Nuovo calo delle Partite Iva

di Sofia Martini Commenta

Le flessioni più consistenti si rilevano al centro-sud: Basilicata -27,6%, Calabria -22,6% e Umbria -17,7%.

A luglio le nuove partite Iva aperte sono state 40.316. In termini di ripartizione territoriale, circa il 43% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 23,2% al Centro ed il 33,8% al Sud e nelle Isole.

In confronto allo stesso mese dell’anno precedente gli aumenti di aperture di partite iva si rilevano soltanto nelle regioni e province autonome del nord (Valle d’Aosta: +60%, Bolzano: +9,4%, Trento: +8,3%), mentre le flessioni più consistenti si rilevano al centro-sud: Basilicata -27,6%, Calabria -22,6% e Umbria -17,7%.

In rapporto alla classificazione per comparto produttivo, il commercio registra, come di consueto, il maggior numero di aperture di partite iva (24,4% del totale), seguito dalle attività professionali (12,9%) e dalle costruzioni (8,9%). Rispetto a luglio dello scorso anno, tra i settori principali si osserva un sensibile aumento di aperture nel settore dell’istruzione (+21,1%), incrementi più contenuti si registrano nelle attività immobiliari (+6,2%) e nei servizi d’informazione (+1,3%). Le flessioni più evidenti si rilevano nella sanità (-20%), nell’agricoltura (-17,8%) e nell’edilizia (-9,3%).

In rapporto alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è sostanzialmente stabile, con il 62,8% delle partite iva aperte da soggetti di sesso maschile. Il 47% delle aperture è attribuibile ai giovani fino a 35 anni e il 35% a soggetti tra 36 e 50 anni. Rispetto al corrispondente mese dello scorso anno tutte le classi di età accusano cali di aperture, principalmente le due estreme (fino a 35 anni: -15%, oltre i 65 anni: -16,1%).

Durante l scorso mese di luglio 2.954 soggetti hanno aderito al nuovo regime forfetario, mentre 8.640 soggetti hanno aderito al regime fiscale di vantaggio. Complessivamente, tali adesioni rappresentano il 28,8% del totale delle nuove aperture. La possibilità di opzione tra i due regimi è stata prevista dal decreto milleproroghe ed è valida solo per l’anno in corso, in considerazione della circostanza che da gennaio 2016 resterá in vigore solo il regime forfetario.