Come rateizzare il canone RAI

 Se non siete nel 38% degli Italiani che evadono il canone RAI, allora rientrate nella fascia di persone che devono annualmente far fronte a questa “tassa sul possesso”; se ancora sperate che questa tassa venga abbuonata per qualche ragione oppure vi siano fasce di sconto, mettetevi subito l’anima in pace e prendete atto che dovrete far fronte all’intera tassa, anche se un’agevolazione è effettivamente c’è e riguarda l’eventuale rateizzazione del canone stesso.

Se non si vuole sentire il peso del canone RAI sul portafoglio sappiamo che possiamo scegliere di pagare due rate annuali (una entro il 31 gennaio ed una entro il 31 luglio) oppure possiamo suddividere il Canone Rai in quattro rate annuali (in questo caso le scadenze sono 31 gennaio, 30 aprile, 31 luglio e 31 ottobre). Questa è la soluzione per gli tutti gli utenti indipendentemente dalla posizione sociale, mentre dal 2010 è disponibile una soluzione alternativa per i pensionati, che consiste in una ritenuta suddivisa in 11 mesi. Di seguito riportiamo la notizia ufficiale che spiega il funzionamento di questo metodo di rateizzazione specifico per pensionati:

Nuove misure per la lotta all’evasione fiscale

 Un tema “caldo” della discussione politica degli ultimi tempi è sicuramente la lotta all’evasione fiscale. Il 2012 potrebbe passare alla storia se il ritmo dei provvedimenti è quello a cui ci siamo abituati negli ultimi mesi; dopo il blitz a Cortina e quello più recente ad Ancona è emerso quello che tutti sanno da anni ma di cui nessuno ha mai parlato e finalmente sembra che anche il Governo inizia a muoversi per garantire equità e correttezza da parte di una certa classe di cittadini.

I nuovi strumenti dell’amministrazione finanziaria consentono di creare delle liste “nere” più o meno gravi; con il decreto legge 16/2012 ad esempio è stata introdotta la possibilità di raccogliere i commercianti che per più volte sono stati colti in fallo sull’emissione degli scontrini, in modo da concentrare l’azione ed eseguire anche delle ricerche sul campo sui settori maggiormente soggetti all’evasione fiscale.

Tassa smaltimento pneumatici usati

 La tassa sullo smaltimento dei pneumatici usati non è propriamente definibile come una “tassa” nel senso classico del termine; in realtà si tratta di un sovrapprezzo applicato all’acquisto di un’auto nuova o degli pneumatici che vanno in pratica a formare un “fondo” (nel primo caso gestito dall’ACI, nel secondo da Ecopneus) che contribuisce allo smaltimento degli stessi pneumatici. Si parlava di circa 3-4 euro a gomma (circa 15-20 euro per auto nuova) al momento dell’implementazione lo scorso Giugno 2011 e dopo i primi 4 mesi di gestione si tirano le prime conclusioni con Omniauto che pubblica i numeri; si parla di oltre 20.000 punti di rigenerazione dei pneumatici, 31.000 richieste di prelievo, 21.500 missioni di automezzi effettuate, 90 imprese di raccolta, 70 impianti di frantumazione e valorizzazione. Così il direttore generale di Ecopneus Giovanni Corbetta commenta:

Il risultato che abbiamo raggiunto in pochissimi mesi dimostra che esiste una parte di Italia che lavora bene e con impegno, che ha a cuore la tutela ambientale del nostro Paese e la salvaguardia della salute di ognuno di noi

Tassa cedolare secca sugli affitti

 Come è noto ormai da diverso tempo, la cedolare secca sugli affitti è andata a sostituire di fatto l’Irpef e altre due imposte, quella di registro e di bollo, per quel che concerne appunto le abitazioni e gli edifici da affittare: in questo caso, il locatore può scegliere di pagare nella maniera consueta, sfruttando il 730 o il modello Unico, con tutti i relativi adempimenti, oppure può optare per questo specifico regime fiscale, il quale semplifica enormemente la vita ai contribuenti, oltre a contrastare il grave problema degli affitti in nero. L’aliquota a cui bisogna far riferimento in questa ipotesi ammonta al 21% del canone annuo che è previsto per i contratti a canone libero, mentre scendere fino al 19% nell’ipotesi di un canone che è stato concordato tra le parti.

