Bollino Blu anti-evasori; le proteste dei commercianti

 Tra tutte le proposte anti-evasione, se ce n’è una che proprio non riesce a farsi apprezzare è quella sul bollino blu; la novità proposta da Attilio Befera (direttore dell’Agenzia delle Entrate) ha ricevuto pochi consensi e moltissime critiche, di cui alcune veramente esagerate, come quella dell’Ascom Confcommercio di Padova:

Il bollino blu di Befera per i negozi onesti mi ricorda tanto, anche se al contrario visto che verrebbero segnalati i “buoni”, la stella di David affissa nel ’38 sulle vetrine dei negozi gestiti dagli ebrei

Facendo un passo indietro e valutando obiettivamente la questione, applicare un bollino blu sui commercianti potrebbe risolvere qualche problema ma il gioco non vale la candela. Non è comunque puntando il dito verso i commercianti che si migliora la situazione; per quanto questi sappiamo riescano a creare molti problemi e grattacapi al fisco, il bollino blu creerebbe  più problemi di quelli che potenzialmente potrebbe risolvere, visto che una situazione di “meriti” e “premi” sarebbe poi soggetta stessa di controlli per evitare che tutto finisca, come sempre, in giri di mazzette, bustarelle e favori.

La tassazione delle sigarette elettroniche in Svizzera

 Le sigarette elettroniche sono una realtà commerciale che si sta affermando da non molto tempo, ma un discorso a parte merita il loro trattamento fiscale: la Svizzera ha offerto in questi giorni un assist importante, vale a dire la decisione del Tribunale Amministrativo Federale del paese elvetico di imporre a questo prodotto il pagamento dell’imposta sul tabacco, confermando comunque l’esenzione prevista dalle Dogane in merito al contributo per la lotta al tabagismo. Queste sigarette sono in tutto e per tutto simili a quelle normali, ma sono di fatto realizzate in maniera artificiale: il peso e le dimensioni, ad esempio, sono proprio gli stessi, ma l’intento specifico è quello di non emettere fumo nocivo e di tutelare quindi la salute dei consumatori.

Rimborso IVA su tassa rifiuti

 Secondo la sentenza 3756 della Corte di Cassazione dello scorso 9 marzo, l’IVA sulla tassa dei rifiuti non va’ pagata (in quanto entrata tributaria e non corrispettivo di servizio reso) e quindi possibile chiedere il rimborso di quella versata ingiustamente.

Dopo anni si fa’ finalmente chiarezza su un’aspetto non troppo chiaro che interessa i privati e le aziende nei Comuni che sono passati dalla Tarsu alla Tia, tassata al 10%.

Immediate le richieste di rimborso; se la tassa comprensiva di IVA è stata gestita direttamente dal Comune di residenza allora è a quest’ultimo che va’ inoltrata la richiesta di rimborso, ma se invece così non fosse allora è necessario scaricare il modulo per la richiesta che andrà poi inviato al gestore del servizio.

Maradona dribbla il fisco italiano?

 Molte persone famose in Italia hanno avuto problemi con il Fisco. Che si tratti di presentatori (Ventura) o di sportivi (Rossi) più o meno in tutti i campi troviamo i soliti “furbetti” all’Italiana, che in un modo o nell’altro riescono sempre a raggirare il fisco a beneficio del proprio portafoglio. Dopo il caso eclatante di Unicredit, passato purtroppo lontano dai riflettori, uno dei casi più recentemente discussi riguarda il contenzioso con il grande campione Maradona.

Diego Armando avrebbe con lo stato Italiano una causa aperta per 38 milioni di euro (mica noccioline) e per questo motivo non può tornare nella sua “amata” Italia. Lo stesso avrebbe dichiarato:

Non sono mai stato condannato dalla Cassazione e voglio chiarire per trovare una pace finale con il Fisco e con tutta l’Italia mettendo fine a tanti equivoci e ingiustizie fatte contro di me

Si dichiara quindi innocente, anche se i numeri parlano molto chiaro; 13 milioni di imposte evase, che sono diventati quasi 40 con sanzioni ed interessi che ovviamente vanno ad aggravare la posizione fiscale di uno Stato vittima di raggiri come questo.

A Perugia protocollo su affitti in nero e false dichiarazioni Isee

 Gli affitti in nero sono una brutta piaga del nostro paese: la cedolare secca è stata introdotta proprio per stroncare questo fenomeno, ma intanto anche a livello territoriale si registrano delle iniziative piuttosto interessanti. Una di queste è senza dubbio Affitta Etico, una sorte di riconoscimento che è destinato a tutti quei proprietari immobiliari che sono soliti rispettare le regole in questione. Se ne è parlato nei giorni scorsi a Perugia, con ampi riferimenti anche alla valorizzazione dei proprietari virtuosi e alla lotta alle false dichiarazioni Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente). Il protocollo è stato siglato dallo stesso comune umbro, ma anche dall’Agenzia delle Entrate, dalla Camera di Commercio locale e dall’Adisu (Agenzia Diritto allo Studio Universitario).

