Pd: tassiamo birra e alcolici

 Il partito propone un aumento dell’imposta di fabbricazione su birra, alcolici intermedi, e alcol etilico per garantire la continuita’ contributiva dei Co.co.co. Lo prevede un emendamento presentato da un gruppo di deputati del Pd, tra i quali Damiano, Boccuzzi, Bobba, Santagata e Madia, e che è attualmente all’esame della commissione lavoro di Montecitorio. Con la norma si intendono aumentare le aliquote a partireal fine di assicurare un maggior gettito complessivo pari a 110 milioni di euro annui.

Obiettivo della misura é quindi quello di garantire le prestazioni previdenziali dei Co.co.co. e dei lavoratori a progetto anche quando il datore di lavoro o committente non ha versato regolarmente i contributi. Infatti se il datore di lavoro non adempie agli obblighi legali e non paga i contributi, non risulta nessun pregiudizio per il salariato, poichè i redditi da lavoro conseguiti da un dipendente dai quali il datore di lavoro ha dedotto i contributi legali vengono iscritti sul conto individuale anche se il datore di lavoro non ha versato i contributi alla cassa di compensazione.

Dichiarazione Iva 2010: modello semplificato per quattro milioni di contribuenti

 I modelli fiscali Cud 2010, 730/2010, 770/2010 e Iva 2010 sono già pronti online da scaricare, assieme alle istruzioni, sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate. A darne notizia è proprio l’Amministrazione finanziaria nel rimarcare in particolare come quest’anno, in accordo con quanto reso noto nelle scorse settimane, debutti il nuovo modello Iva 2010 “mini“, ovverosia quello semplificato che a livello fiscale garantirà vita facile e semplificata a ben quattro milioni di contribuenti. I modelli sopra citati, pronti nella loro versione definitiva, dopo che nelle scorse settimane erano state pubblicate le corrispondenti bozze, potranno così essere utilizzati entro le scadenze previste per le dichiarazioni dei datori di lavoro, dei pensionati, professionisti e lavoratori dipendenti e assimilati.

Ssn: in Gazzetta le regole per i fondi sanitari integrativi

 Tre giorni fa è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali relativo all’attuazione dei fondi sanitari integrativi del Servizio Sanitario Nazionale: in particolare, questo fondamentale provvedimento va a spiegare quali sono le prestazioni vincolate che i fondi stessi e gli enti, oltre alle casse e alle società di mutuo soccorso a fine assistenziale, devono erogare oltre il 20% del totale per beneficiare delle agevolazioni fiscali che sono state introdotte dal Tuir. Un’altra importante disposizione del decreto è, inoltre, quella che concerne il funzionamento dell’Anagrafe dei fondi sanitari. Tali fondi sono stati specificamente istituiti dal Decreto legislativo 502 del 1992, ma col passare degli anni vi sono stati vari interventi volti a delimitarne l’ambito di intervento. Secondo il decreto ministeriale citato in precedenza, le prestazioni chiamate in causa ai fini tributarie sono quelle socio-sanitarie rivolte a persone non autosufficienti (ad esempio, l’aiuto domestico), quelle orientate al recupero sanitario di soggetti temporaneamente inabili per infortunio o malattia (cure termali e percorsi riabilitativi) e le prestazioni odontoiatriche.

 

Robin Hood Tax: controlli Autorità Energia

 In merito alla Robin Hood Tax, ed al relativo divieto di traslazione, sui prezzi praticati all’utente finale, di quella che altro non è che una maggiorazione sull’addizionale Ires, l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ha effettuato ben 500 controlli di primo livello a carico di altrettante imprese del settore energetico. In particolare, avvalendosi della collaborazione del Comando Unità Speciali della Guardia di Finanza, l’Autorità ha messo in atto la prima fase della vigilanza nei confronti di 282 operatori del comparto petrolifero, e 221 imprese del settore del gas e dell’elettricità. Su questo tipo di attività l’Autorità per l’Energia elettrica ed il gas ha trasmesso alla fine dello scorso anno una Relazione al Parlamento che adesso è altresì disponibile sul sito Internet dell’Authority.