Nuova tassa possesso barca

 Il cambio di rotta del Governo rispetto alla “tassa sul lusso” relativa alle imbarcazioni è una ventata di aria fresca per il comparto turistico, come le dichiarazioni di Cappellacci fanno intuire:

Il sistema turistico sardo e, in particolare, un comparto strategico come la nautica da diporto, può finalmente tirare un respiro di sollievo

Nel maxiemendamento approvato il primo Marzo in Senato ribalta la tassa sul lusso applicata variandola da una tassa sullo stazionamento ad una sul possesso. L’effetto positivo sul settore turistico è immediato; una tassa sullo stazionamento di barche avrebbe compromesso seriamente la stagione turistica e l’eventuale crisi di quest’ultima in un periodo così difficile avrebbe cambiato le sorti del Paese. La modifica elimina la tassa sullo stazionamento delle barche ed introduce invece quella sul possesso delle stesse, che vengono catalogate praticamente come un bene di lusso. Queste le parole dell’assessore al Turismo Luigi Crisponi:

Sciopero Benzinai revocato dopo revisione Decreto Liberalizzazioni

 Il decreto liberalizzazioni che tanto ha suscitato l’ira di certe classi di lavoratori è stato rivisto ulteriormente e scongiura per il momento lo sciopero dei benzinai. Il decreto, approvato ora dal Senato ed in attesa del vaglio della Camera, rivedeva radicalmente la posizione di certe classi di lavoratori come tassisti, farmacisti ed appunto benzinai. Lo sciopero di 10 giorni minacciato dalla Faib Benzinai è stato revocato dopo che l’ennesima revisione ha eliminato o modificato quelle norme che avevano dato il via al malcontento diffuso in tutta Italia. Sembra che il Governo abbia ascoltato la voce dei cittadini lavoratori delle classi di riferimento ed abbia agito nell’interesse di questi, visto che le obiezioni sono scomparse ed anzi la Faib stessa ad esempio si augura che il decreto passi il vaglio alla Camera.

Due nuovi codici per i crediti immeritati alle aziende siciliane

 I codici tributo 3908 e 3909 introdotti nel corso della giornata di ieri dalla nostra amministrazione finanziaria saranno molto utili in relazione alla Regione Sicilia: si tratta infatti di un completamento ulteriore di una convenzione stipulata circa due anni fa dalla stessa Agenzia delle Entrate dalla giunta in questione, in modo da poter recuperare in maniera ottimale i crediti d’imposta che sono stati concessi alle imprese siciliane per investimenti fondamentali dal punto di vista economico, ma comunque sfruttati in maniera non meritata. Come si spiega tutto questo? Il credito in questione è stato istituito nel 2009 in favore di determinati settori, con l’impegno solenne a effettuare gli investimenti entro e non oltre la fine del 2013, così da contribuire alla crescita dell’isola stessa.

Imposta assicurazione veicoli Firenze ridotta

 In un momento di crisi come quello che stiamo passando ora la pressione fiscale sui cittadini è un macigno che frena la ripresa ed i consumi. Il Governo Monti poi ha contribuito a rendere la situazione generale al limite dell’insopportabile andando a colpire le classi più deboli in maniera netta tralasciando invece i benestanti che ancora non sentono il peso fiscale delle novità introdotte negli ultimi mesi. Che il lavoro di Monti e del Governo sia riuscito comunque a rimettere in gioco l’Italia raccogliendo pareri positivi anche fuori dai confini poco vuol dire se la popolazione poi deve “soffrire”.

Ancora la crisi non è passata e nessuno si aspetta miglioramenti nei prossimi mesi sulla pressione fiscale, anche se qualcosa sembra muoversi; l’assessore al Bilancio della Provincia di Firenze ha presentato la novità sullo sconto dell’imposta sulle assicurazioni dei veicoli decisa dall’esecutivo di Palazzo Medici Riccardi. Così Tiziano Lepri alla stampa:

La tassa per l’Antitrust e la nuova imposta sulle barche

 Il decreto relativo alle liberalizzazioni che sta scaldando da diverso tempo le discussioni del nostro paese prevede due tasse specifiche che vale la pena esaminare nel dettaglio per comprendere con che cosa avremo a che fare: si tratta del balzello previsto per far funzionare nel migliore dei modi l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (meglio nota come Antitrust) e quello relativo alle imbarcazioni del nostro paese. Andiamo per ordine. Nel caso dell’authority, è stato deciso di far pagare il tributo alle grandi società italiane, vale a dire quelle che possono vantare i volumi di affari più consistenti in assoluto e quindi assoggettate ad Ires. L’aliquota prevista è pari allo 0,08 per mille e sta già facendo discutere.

