Cooperative e agevolazioni fiscali

 La società cooperativa è una società composta da almeno tre soggetti che gestiscono in comune una impresa allo scopo di fornire aloro stessi dei beni, dei servizi o del lavoro. Quindi mentre negli altri tipi di impresa si produce per vendere, nelle cooperative si produce per sè stessi.

Qui si evince lo scopo mutualistico delle cooperative: ovvero il fine della cooperativa é il soddisfacimento dei bisogni degli stessi soci. Bisogni che possono essere: bisogno della casa, di un lavoro, di beni di consumo. L’articolo 45 della Costituzione la Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. Alla base della cooperativa c’è dunque la comune volontà dei suoi membri di tutelare i propri interessi di consumatori, lavoratori, agricoltori, operatori culturali, e la volontà deve tramutarsi in fatti concreti ovviamente. Mentre il fine ultimo delle società è la realizzazione del lucro e si concretizza nel riparto degli utili patrimoniali, le cooperative hanno invece uno scopo mutualistico.

Pagamento tasse e contributi: artigiani e commercianti chiedono una proroga

 Il prossimo 16 giugno 2009 artigiani, commercianti, piccole imprese, ditte individuali e lavoratori autonomi con partita IVA, saranno chiamati al versamento delle imposte relative ai redditi del 2008, con la possibilità di saldare in un’unica soluzione o con versamenti rateali soggetti a maggiorazioni legate alla dilazione dei pagamenti. E proprio in vista di tale scadenza, le principali Associazioni di Categoria degli artigiani, esercenti e piccole e medie imprese hanno scritto una lettera a Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze, con la quale si chiede una proroga di un mese, dal 16 giugno al 16 luglio 2009, per il pagamento delle tasse e dei contributi senza la maggiorazione dello 0,40% prevista. Nel dettaglio, le Associazioni di categoria che hanno inviato congiuntamente la lettera al Ministro sono la Confcommercio, Confesercenti, Casartigiani, Confartigianato e CNA, spiegando come la proroga si renda necessaria in virtù del fatto che, per quei contribuenti soggetti all’applicazione degli studi di settore, l’Agenzia delle Entrate non ha ancora provveduto a rendere disponibile “Ge.Ri.Co“, l’applicativo che, per i redditi dello scorso anno, permette di calcolare i ricavi ai fini degli studi di settore con l’applicazione dei dovuti correttivi.

In Germania è praticamente obbligatoria la “tassa sulla religione”

 La situazione tedesca relativa alle “tasse di religione” ricalca molto vicina quella italiana, seppur con qualche differenza: infatti, visto che esiste una forte ingerenza da parte della Chiesa in molte delle attività dello Stato teutonico, i contributi fiscali che sono destinati alla confessione religiosa vengono direttamente riscossi dall’anagrafe tributaria. Non solo; si procede anche alla verifica e al controllo della cartella delle imposte sul reddito, al fine di accertare se il contribuente ha pagato o meno questa tassa. Indicando la propria appartenenza alla fede religiosa (le lettere EV indicano i protestanti, RK i cattolici), si è ufficialmente membri della chiesa e occorre pagare la relativa imposta. Il tributo, chiamato in Germania Kirchensteuer, è destinato quindi alle confessioni religiose e si affianca ad un’altra tassa simile, il Kultussteuer. A differenza del nostro “otto per mille”, la Kirchensteuer viene pagata solo in caso di scelta espressa ed il suo valore ammonta al 9% del corrispettivo dell’Irpef tedesca.

 

Dichiarazione dei redditi: il modello Unico in modalità Web

 Molti contribuenti che per il 2009, relativamente ai redditi percepiti lo scorso anno, presentano delle situazioni semplificate per la presentazione della dichiarazione dei redditi, possono usufruire direttamente on line di un applicativo in modalità Web che permette la compilazione e la trasmissione del modello senza che sia necessario scaricare ed installare alcun software sul proprio personal computer. Nel dettaglio, i contribuenti che non devono presentare quest’anno il modello IVA, non hanno percepito redditi da partecipazione, e non rientrano nell’ambito dell’applicazione degli studi di settore, possono usufruire degli applicativi on line “UnicoWEB” e “UnicoWEB mini”; al primo accesso, viene richiesta l’installazione del certificato di protezione sia per utenti Macintosh, sia per quelli Windows. Grazie a delle domande predefinite, il contribuente sarà indirizzato sulla scelta tra i due applicativi in base ai dati sui redditi da presentare.

Confommercio: le tasse soffocano PMI

 Piccole imprese soffocate dalle tasse e impedite quindi negli investimenti e nello sviluppo. Confcommercio, nella persona di Carlo Sangalli, ieri a Genova al convegno su Fiscalità e Pmi nell’ambito della settima tappa del Roadshow, ha presentato lo stato del settore e discusso delle perplessità. Circa tre imprese su cinque faticano a sostenere il livello tassativo soprattutto l’Irap.

Sangalli ha sottolineato:

Pagare tutti per pagare meno, ma anche pagare meno per pagare tutti. E’ da questo principio che dobbiamo partire se vogliamo porre un freno alla pressione fiscale e procedere in modo efficace al contrasto ed al recupero di evasione ed elusione. E, in particolare, in un periodo di crisi profonda per la nostra economia questo principio ha una valenza ancora più forte perché rappresenta una condizione necessaria per superare questo difficile momento. E anche dall’indagine che presentiamo emerge che per circa tre imprese su cinque la tassazione è molto elevata e non sostenibile; in estrema sintesi è eccessiva.