Agenzia delle Entrate: ottimi numeri per i servizi di assistenza

 I servizi erogati dall’Agenzia delle Entrate nel corso del 2009 hanno quasi raggiunto quota 10 milioni (per la precisione, il numero esatto è 9.896.089): si tratta senza dubbio di una stima molto importante, la quale testimonia un aumento del 9,76% rispetto a quanto era stato rilevato nel 2008 in relazione alle registrazioni, l’assistenza alla compilazione fiscale, oltre che all’invio della dichiarazione, il rilascio del codice fiscale e delle partite Iva, le informazioni sui rimborsi e molto altro. L’Amministrazione finanziaria ha assegnato una notevole importanza a questo tipo di attività, ritenute centrali nel dialogo tra il fisco e i contribuenti, tentando costantemente di semplificare le procedure e di innovare dal punto di vista tecnologico. Gli incrementi più marcati in questo senso si sono registrati nell’ambito del regime fiscale dei contribuenti minimi e del servizio di tutoraggio: per essere più precisi, infatti, si deve sottolineare che i servizi in questione sono aumentati del 76,88% rispetto a un anno prima.

 

Italia: carico fiscale tra i più alti d’Europa

 Il carico fiscale é molto sentito nella penisola italiana: un’analisi condotta dall’Ufficio Studi degli artigiani di Mestre scatta una foto alla situazione Italiana in ambito di pressione fiscale sulle famiglie e raffigura una delle peggiori situazioni in Europa. L’ufficio nella sua indagine ha preso come punti di riferimento due famiglie, una italiana e una francese, famiglie composte da marito, moglie e due figli, e ne ha calcolato e confrontato l’imposta sulle persone fisiche. I risultati hanno mostrato una reale differenza tra sistema francese e italiano.

Nello specifico é stato esaminato il caso di un unico reddito di 30.000 euro percepito in una famiglia, in Francia il peso fiscale è di 348 euro, in Italia è di 5.010 euro. Un differenza di ben 4.662 euro. La comparazione ha riguardato solo la tassazione dell’imposta personale senza includere le addizionali IRPEF.

Emilia Romagna: superata maggioranza Comuni “caccia-evasori”

 Sono saliti a quota 171, su un totale di 341, i Comuni della Regione Emilia Romagna che hanno aderito all’alleanza anti-evasione che nei mesi scorsi l’Agenzia delle Entrate ha siglato con l’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani. A darne notizia è la Direzione regionale Entrate dell’Emilia Romagna, precisando che alla data dello scorso 15 gennaio 2010 si è arrivati alla maggioranza dei Comuni “caccia-evasori” in Emilia Romagna con l’adesione dei Comuni di Voghiera (FE), Savignano sul Panaro (MO), Poviglio (RE), Soragna (PR) e San Pietro in Casale (BO). Ai Comuni “caccia-evasori”, lo ricordiamo, spetta il 30% delle imposte evase effettivamente recuperate dal Fisco attraverso le loro segnalazioni qualificate.

Il Fisco britannico propone un condono ai medici evasori

 Tutto il mondo è paese: non c’è frase più azzeccata per descrivere la situazione fiscale che sta vivendo attualmente la Gran Bretagna. In effetti, il Fisco britannico sta tentando di rispondere alla crescente evasione che vede coinvolti decine di migliaia di professionisti operanti nel settore della sanità: contribuenti accomunati anche dal fatto di essere eccessivamente distratti quando devono cimentarsi con gli adempimenti tributari. Il mancato versamento delle tasse e delle imposte dovute da medici e dentisti, dunque, è una realtà che non vuole essere sottovalutata. Per correre ai ripari, le Entrate del Regno Unito hanno deciso di presentare un nuovo condono, il cui obiettivo principale, entro il 2010, sarà quello di consentire a dentisti, medici e professionisti della sanità di mettere in regola le proprie posizioni tributarie; si tratta pertanto di una vera e propria amnistia fiscale, molto simile a quella che è stata attuata in Italia, ma la denominazione “Piano fiscale della sanità” vuole in qualche modo celare la struttura di questo progetto.

 

Dichiarazione Iva: si può presentare sganciata da Unico

 L’obbligo relativo alla dichiarazione Iva all’interno del modello Unico resta valido solamente per quei contribuenti che ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) presentano un saldo a debito, mentre per chi vanta dei crediti Iva può “affrettare” i tempi e presentare l’istanza sganciata dal modello di dichiarazione unificata. A farlo presente è stata l’Agenzia delle Entrate che in merito alle procedure per la compensazione Iva sta provvedendo a mettere a punto una circolare operativa finalizzata a sciogliere ogni dubbio. In particolare, sulla dichiarazione Iva i contribuenti possono letteralmente giocare d’anticipo presentando l’istanza sganciata da Unico nel periodo dall’1 febbraio al 30 settembre con la finalità o di chiedere il rimborso dell’imposta, oppure di portare le somme a credito in compensazione.