Requisiti esonero canore RAI

 Se non si rientra nella categoria degli “evasori” del canone RAI si deve necessariamente far riferimento alle normative sull’esonero dalla tassa di possesso, nel quale si spera di rientrare per evitare di pagare l’odiata tassa. Se i motivi per non voler pagare il canone possono essere migliaia, le caratteristiche per avere l’esonero ed evitare di diventare degli evasori fiscali sono ben poche e molto restrittive.

Innanzitutto l’esenzione è valida solo per i soggetti che hanno compiuto 75 anni di età entro il limite stabilito (che per il 2012 è il 31-01-2012); questi poi non devono convivere con soggetti diversi dal coniuge titolari di reddito proprio, ed infine devono necessariamente possedere un reddito che, insieme a quello del proprio coniuge, non sia superiore complessivamente ad euro 516.46 per tredici mensilità (6713.98 euro all’anno), come riporta esattamente il sito ufficiale degli Abbonati RAI.

Disdetta canone rai

 La disdetta del canone RAI sembra una missione impossibile; sul sito ufficiale degli abbonati non vi sono le procedure che permettono di liberarsi del canone e di difficile comprensione sono anche i requisiti che possono permettere la disdetta. Innanzitutto, la tassa di possesso è principalmente legata al televisore; liberarsi di quest’ultimo regalandolo, rottamandolo oppure facendolo “sigillare” da chi di dovere dovrebbe permettere agli abbonati di rientrare nei requisiti per cui è possibile chiedere ed ottenere la disdetta del canone RAI.

Innanzitutto la disdetta può essere fatta in qualsiasi periodo dell’anno, anche se dopo il mese di Novembre questa avrà effetto dal Gennaio successivo. La procedura è diversa a seconda che l’abbonato possieda o meno il libretto di abbonamento alla rai; nel primo caso andrà fatto un versamento di 5.16 euro (per sigillare il televisore) tramite vaglia postale a:

Agenzie delle entrate Ufficio Torino 1 – SAT Sportello abbonamenti TV – Cas. Post. 22 – 10121 Torino

Successivamente andrà compolata la “cartolina D” con l’intestazione “Denuncia di cessazione abbonamento TV” e spedita tramite raccomandata a:

Canone RAI cambio residenza

 Se si rientra nei requisiti per il canone RAI ed è quindi necessario pagare regolarmente la tassa secondo le modalità note, come ci si deve comportare in caso di cambio residenza? Un abbonato RAI (o forse dovremmo dire “una persona che possiede apparecchi in grado di ricevere radioaudizioni”) che mantiene le caratteristiche tali per cui è necessario pagare la tassa anche nella nuova residenza deve necessariamente fare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate specificando il nuovo indirizzo, così come riportato sul sito ufficiale degli abbonati RAI:

Sanzioni mancato pagamento canone RAI

 Prima di capire cosa succede in caso di mancato pagamento del canone RAI bisogna aver ben chiaro di cosa si tratta; il “Canone Rai” viene chiamato così ma quello che è in realtà è una tassa di possesso. Da Wikipedia:

Il canone televisivo o canone RAI è una tassa sulla detenzione di apparecchi atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni televisive nel territorio italiano.

Questo semplicemente vuol dire che il Canone non si paga per guardare la RAI (come il nome suggerisce) ma si paga per il fatto che siamo possessori di apparecchi adatti a ricevere radioaudizioni televisive nel territorio italiano. Il fatto di avere una televisione in casa (o anche solo una radio) ci rende soggetti al pagamento di questa tassa che diventa quindi obbligatoria per la maggior parte degli italiani.

Liberalizzazione su mutui e prestiti

 Una delle prime critiche mosse al Governo Monti è stata quella sul rischio che il Governo Tecnico diventasse in realtà il Governo delle Banche. Tutte le parole spese su questo argomento non sono servite a far cambiare idea all’opinione pubblica sull’argomento, ma forse il decreto liberalizzazioni potrà finalmente riuscire nell’impresa mettendo nero su bianco le nuove direttive dedicate agli istituti di credito.

