Ormai si è capito bene qual è la conseguenza principale dei blitz realizzati dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Entrate in molte località d’Italia da qualche tempo a questa parte: gli incassi dei negozi e degli esercizi commerciali visitati dalle Fiamme Gialle tendono inevitabilmente ad aumentare di parecchio, come successo nell’ultimo caso, quello di Courmayeur. In Valle d’Aosta, infatti, vi è stato un incremento medio dei profitti in questione di circa trentadue punti percentuali rispetto a una settimana prima, ma sono stati registrati anche dei picchi a dir poco vertiginosi (addirittura un +176%). Nel caso di specie, gli esercizi coinvolti sono stati trentatre, inclusi bar, ristoranti e altri negozi. Le irregolarità non sono state poche, segno che c’è ancora molto da lavorare su questo fronte.
Nessun limite di pagamento in contanti per i turisti
Il decreto sulle semplificazioni fiscali al varo del Governo include nuove istruzioni sui pagamenti oltre i mille euro per i turisti in Italia; con il precedente provvedimento sembra che il Governo sia andato troppo di fretta ed abbia dimenticato che complicare le modalità di pagamento per tutti è anche un buon modo per disincentivare gli acquisti da parte di potenziali clienti ed in particolare ovviamente ci si riferisce ai turisti che vengono sulla nostra Penisola.
Limitare i pagamenti in contanti oltre una certa cifra per riuscire a tracciare più facilmente i pagamenti è un’arma a doppio taglio; chi si trova sul territorio Italiano per svago ed intende spendere certe cifre deve essere incentivato a farlo nella maniera più semplice possibile e per questo il nuovo decreto darà la possibilità ai turisti di effettuare pagamenti in contanti per qualsiasi importo applicando però certi obblighi all’esercizio che riceve la somma.
L’Irs pubblica l’elenco delle dodici frodi fiscali più comuni
I furti di identità e l’omissione dei redditi offshore rappresentano due delle frodi fiscali più frequenti che sono state riscontrate dall’Internal Revenue Service, l’amministrazione finanziaria degli Stati Uniti: si tratta delle fattispecie maggiormente comuni per quel che concerne la stagione di preparazione al pagamento delle tasse ed è tutto dire. L’agenzia federale ha comunque stilato il proprio elenco relativo ai comportanti scorretti dal punto di vista tributario, quello che viene definito come “elenco dei dirty dozen”, della “sporca dozzina” se si vuole usare una traduzione letterale. La data di scadenza di riferimento nel corso di quest’anno è rappresentata dal prossimo 17 aprile, la quale si sta avvicinando molto velocemente.
Il nuovo software per l’imposta sulle assicurazioni
Il modello fiscale per denunciare l’imposta sulle assicurazioni è stato approvato da ben due mesi, visto che questo via libera risale addirittura allo scorso 29 dicembre: a completare il quadro, ora, ci ha pensato la nostra amministrazione finanziaria, la quale ha reso disponibile sul proprio sito internet l’apposito software da sfruttare per compilare i dati in questione, senza dimenticare ovviamente il loro successivo controllo e invio. Il prodotto, poi, si riferisce all’anno attualmente in corso. Il debutto ufficiale avverrà grazie alle società che hanno sede nel territorio dell’Unione Europea, le quali avranno tempo fino al prossimo 29 febbraio per inviare e comunicare tutte quelle informazioni che si riferiscono allo scorso mese di gennaio.
Le aziende italiane protestano contro il canone speciale della Rai
Il canone speciale della Rai non piace proprio ai diretti interessati: imprenditori, commercianti e anche altri professionisti si sono scagliati contro questa imposta, la quale viene applicata nei confronti di coloro che sono in possesso di un apparecchio in grado di ricevere radioaudizioni. In pratica, secondo quanto previsto da un decreto del 1938, anche i contribuenti che si trovano in queste situazioni sono obbligati a versare il canone di abbonamento, una circostanza ricordata più volte in questi giorni da alcuni spot televisivi. Questo vuol dire che la detenzione di un personal computer collegato in rete rappresenta il presupposto d’imposta.
La Francia vara la tassa sulle transazioni finanziarie
In Francia si comincia a fare davvero sul serio per quel che concerne la tassazione delle attività finanziarie: il governo guidato da Nicolas Sarkozy aveva infatti espresso questo desiderio da diverso tempo e proprio ieri sera è giunto il via libera definitivo alla tassa in questione da parte dell’Assemblea Nazionale. Come verrà strutturata nello specifico questa imposta? L’applicazione riguarderà, come è scontato che sia, il solo territorio della nazione transalpina, il tutto a partire dal prossimo mese di agosto, anche se la speranza nutrita da Parigi è quella di implementare una simile disciplina in tempi ancora più rapidi, in modo da fornire un modello da seguire in altri paesi.
La Chiesa pagherà l’ICI sugli immobili
Dopo le manovre del finanziarie di Monti le critiche mosse a sfavore del nuovo Governo Tecnico sono state molte (anche se a dirla tutta molti elementi sono stati invece elogiati dagli stati esteri, forse per il fatto che non sentono il peso sopra le loro spalle come invece succede ai cittadini italiani). Tra queste le due più importanti riguardano ben due caste; quella dei politici e dei loro privilegi (per non parlare dei loro stipendi) e quella legata allo Stato Vaticano, che si è scoperto avere dei privilegi che vanno ben oltre la decenza.
Mentre tutta l’Italia è in ginocchio per la crisi economica e viene chiesto un ulteriore sacrificio a chi non ha quasi più nulla da dare (vedi certe fasce di pensionati) c’è chi per decenni ha avuto agevolazioni fiscali su tutto il territorio italiano per un risparmio che viene valutato in milioni di euro.
