Scudo fiscale: Ticino chiede contributo e San Marino fa i conti

 Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, non usa mezzi termini (come d’altronde ha fatto finora Antonio di Pietro) e dal palco della manifestazione nazionale del sindacato contro la crisi lamenta:

Lo scudo fiscale é una vergogna. Non si può ogni due o tre anni fare un condono e poi lottare contro l’evasione fiscale. Dove vanno quei soldi?

Torneranno in Italia, ma saranno reinvestiti? In cosa? Epifani ha sottolineato il meccanismo dello scudo fiscale: chi fa rientrare i capitali dall’estero è anonimo. Tuttavia alcune fonti, secondo il segretario, parlano di una gran parte di capitali appartenenti non a operai, tecnici, pensionati, ingegneri o infermieri, ma ad altre figure sociali. Il riferimento potrebbe essere a famosi imprenditori o alla classe politica?

Correttivi per gli studi di settore: a volte ritornano

 Il 2010 sarà il momento giusto per la terza revisione degli studi di settore relativi a Gerico 2009: tali correttivi, i quali seguono da vicino quelli adottati in maniera ordinaria quest’anno, verranno utilizzati ai fini degli accertamenti. Comunque, c’è da precisare che non è prevista alcuna moratoria degli studi, visto che sarà preferita la strada dell’aggiornamento annuale. La decisione è stata presa dopo aver esaminato i dati delle dichiarazioni fiscali presentate a settembre dai soggetti che hanno utilizzato gli studi. Sono state soprattutto le associazioni di categoria a premere per ottenere i correttivi congiunturali anche per il prossimo anno: secondo Giampietro Brunello, ad di Sose, la partita in gioco prevede ora l’applicazione dei giusti correttivi per Gerico 2010.

 

Un nuovo “patto fiscale”: la proposta della Cisl

 Venerdì 27 novembre 2009 la Cisl scende in piazza per una manifestazione a carattere nazionale che la confederazione ha indetto per dedicare una giornata al confronto pubblico nelle province del nostro Paese. Per la manifestazione è stato messo a punto lo slogan “Insieme per un fisco più giusto, per un’Italia migliore: la Cisl contratta, unisce, propone“, con l’obiettivo di chiedere alle forze politiche ed al Governo la promozione di un nuovo “patto fiscale” che garantisca aiuti alle famiglie e meno tasse sia a carico dei pensionati, sia dei lavoratori. Quella del 27 novembre deve e sarà una giornata di confronto tra le rappresentanze dei datori di lavoro, il mondo delle associazioni e le forze politiche al fine di far presente come oramai il prelievo fiscale a carico di quei soggetti che le tasse le pagano sino in fondo, ovverosia i pensionati ed i lavoratori dipendenti, sia diventato insostenibile.

Uil: sì a taglio Irap, ma anche meno tasse lavoratori

 Il taglio dell’Irpef varato ieri dal consiglio dei ministri potrebbe aprire le porte al taglio di Irap e Ires per le imprese soprattutto medio-piccole. Lo afferma il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola:

E’ significativo agire – spiega il ministro – per dare piu’ liquidita’ alle famiglie e alle imprese, perche’ questa timida ripresa possa essere accelerata. Si e’ cominciato dall’Irpef, mi auguro si possa proseguire con le imprese, soprattutto quelle medio-piccole.

Non sembrano però essere tutti d’accordo. La Uil esprime principalmente, non tanto il dissenso alla manovra, quanto il desiderio che il governo utilizzi le risorse disponibili non solo per tagliare l’Irap, ma anche riducendo le tasse ai lavoratori.

Stati Uniti e Fisco: il 2008 è l’annus horribilis

 La crisi economica continua ad “avvolgere” con i suoi lunghi tentacoli gli Stati Uniti: gli effetti della congiuntura economica negativa nel territorio a stelle e strisce sono ravvisabili soprattutto in relazione al Fisco. In effetti, gli ultimi dati dell’Internal Revenue Service hanno messo in luce come nel 2008 siano svaniti ben 3.000 miliardi di dollari dai redditi dei lavoratori americani della cosiddetta “middle class. Ciò equivale a dire che è molto alto il numero dei contribuenti che non hanno provveduto, o hanno dimenticato, di versare le imposte nelle misura dovuta. Le stime, in questo caso, parlano di oltre 22 milioni di soggetti “sbadati” o negligenti nel 2008, una cifra davvero impressionante. Questa folla di contribuenti morosi viene considerata un indice fondamentale nella misura dell’incidenza effettiva della crisi, non solo su società e pmi, ma anche sul contribuente medio.