La prima grande novità riguarda le assicurazioni sui mutui; il settore bancario e quello assicurativo sono legati a doppio filo sull’emissione di mutui perchè ogni volta che un prestito viene erogato viene stipulata anche una polizza di assicurazione connessa. Fino ad oggi l’istituto proponeva come unica alternativa una polizza riconducibile al gruppo bancario stesso, mentre con il decreto liberalizzazioni si è costretti a mostrare almeno 2 preventivi che non riconducano in alcun modo all’istituto che eroga il prestito. Questo vuol dire rilanciare nettamente la concorrenza tra le assicurazioni a beneficio dei clienti che finalmente non avranno più vincoli in questo senso.

Nuovi successi per Fisco & Scuola in Sardegna

 Il progetto “Fisco & Scuola” continua ad andare a gonfie vele nel nostro paese anche nel 2012: dopo i buoni risultati conseguiti nei mesi precedenti, infatti, Agenzia delle Entrate, alunni e famiglie sono stati sempre più coinvolti da questo punto di vista, con iniziative sempre nuove e stimolanti. L’ultima testimonianza in questo senso è stata quella di Cagliari, con gli studenti di alcune scuole medie che sono stati ospitati dal locale Conservatorio intitolato a Pierluigi da Palestrina. All’evento era presente anche Libero Angelillis, il direttore regionale della nostra amministrazione finanziaria per la Sardegna, con i ragazzi che hanno illustrato i principi della legalità fiscale che hanno ritenuto più importanti.

Come rateizzare il canone RAI

 Se non siete nel 38% degli Italiani che evadono il canone RAI, allora rientrate nella fascia di persone che devono annualmente far fronte a questa “tassa sul possesso”; se ancora sperate che questa tassa venga abbuonata per qualche ragione oppure vi siano fasce di sconto, mettetevi subito l’anima in pace e prendete atto che dovrete far fronte all’intera tassa, anche se un’agevolazione è effettivamente c’è e riguarda l’eventuale rateizzazione del canone stesso.

Se non si vuole sentire il peso del canone RAI sul portafoglio sappiamo che possiamo scegliere di pagare due rate annuali (una entro il 31 gennaio ed una entro il 31 luglio) oppure possiamo suddividere il Canone Rai in quattro rate annuali (in questo caso le scadenze sono 31 gennaio, 30 aprile, 31 luglio e 31 ottobre). Questa è la soluzione per gli tutti gli utenti indipendentemente dalla posizione sociale, mentre dal 2010 è disponibile una soluzione alternativa per i pensionati, che consiste in una ritenuta suddivisa in 11 mesi. Di seguito riportiamo la notizia ufficiale che spiega il funzionamento di questo metodo di rateizzazione specifico per pensionati:

Nuove misure per la lotta all’evasione fiscale

 Un tema “caldo” della discussione politica degli ultimi tempi è sicuramente la lotta all’evasione fiscale. Il 2012 potrebbe passare alla storia se il ritmo dei provvedimenti è quello a cui ci siamo abituati negli ultimi mesi; dopo il blitz a Cortina e quello più recente ad Ancona è emerso quello che tutti sanno da anni ma di cui nessuno ha mai parlato e finalmente sembra che anche il Governo inizia a muoversi per garantire equità e correttezza da parte di una certa classe di cittadini.

I nuovi strumenti dell’amministrazione finanziaria consentono di creare delle liste “nere” più o meno gravi; con il decreto legge 16/2012 ad esempio è stata introdotta la possibilità di raccogliere i commercianti che per più volte sono stati colti in fallo sull’emissione degli scontrini, in modo da concentrare l’azione ed eseguire anche delle ricerche sul campo sui settori maggiormente soggetti all’evasione fiscale.

Tassa smaltimento pneumatici usati

 La tassa sullo smaltimento dei pneumatici usati non è propriamente definibile come una “tassa” nel senso classico del termine; in realtà si tratta di un sovrapprezzo applicato all’acquisto di un’auto nuova o degli pneumatici che vanno in pratica a formare un “fondo” (nel primo caso gestito dall’ACI, nel secondo da Ecopneus) che contribuisce allo smaltimento degli stessi pneumatici. Si parlava di circa 3-4 euro a gomma (circa 15-20 euro per auto nuova) al momento dell’implementazione lo scorso Giugno 2011 e dopo i primi 4 mesi di gestione si tirano le prime conclusioni con Omniauto che pubblica i numeri; si parla di oltre 20.000 punti di rigenerazione dei pneumatici, 31.000 richieste di prelievo, 21.500 missioni di automezzi effettuate, 90 imprese di raccolta, 70 impianti di frantumazione e valorizzazione. Così il direttore generale di Ecopneus Giovanni Corbetta commenta:

Il risultato che abbiamo raggiunto in pochissimi mesi dimostra che esiste una parte di Italia che lavora bene e con impegno, che ha a cuore la tutela ambientale del nostro Paese e la salvaguardia della salute di ognuno di noi