La nuova possibilità per scegliere il regime Irap

 Non è rimasto molto tempo per decidere quale opzione Irap può essere considerata la più favorevole in assoluto: c’è infatti tempo fino a dopodomani per tutti i soggetti coinvolti, vale a dire le imprese di tipo individuale e le società di persone, nel pieno rispetto del regime di contabilità ordinaria. In pratica, tali enti hanno l’opportunità di selezionare il calcolo del valore della produzione netta per determinare poi l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive. Una volta che sarà stata compresa una convenienza piuttosto che un’altra, allora si dovrà comunicare il tutto alla nostra amministrazione finanziaria, visto che esiste un apposito canale elettronico che è stato messo a disposizione dalla stessa Agenzia delle Entrate.

Il blitz di Fisco e Finanza nella Roma trasteverina

 I blitz della Guardia di Finanza e dell’amministrazione finanziaria non sono affatto finiti, anzi sono appena all’inizio: lo testimoniano chiaramente gli ultimi controlli che sono stati posti in essere a Roma, più precisamente in una delle zone maggiormente frequentate la sera, vale a dire Trastevere. Che cosa è stato riscontrato dal Fisco e dalle Fiamme Gialle? Nello specifico, le verifiche in questione, le quali sono state condotte letteralmente a tappeto, hanno riguardato settantuno esercizi commerciali, in particolare i ristoranti, i bar e i vari locali che sono presenti in questa parte così “verace” della Capitale.

Entrate e Siae al setaccio delle sale da ballo umbre e laziali

 Il carnevale ormai è terminato, ma ha rappresentato uno spunto interessante per una nuova operazione di controllo della nostra amministrazione finanziaria: si tratta delle verifiche condotte dalle Direzioni Regionali di Umbria e Lazio, congiuntamente alla Siae (Società Italiana degli Autori ed Editori), su alcune sale e locali da ballo, l’ennesimo blitz che ha avuto come conseguenza inevitabile l’aumento degli incassi, ben superiori alla normale media. In pratica, sono stati registrati dei rialzi medi del 100% rispetto allo stesso periodo di un anno fa, con picchi addirittura di quattrocento punti percentuali. Insomma, qualsiasi tipo di esercizio commerciale o di attività deve ormai fare i conti con queste operazioni a tappeto, con le stime in questione che fanno ben comprendere come sia molto diffusa l’allergia al registratore di cassa e agli scontrini fiscali.

I pregi e i difetti di fiscovelox

 Si può prendere spunto dalle esperienze più innovative per contrastare l’annoso problema dell’evasione fiscale. Uno degli strumenti più interessanti in questo senso è il cosiddetto “fiscovelox”, il quale viene sfruttato da diverso tempo dalla polizia di frontiera: i risultati sono sotto gli occhi di tutti e possono essere definiti incoraggianti, dato che i reati doganali (in primis quelli che coinvolgono le valute) sono sostanzialmente diminuiti. Il meccanismo è piuttosto semplice da capire, il fiscovelox riesce ad evitare che le esportazioni e le importazioni illegali di denaro vengano poste in essere attraverso le autovetture come accade di solito. Tale apparecchio, poi, può contare su dei sensori che individuano immediatamente l’oro, l’argento e i beni preziosi, un altro vantaggio molto interessante.

La tassa sull’ombra fa infuriare i commercianti di Cagliari

 Le polemiche sulle tasse sono praticamente all’ordine del giorno in Italia, ma quella relativa alla città di Cagliari merita un cenno maggiore. In effetti, il capoluogo sardo è in fermento a causa di tutti quei commercianti che hanno ricevuto una cartella che prevede il pagamento di una specifica quanto bizzarra imposta: si tratta della cosiddetta “tassa sull’ombra”, un tributo che fa più che discutere, dato che prevede il pagamento per la zona di ombra che viene proiettata dalle insegne (bastano anche pochi centimetri) e che poi si forma nei marciapiedi. Il meccanismo funziona in base a quanto queste insegne sporgono dal muro.