 

Popolo partite Iva: a Natale più soldi in cassa

 Il provvedimento approvato dal Governo sulla riduzione dell’acconto Irpef, in pagamento a fine mese, sancisce la “vittoria” del popolo delle partite IVA, e lascia fuori dai giochi le società di capitali ma anche la stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti. Al riguardo, infatti, la Confcommercio fa presente come i lavoratori con contratto di lavoro subordinato che, per intenderci, hanno le trattenute in busta paga, non paghino l’acconto sull’imposta sul reddito delle persone fisiche. Questo vale per quei dipendenti che non hanno altri redditi, mentre il discorso cambia, con qualche vantaggio, per chi ha altri redditi oltre a quello da lavoro dipendente; ad esempio, per chi ha una seconda casa in affitto, o ha prestato delle collaborazioni a titolo occasionale o professionale al di fuori del rapporto di lavoro subordinato.

Olanda: bollo addio, nuova tassa a Km

 Il pagamento del bollo auto é un appuntamento dal quale nessuno può esimersi. La tassa automobilistica regionale, meglio conosciuta come bollo è una tassa di proprietà sul possesso di un veicolo da parte di un cittadino italiano. La spesa per la tassa non è fissa, ma varia in base alla regione di residenza del cittadino e al tipo di autovettura immatricolata. Bisogna fare attenzione a essere puntuali nel pagarla perchè le penali potrebbero essere anche pari al 30% dell’importo.

In Olanda il bollo auto non esisterà più. O meglio, per essere precisi, non sarà più una tassa fissa: dal 2012 gli automobilisti olandesi dovranno pagare una nuova tassa a chilometro percorso. La misura, secondo il governo che l’ha emanata, permetterà di ridurre il traffico e limitare le emissioni di CO2 del 10%.

Liguria: avviato un tavolo tra Entrate e terzo settore

 È dunque la Liguria la regione scelta per avviare il primo tavolo di confronto tra Agenzia delle Entrate e i rappresentanti del settore no profit. Il primo di questi incontri si terrà infatti il prossimo 24 novembre a Genova, nella sede della direzione regionale. Sostanzialmente, siamo di fronte all’attivazione di un importante programma di assistenza fiscale, volto soprattutto a migliorare la compilazione e l’invio del modello Eas. Il tavolo regionale sarà dunque l’occasione per illustrare i principali chiarimenti relativi al documento fiscale: gli enti no profit e tutto il terzo settore avranno quindi la possibilità di rivolgersi agli uffici territoriali, trovando l’aiuto necessario in ambito tributario. Si tratta di un argomento di stretta attualità, visto che, proprio nel corso di questa settimana, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha voluto sottolineare l’importanza di tali incontri in merito all’associazionismo di promozione sociale.

 

Evasione fiscale: Entrate-Anci-Ifel, accordo biennale

 In materia di lotta e di contrasto all’evasione ed all’elusione fiscale, l’Amministrazione finanziaria ha messo a segno in data odierna un altro “colpo” molto importante, che istituisce e rappresenta un vero e proprio patto per accelerare, rafforzare e rendere ancora più efficiente l’azione dei Comuni italiani nella partecipazione e nella compartecipazione alle azioni di contrasto ai fenomeni evasivi ed elusivi. In data odierna, infatti, dopo il relativo coordinamento da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato siglato un importante protocollo di intesa a tre che sancisce una nuova intesa ed un nuovo patto antievasione.

Taglio dell’acconto Irpef: approvato il decreto legge

 Contrariamente a quanto preventivato nel corso della giornata di ieri, il taglio degli acconti fiscali per questo mese si riferirà esclusivamente all’Irpef, mettendo da parte per il momento Ires e Irap. Tutti quei soggetti che sono tenuti al pagamento dell’imposta sulle persone fisiche potranno quindi beneficiare di uno sconto nel prossimo versamento: è stato approvato, in proposito, un decreto legge con cui il Consiglio dei Ministri approva questa operazione, riducendo l’acconto Irpef dal 99 al 79%. Si tratta sostanzialmente di un intervento da 3,8 miliardi di euro, coperto in particolare dai proventi dello scudo fiscale: una somma che verrà poi recuperata nel 2010 in sede di conguaglio. La legge in questione, tra l’altro, contiene anche delle disposizioni volte a consentire ai Comuni di rimborsare la terza rata dell’Ici extrarurale: questa misura rientra negli strumenti di ausilio alla ripresa economica. I principali beneficiari di questa ennesima versione di intervento tributario dovrebbero essere le ditte individuali, le piccole aziende, le società di persone e i soggetti titolari di partita Iva che provvedono al pagamento dell’Irpef.

