Riforma Partita Iva, cosa cambia?

La riforma sulle partite Iva è in atto. Le novità arriveranno da un momento all’altro. Nella fattispecie, i primi interventi avranno effetto con ogni probabilità entro la fine di questo mese, in ottemperanza al decreto semplificazioni attuativo della delega fiscale (Dlgs 175/2014), mentre per i restanti bisognerà aspettare la prossima Legge di Stabilità.

Partita Iva, cosa potrebbe cambiare

Tra i tanti argomenti caldi attorno alla legge di stabilità pare ci sia spazio anche per le discussioni riguardanti i lavoratori autonomi e le partite IVA. A seguito della proroga dello scorso anno il termine per aprire la partita IVA con il regime dei minimi, il regime agevolato per i giovani sotto i 35 anni, era stato fissato al 31 dicembre 2015.

Differenza tra codice fiscale e partita Iva

Anche la partita Iva e il codice fiscale possono generare confusione, ma bisogna prestare attenzione alle loro specificità (vedi anche Differenza tessera sanitaria e codice fiscale). La differenza è presto detta. In effetti, la partita Iva non è altro che una sequenza di undici numeri che va a identificare in maniera univoca un soggetto che svolge un’attività rilevante ai fini dell’imposizione fiscale. Si tratta, inoltre, di un numero che viene rilasciato dalla nostra amministrazione finanziaria, senza nessuna distinzione per quel che riguarda il domicilio fiscale.

Partita Iva: nessun rimborso per il soggetto non residente

Aprire la partita Iva all’estero con residenza in Italia, è questa una delle fattispecie con cui può avere a che fare un contribuente: come è stato ribadito una settimana fa da una sentenza della Corte dei Cassazione, però, il fatto che a un soggetto straniero sia assegnata questa sequenza fiscale numerica sottintende l’esistenza nel nostro paese di una stabile organizzazione. Che cosa vuol dire tutto questo? Andiamo per ordine. La pronuncia degli “ermellini” si è resa necessaria dopo che la nostra amministrazione finanziaria aveva notificato un rifiuto per una richiesta di rimborso dell’Imposta sul Valore Aggiunto da parte di una società non residente.

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La partita Iva dell’amministratore di condominio

Il ruolo dell’amministratore di condominio è fondamentale per questo tipo di comunione ed è sancito dall’articolo 1129 del codice civile: ma questo stesso soggetto ha l’obbligo di aprire in ogni caso una partita Iva oppure vi sono delle deroghe? Quando si ha a che fare con un esercizio di tipo abituale e professionale relativo alla gestione dei condomini, si deve necessariamente parlare di attività di lavoro autonomo.

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Aprire partita Iva all’estero con residenza in Italia

Una tipica situazione che può capitare a un contribuente italiano è quella di svolgere la propria attività professionale in un paese diverso dal nostro, mantenendo allo stesso tempo la residenza in patria: come ci si regola con la fattura e quindi con la partita Iva? Quanto appena descritto significa che la ditta individuale italiana ha trasferito la propria attività all’estero, conservando però la residenza fiscale nel nostro paese. Un trasferimento di questo tipo, comunque, non pregiudica in alcun modo la residenza dal punto di vista tributario.

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Regime fiscale 2011 per start up under 35

La manovra finanziaria ha introdotto delle agevolazioni per i giovani imprenditori (con età inferiore ai 35 anni) con un’attività d’impresa: a partire dal 1° gennaio 2012 diminuirà la sostitutiva al posto di Irpef, Irap e altre imposte e addizionali. L`imposta da versare sarà del 5% forfetaria, ”la più conveniente d’Europa” come l’ha definita il ministro Tremonti. Gran parte delle risorse arriverà dai tagli: da quelli effettuati agli enti locali (ammontano a circa 10 milioni), e ai ministeri, che però potranno indicare loro su che cosa risparmiare. La norma contenuta nella manovra ha lo scopo di stimolare l’imprenditorialità giovanile in modo tale da contrastare la disoccupazione che ha toccato picchi da record negli ultimi anni. Vediamo nel dettaglio cosa prevede l’art. 27 del Decreto Legge n. 98 del 6 luglio 2011.

Agevolazioni chiusura partite Iva inattive

90 giorni massimi di tempo per chiudere la partita Iva inattiva, a partire dalla data di riferimento del 6 luglio del 2011; in questo modo il contribuente se la cava con una sanzione molto bassa, pari ad appena 129 euro. Altrimenti, ha reso noto in data odierna l’Agenzia delle Entrate, in futuro per le partite Iva inattive, oltre alla chiusura d’ufficio, scatterà anche una sanzione pecuniaria che potrà arrivare fino ad un massimo di 2.065 euro. La regolarizzazione/chiusura delle partite Iva inattive con le sanzioni minime applicate fa seguito ad un Decreto Legge, il numero 98 del 2011 che agevola quindi le chiusure a costi minimi. Mettersi in regola è tra l’altro abbastanza semplice visto che, in accordo con quanto reso noto dall’Amministrazione finanziaria dello Stato, basta munirsi di F24.

