite marche da bollo telematiche.

D’altronde, esistono circolari e interpelli della nostra amministrazione finanziaria che negli anni passati hanno messo in luce alcuni chiarimenti: nello specifico, il pagamento mediante il conto corrente postale può avvenire solamente quando si è in presenza di eventi del tutto eccezionali, come possono esserlo gli scioperi dei rivenditori e le gravi calamità naturali, altrimenti non si devono mai usare. Infine, un esempio può aiutare a comprendere la validità dell’imposta: nel caso in cui il rilascio sia avvenuto il 10 gennaio del 2012, allora la validità della concessione governativa sarà tale fino al 9 gennaio dell’anno successivo, un ragionamento piuttosto semplice.

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