Le imprese Ict chiedono la modifica della tassa sull’innovazione

 Il settore Ict è in fermento ed è pienamente unito contro il decreto che ha rivisto i compensi relativi alla copia privata in Italia: una legge, questa, che viene ritenuta troppo penalizzante nei confronti dell’innovazione e quindi da modificare. In particolare, il presidente di Confindustria Anie (l’associazione che riunisce le imprese elettrotecniche ed elettroniche), Guidalberto Guidi, quello di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Stefano Pileri, quello di Assinform, Paolo Angelucci e quello di Assotelecomunicazioni-Asstel, Stefano Parisi, hanno accolto con molta sorpresa il provvedimento in questione; la richiesta, in questo caso, rivolta al Ministero dei Beni Culturali, è quella di cambiare il decreto, il quale andrebbe a ignorare completamente le raccomandazioni e le motivazioni avanzate dall’industria del settore.

 

Arriva la tassa sui telefonini e gli mp3

 Volete acquistare un telefonino o un mp3? La tecnologia ha un costo, e questo costo sembra sia destinato a lievitare, il governo, con decreto firmato il 30 dicembre dal ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi tasserà cellulari, computer, decoder, e lettori mp3, ovvero tutti i dispositivi dotati di memoria. Riscuoterà il gettito la Siae, a causa della possibilità che un utente possa a diritto utilizzare quei dispositivi tecnologici per godere di una copia personale di cd e film acquistati.

Si parla quindi di possibilità dell’utent, quindi una sorta di presunzione che colpisce l’utente per un danno che comunque potrebbe non essere affatto stato commesso. E chi pagherà la tassa? Ovviamente i consumatori, con aumenti dei prezzi. Iniziano le contestazioni delle associazioni dei consumatori: Altroconsumo stima che oltre 250 milioni di euro l’anno finiranno nelle casse della SIAE.

Aliquote irpef 2009: troppo alte per lavoratori e pensionati

 Negli ultimi due anni la crisi ha da un lato eroso i redditi, e dall’altro ha contribuito ad erodere il potere d’acquisto dei lavoratori, dei pensionati e, nel complesso, delle famiglie. L’italiano meglio al giorno d’oggi se la passa mediamente peggio rispetto agli anni pre-crisi, specie se prendiamo a riferimento i pensionati ed i lavoratori dipendenti, sui quali continuano ad essere applicati, con le aliquote irpef, gli stessi livelli di tassazione di quanto se la passavano meglio. Di conseguenza, per far recuperare potere d’acquisto ed una porzione di benessere ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati le soluzioni sono due: aumentare la loro busta paga, ovverosia rivedere i contratti collettivi nazionali con delle adeguate rivalutazioni per salari e stipendi; oppure abbassare il livello di tassazione sulla busta paga stessa permettendo quindi al lavoratore di guadagnare di più.

Ravvedimento saldo Ici: scade oggi il massimo sconto

 Nei giorni scorsi il tasso legale di interesse relativo al saldo dell’Ici è stato diminuito di ben due punti, alleggerendo in tal modo il debito dei contribuenti in ritardo col versamento: scade proprio nella giornata di oggi la possibilità di effettuare il saldo, pagando solamente un dodicesimo della sanzione ordinaria del 30%, la quale solitamente si applica per chi manca la scadenza originaria (16 dicembre). Per essere più precisi, tale agevolazione fiscale offre la possibilità di tornare in regola a chi ha totalizzato dei ritardi comunque non superiori ai 30 giorni, mentre non può essere fruita nel caso in cui l’irregolarità in questione è già stata contestata, oppure ancora se i ritardatari conoscono l’attività di accertamento nei loro confronti. Il debito viene a essere sanato quando il contribuente ha portato a termine il versamento dell’imposta o della differenza dovuta, della sanzione ridotta e degli interessi moratori.

 

Fisco online: parte Civis in tutta Italia

 E’ partito oggi, giovedì 14 gennaio 2010, Civis, il nuovo canale online che permetterà agli intermediari di fruire dell’assistenza dell’Amministrazione finanziaria senza la necessità di doversi recare presso uno sportello fisico dell’Agenzia delle Entrate. In questo modo, grazie proprio a questo nuovo canale, tutti i contribuenti che non si avvalgono della prestazione offerta dagli intermediari, e che si recano presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate sul territorio, avranno la possibilità di godere di tempi di attesa che, chiaramente, saranno più ridotti. L’attivazione di Civis, su tutto il territorio nazionale, in accordo con quanto messo in evidenza dall’Agenzia delle Entrate in data odierna con una nota, segue una fase di sperimentazione del servizio in molte Regioni italiane, ovverosia in Molise, Valle D’Aosta, Puglia, Emilia-Romagna, Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Toscana Umbria e Marche.