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Agevolazioni fiscali Unico 2011: una panoramica

E’ tempo di Unico 2011 per milioni di contribuenti in Italia, ragion per cui è scattata la corsa, anzi la raccolta di tutte le spese che il Fisco permette di detrarre e di dedurre dall’Irpef. Una delle detrazioni più gettonate, per il padre di famiglia di norma, ed in generale per i genitori, è la detrazione Irpef sull’affitto pagato per i figli che frequentano l’università. Il tutto chiaramente nel rispetto dei requisiti per potersi avvalere di quella che è in tutto e per tutto un’agevolazione fiscale. In particolare, la detrazione Irpef sul canone pagato nell’anno, nel nostro caso nel 2010 a valere sulla dichiarazione Unico 2011, è pari al 19% con un massimale di 2.633 euro. Lo studente universitario deve però pagare canoni di locazione in qualità di studente fuori sede.

Equitalia: i debiti si compensano con l’home banking

E’ già attivo, in molte province italiane, un servizio online di Equitalia che permette di saldare i debiti tributari direttamente tramite l’home banking. Questo grazie all’attivazione, con l’estratto conto online, di tre nuove funzioni che permettono di poter selezionare le cartelle di pagamento da saldare, di creare un nuovo codice Rav, ma anche di controllare e verificare l’eventuale piano di dilazione in corso; questo al fine di poter rilevare la presenza o meno di provvedimenti che sono stati già emessi, ovverosia gli sgravi, le procedure cautelari ed esecutive, ma anche le sospensioni. L’estratto conto online di Equitalia, accessibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, diventa così grazie a queste nuove funzioni un vero e proprio sportello virtuale con accesso che, tra l’altro, è possibile anche dall’estero.

Evasione fiscale, gap tra Nord e Sud

Le tasse non pagate si attestano mediamente al 17,87% e se si sottraggono i redditi di chi le tasse le deve pagare per forza, come i dipendenti e i pensionati, l’evasione media raggiung il 38%. La situazione peggiora al Sud Italia, in alcune zone del Mezzogiorno si registra un’evasione vicina al 66%. I dati arrivano da una nuova banca dati (databasegeomarket) dell’Agenzia delle entrate, da cui emerge un tasso di evasione minima (10,93%) che si riscontra nelle Province dei grandi centri urbani: Milano, Torino, Genova, Roma, Lecco, Cremona, Brescia. Il tasso più alto invece si registra a Caserta, Salerno, Cosenza e Reggio Calabria, Messina, con punte fino al 65,7% dell’imposta evasa, una differenza veramente importante tra Nord e Sud.

Agenzia delle Entrate: servizi Web, boom anche in Sicilia

Anche nella Regione Sicilia, da parte sia dei contribuenti, sia degli intermediari abilitati, cresce il ricorso e l’utilizzo dei servizi online offerti dall’Agenzia delle Entrate. A darne notizia è stata venerdì scorso proprio la Direzione Regionale della Sicilia dopo che il Direttore regionale Castrenze Giamportone ha presentato ed illustrato i dati in un incontro ad Acicastello, in Provincia di Catania, organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Catania, e dal titolo “I servizi telematici nei rapporti con il Fisco“. Nel dettaglio, dai dati è emerso come a svettare, per quel che riguarda la registrazione online dei contratti di locazione, attraverso i canali Web delle Entrate Fisconline ed Entratel, sia stata la provincia di Palermo con oltre 5.000 registrazioni.

Partita Iva: tutti i passaggi per arrivare alla chiusura

Come è noto, la partita Iva rappresenta quella sequenza di cifre che identifica un soggetto che svolge un’attività determinante per quel che concerne l’imposizione del fisco: all’interno dell’Unione Europea, questo strumento consente quindi di riconoscere più facilmente un determinato contribuente, in base alla nazione di appartenenza (IT nel caso del nostro paese) e a una sequenza alfanumerica. Ma nel caso si volesse fare a meno di essa, come si può chiudere la partita Iva? Nel caso in cui l’attività sia venuta a cessare, ovviamente la sequenza in questione non ha più ragione di esistere, pertanto si deve presentare una apposita dichiarazione entro trenta giorni dall’ultima operazione che è stata posta in essere in relazione alla liquidazione aziendale. I modelli da sfruttare sono sostanzialmente due, vale a dire l’AA9/8 per quel che concerne le persone fisiche e l’AA7/8 quando si tratta invece di società.