 

Tasse: Regione Toscana, sono più basse

 In Toscana, grazie anche ad un bilancio per la sanità che è in pareggio, c’è la più bassa pressione fiscale tra tutte le Regioni a statuto ordinario, e con l’esclusione della Basilicata che può far leva sulle royalties del petrolio. A metterlo in evidenza è l’Amministrazione regionale nel precisare che in Toscana è più bassa sia la pressione fiscale da Irap, sia quella legata alle addizionali Irpef che, tra l’altro, con l’eccezione del bollo, sono le uniche due tasse sulle quali la Regione Toscana può intervenire. E così in Toscana, oltre alle aliquote fiscali base, per il prossimo anno un contribuente toscano pagherà solamente, in media, 16,30 euro l’anno, ovverosia 23 euro in meno della Regione veneto, 44,5 in meno rispetto alla Lombardia, 67,8 euro in meno rispetto ad un contribuente dell’Emilia-Romagna, e ben 162 euro in meno rispetto ad un cittadino residente nella Regione Lazio.

Consiglio dei Ministri: taglio Ires e Irap

 Un taglio da 3 miliardi di euro per giungere finalmente alla riduzione degli acconti Ires e Irap. La manovrà sarà varata oggi dal Consiglio dei ministri. Lo scopo é favorire le imprese in questo momento di crisi, fornendo loro liquidità.

Regolarmente le imprese avrebbero dovuto pagare entro il 30 novembre il 60% dell’imposta, dopo aver versato a luglio il 40%. Con la manovra l’acconto potrebbe calare al 57%, invece del 60% previsto. I contribuenti dovranno poi restituire al saldo di giugno-luglio la minore imposta versata a novembre. Quindi tecnicamente si tratta solo di un differimento dei pagamenti e non uno “sconto” vero e proprio. Un differimento che potrebbe comunque recare sollievo alle imprese già provate dalla crisi.

Dogane ed Entrate scoprono una frode Iva intracomunitaria

 La Direzione Regionale per il Lazio e l’Umbria dell’Agenzia delle Dogane e la Direzione Regionale del Lazio dell’Agenzia delle Entrate hanno provveduto a porre in essere una vasta operazione di controllo e verifica per quel che riguarda una società multinazionale: a quest’ultima sono già state applicate sanzioni pari a 9 milioni di euro. Per essere più precisi, si tratta sostanzialmente di indagini volte a contrastare in maniera congiunta e comune l’evasione fiscale nell’ambito del settore dell’Iva intracomunitaria (l’Iva da applicare agli acquisti che vedono coinvolti paesi della comunità europea) e di altre imposte a carattere maggiormente nazionale. Un’importante attività investigativa è stata in grado di portare alle conclusioni di questa verifica; nel dettaglio, è stato possibile andare ad appurare alcuni comportamenti tributari di questa multinazionale, la quale ha utilizzato, in relazione al periodo d’imposta 2004, uno schema negoziale molto particolare, con l’intento di acquistare merce proveniente da altri paesi della comunità e da impiegare in una fase successiva nell’attività produttiva.

 

Tredicesima: detassazione in base al reddito

 Lo Stato potrebbe detassare la tredicesima a ben 27,3 milioni di italiani, tra lavoratori dipendenti e pensionati, con un costo pari a 5,47 miliardi di euro che, nelle tasche delle famiglie, potrebbero contribuire a rilanciare i consumi da qui ai prossimi mesi. E’ questa, in estrema sintesi, una proposta di detassazione delle tredicesime presentata dalla Confcommercio e caratterizzata da una detassazione decrescente all’aumentare del reddito percepito dal lavoratore con contratto di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato, oppure dal pensionato. In particolare, la Confcommercio propone una detassazione al 100% della tredicesima per chi ha un reddito complessivo sotto i 15 mila euro; in base ai dati Istat e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in questo modo si detasserebbe integralmente la tredicesima a 9,8 milioni tra lavoratori e pensionati con un beneficio medio per percettore pari a 218 euro.