Scudo fiscale: nessuna proroga per la tassa aggiuntiva
Non ci sarà nessuna proroga per quel che riguarda l’imposta-extra relativa allo scudo fiscale: come previsto espressamente dalla manovra del governo, le attività finanziarie che negli ultimi anni hanno beneficiato di questa “protezione” dovranno rispettare la scadenza di domani in maniera tassativa. Il riferimento va quindi allo scorso anno, ma anche a quello attualmente in corso. Non si sgarra, questa è la certezza che si può intuire in questo senso, l’assenza di prelievi e pagamenti comporta un raddoppio delle multe che sono previste. Il provvedimento è stato adottato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, il quale ha stabilito tutte le istruzioni e i chiarimenti che vi sono a tal proposito, soprattutto per ottenere il calcolo giusto della tassa.
Regime dei superminimi: il forfait del 5%
Il nuovo regime dei cosiddetti “superminimi” merita ancora un approfondimento per tutti i titolari di partita Iva. In particolare, questo novero prevede un forfait pari al 5% e può essere applicato dalle persone fisiche, ma anche dai soggetti più giovani e da coloro che hanno perso il lavoro: le categorie appena elencate avranno quindi la possibilità di applicare il regime stesso per quel che riguarda l’anno in cui l’attività è stata avviata e per i seguenti quattro di fila. In pratica, il regime include le persone fisiche che hanno rispettato due requisiti specifici, vale a dire l’avvio di una attività di impresa, un’arte o una professione, e la scelta della data in cui hanno intrapreso questa stessa attività, la quale deve essere successiva al 31 dicembre del 2007.
Modello fattura contribuenti minimi 2012
Con la recente normativa le fatture dei contribuenti minimi 2012 devono essere compilate senza ritenuta d’acconto o IVA, ma con la dicitura da riportare in calce che sottolinea gli articoli di legge a cui far riferimento per l’esenzione dall’IVA ed il non assoggettamento appunto alla ritenuta d’acconto. Ricordiamo che ovviamente si tratta di una dicitura valida fino a nuove comunicazioni. Quello dei minimi é un regime davvero agevolato se consideriamo che é esente da IVA e da IRPEF, nonchè da IRAP. L’unica imposta che si paga é quella sostitutiva ed è pari al 5%. Quindi chi decide di aprire un’attività sotto tale regime non avrà altri costi se non quelli relativi al pagamento dei contributi INPS e l’imposta appunto, del 5%.
L’apertura della partita Iva e il regime dei superminimi
L’apertura di un’attività in proprio e, conseguentemente, anche della partita Iva, comporta vari accorgimenti sui quali non bisogna commettere alcun tipo di errore. In particolare, i soggetti interessati a questo ambito si chiedono spesso quali siano le modalità per accedere al regime dei cosiddetti “superminimi”, un’agevolazione fiscale che ovviamente fa gola a molti. Come previsto espressamente dal Decreto legge 98 del 2011 (“Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”), vi sono delle condizioni ben precise da rispettare: il secondo comma dell’articolo 27 di questo testo, infatti, prevede che il contribuente interessato non abbia posto in essere nei tre anni che hanno preceduto l’inizio di una determinata attività, un’altra attività di tipo artistico, professionale o di impresa, anche quando queste ultime siano state esercitate in modo associato e familiare.
Le lezioni private di musica sono esenti da Iva
Che cosa prevede nello specifico il Dpr 633 del 1972 (meglio noto come “Decreto Iva”) in merito ai corsi di musica che sono tenuti dagli insegnanti privati? Il riferimento va a quelle lezioni che non contemplano alcun ambito scolastico: un testo fondamentale in questo senso è la nota numero 133 che la Direzione Regionale delle Marche della nostra amministrazione finanziaria ha reso pubblica nell’ormai lontano 2000. Secondo questa disposizione, infatti, dato che l’insegnamento della musica può essere considerato una materia scolastica, quando si ha a che fare con delle lezioni private subentra l’esenzione per quel che concerne l’Imposta sul Valore Aggiunto.
Le novità di Telefisco sulle società di comodo
L’edizione di quest’anno di Telefisco ha offerto una soluzione senz’altro interessante per quel che concerne le cosiddette società di comodo: in particolare, bisognava capire quale trattamento riservare alle perdite pregresse e come calcolare nello specifico la porzione di reddito che deve essere sfruttata per la compensazione (si tratta di una quota pari all’80%). Nel dettaglio, si è scelto di puntare sul reddito imponibile lordo della società stessa, mettendo da parte il differenziale tra il reddito in questione e quello minimo come è invece avvenuto finora. Questo vuol dire che le società di comodo non hanno la possibilità di usare in compensazione le perdite, ma possono farlo solamente per quella percentuale che va oltre il minimo figurativo.
L’obbligo di reverse charge per i dispositivi a circuito integrato
Giusto due giorni fa la nostra amministrazione finanziaria ha reso nota una risoluzione molto utile per quel che concerne il cosiddetto “reverse charge”, vale a dire l’inversione dal punto di vista contabile, quando si vendono dispositivi a circuito integrato: l’obbligo in questione collegato a tali sistemi è stato reso effettivo e utilizzabile grazie a una decisione del Consiglio dell’Unione Europea del 2010. Il riferimento, dunque, deve andare ai telefoni cellulari, quando questi ultimi vengono considerati alla stregua di dispositivi adatti per una rete munita di licenza, ma anche ai già citati dispositivi a circuito integrato (ad esempio i microprocessori). Ebbene, secondo l’Agenzia delle Entrate, bisogna chiarire meglio il funzionamento di questa applicazione così particolare.