Berlusconi sulle tasse: per ora niente tagli

di giannip 1

L’attuale situazione di crisi non permette nessuna possibilita’ di riduzione delle imposte’, ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi -. La situazione attuale del debito pubblico comportera’, solo di interessi, una spesa di 8 miliardi di euro all’anno. In questa situazione e’ fuori discussione poter pensare a un taglio delle imposte.

E sempre in questo contesto, secondo Berlusconi, e’ da prevedere tempi lunghi anche per la riforma fiscale.

Chi quindi sperava di pagare meno dovrà pazientare. Nel corso di una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, Berlusconi ha negato che nel futuro del governo ci sia un taglio delle tasse e ha scatenato la reazione dell’opposizione che accusa il premier di non mantenere le promesse e di essere irresponsabile.

Non abbiamo introdotto nessuna tassa nuova – si difende il premier -, non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani, nemmeno nell’ultima Finanziaria. Non iniziamo la campagna elettorale con programmi che prevedano tagli o riduzioni delle tasse. Ancora siamo considerati dagli altri politici come degli usurpatori, per questo ci portano degli attacchi sul piano politico, e sul piano giudiziario non parliamone, con aggressioni parificabili a quelle di piazza del Duomo se non peggiori. L’opposizione ci imputa che non abbiamo fatto nulla ma è esattamente il contrario visto che dagli studi fatti emerge che mai nessun governo ha fatto quanto abbiamo fatto noi in 19 mesi’

Il presidente conferma che il taglio delle tasse è un impegno elettorale preso ma purtroppo oggi non c’è alcuna possibilità che si proceda in questa direzione a causa delle condizioni del bilancio dello stato. Per ora quindi niente semplificazione del sistema tributario (riduzione a due aliquote o abbassamento a otto imposte).

Sarà un lavoro lungo, duro. Spero che possa essere sufficiente un anno, ma è un lavoro davvero improbo – continua il premier -. Siamo di fronte a un caso che ci impone una semplificazione. Anche i commercialisti si mettono le mani nei capelli quando devono interpretare queste norme.

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