Partita Iva: nessun rimborso per il soggetto non residente

di Simone 2

Aprire la partita Iva all’estero con residenza in Italia, è questa una delle fattispecie con cui può avere a che fare un contribuente: come è stato ribadito una settimana fa da una sentenza della Corte dei Cassazione, però, il fatto che a un soggetto straniero sia assegnata questa sequenza fiscale numerica sottintende l’esistenza nel nostro paese di una stabile organizzazione. Che cosa vuol dire tutto questo? Andiamo per ordine. La pronuncia degli “ermellini” si è resa necessaria dopo che la nostra amministrazione finanziaria aveva notificato un rifiuto per una richiesta di rimborso dell’Imposta sul Valore Aggiunto da parte di una società non residente.

Il diniego era stato motivato con il possesso del codice fiscale e della stessa partita Iva, due elementi utili appunto per ritenere l’esistenza della stabile organizzazione in Italia. Il Decreto Iva precisa comunque che vi possa essere il rimborso per quei soggetti che vantano il domicilio o la residenza negli stati membri della comunità europea. La Commissione Tributaria Provinciale ha invece dato ragionale al contribuente coinvolto, ritenendo che la nomina di un rappresentante fiscale nel nostro paese e l’attribuzione della partita Iva non fossero assolutamente la dimostrazione dell’esistenza della già citata stabile organizzazione, un fatto che non può essere mai presunto. Si è dunque giunti al ricorso per Cassazione.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, la nomina di un rappresentante fiscale aveva provocato l’impossibilità di richiedere rimborsi infrannuali dell’Iva. I giudici di Piazza Cavour ha ritenuto fondato il ricorso presentato dal Fisco, ricordando che l’attribuzione della partita Iva fa presumere l’esistenza di una stabile organizzazione. La presunzione appena spiegata, comunque, non è assoluta, il che vuol dire che non è precluso a chi agisce per il rimborso dimostrare la mancanza dei requisiti necessari. In questo caso, però, non era importante che l’operazione commerciale da cui derivava il credito d’imposta fosse stata realizzata senza la nomina di un rappresentante fiscale.

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