È online “Parametri 2009” per il calcolo di ricavi e incassi aziendali

 Parametri 2009 è il software informatico che consente alle aziende e ai professionisti di quantificare in maniera precisa e corretta i ricavi e gli incassi conseguiti e che non sono sottoposti agli studi di settore. L’Agenzia delle Entrate ha proprio provveduto a pubblicare nel proprio sito internet questo speciale prodotto; nello specifico, esso offre la possibilità di effettuare il calcolo dei ricavi e dei compensi che sono stati realizzati dalle imprese e dai soggetti esercenti arti e professioni, per i quali gli studi di settore non sono stati approvati o, nel caso invece l’approvazione abbia avuto luogo, operano in condizioni di inapplicabilità che non possono essere estesi ai parametri stessi. In che modo funziona questo interessante prodotto informatico? Sostanzialmente, viene utilizzato un sistema di calcolo del software che si basa su delle specifiche variabili contabili in relazione all’attività svolta dal contribuente e, inoltre, su una particolare combinazione di alcune tecniche proprie della statistica e della matematica.

 

Fare impresa è più facile con il “fisco sostenibile”

 Nel nostro Paese tre imprese su quattro ritengono che gli attuali livelli di pressione fiscale rappresentino un limite alla propria crescita e di conseguenza anche un limite per la crescita del sistema Italia. A metterlo in evidenza è stato Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico, intervenuto nel corso del convegno “Fiscalità e pmi: un fisco sostenibile per le piccole e medie imprese” organizzato dalla Confcommercio; l’Associazione di imprese da una propria indagine ha altresì rilevato come molto spesso le PMI siano letteralmente disorientate dalle condizioni di instabilità del quadro normativo a livello fiscale per effetto di cambiamenti di regole, norme e scadenze per le quali molto spesso la diffusione delle informazioni è tardiva, incompleta e lacunosa. Anche Carlo Sangalli, Presidente della Confcommercio, intervenuto a Genova nel corso del convegno, ha ribadito come in materia di fisco sia necessario “pagare tutti per pagare meno, ma anche pagare meno per pagare tutti”.

Gli stipendi italiani subiscono il salasso delle tasse

 Gli italiani vedono la loro busta paga diminuire in maniera esagerata rispetto agli altri europei. Il motivo? Il cuneo fiscale, la differenza cioè tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente percepisce il lavoratore. Lo conferma uno studio dell’Ocse sulla tassazione dei salari relativamente all’anno 2008. Su trenta Paesi l’Italia si colloca al 23° posto: i cittadini della Gran Bretagna, Giappone, Stati Uniti, Germania, Francia e molti altri Paesi europei intascano più di noi. Gli italiani nel 2008 hanno guadagnato ben il 17% in meno della media Ocse; la media della busta paga é di circa 16mila euro l’anno, quindi sui 1.300 euro al mese. Non va neanche bene se si é single: il peso di tasse e contributi per un lavoratore dal salario medio senza carichi familiari è del 46,5%.

Prosegue il progetto per migliorare la qualità del contenzioso tributario

 Continua a gonfie vele il progetto “Qualità”, avviato lo scorso anno, che ha l’intento di potenziare gli esiti favorevoli delle principali controversie economiche; tutti i punti principali in materia di contenzioso tributario sono contenuti nella circolare 24/E dell’Agenzia delle Entrate. L’iniziativa si è posto l’obiettivo specifico di far crescere il gettito delle imposte e, in tal senso, molto utile, se non fondamentale, è il successo delle stesse controversie. È sotto questa luce che vanno letti i cambiamenti che hanno interessato la stessa Agenzia: ad esempio, l’introduzione delle direzioni provinciali, le quali svolgono attività istruttorie di autotutela e di conciliazione giudiziale, oppure l’assegnazione alle direzioni regionali di attività di controllo e contenzioso verso i cosiddetti “grandi contribuenti”, ovvero coloro che percepiscono compensi non inferiori a 100 milioni di euro. È lo stesso governo che ha voluto incentivare ogni tipo di azione che fosse in grado di ridurre i conflitti nei rapporti con i contribuenti, al fine di perseguire nel miglior modo possibile gli obiettivi di politica fiscale per il triennio 2009-2011.

 

Tasse locali troppo alte. A Milano record pressione tributaria

 In Italia la pressione fiscale non è elevata solamente quando si parla di imposta sul valore aggiunto (IVA) e, soprattutto, di IRPEF, ma il carico fiscale a carico dei contribuenti è allo stesso modo elevato quando si parla di tasse locali al punto che più che tasse possono essere definite spesso come dei veri e propri balzelli. La pressione tributaria a livello locale è anche il frutto di un’ampia e diffusa evasione che penalizza sia le casse dei Comuni, sia le tasche dei cittadini che onestamente le pagano; non a caso, secondo quanto rileva Contribuenti.it, Associazione Contribuenti Italiani, se nel 2009 le tasse statali sono destinate ad aumentare di un +0,4%, quelle locali sono attese in rialzo del 4,6% a causa di tanti fattori tra cui l’evasione ed i trasferimenti ridotti dello Stato a favore dei Comuni e delle Regioni. Per questo secondo l’Associazione, al fine di evitare che la pressione tributaria a livello locale si faccia sempre più insostenibile, occorre istituire presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze la figura di “Mister Fisco“.

Fatturazione e Iva: obblighi ed esoneri

 La fattura è il documento fiscale obbligatorio che viene redatto da colui che vende beni o servizi. Per emettere fattura occorre essere titolare di Partita Iva, per comprovare l’avvenuta cessione di beni o prestazione di servizi e il diritto a riscuoterne il prezzo. Gli imprenditori quindi devono emettere fattura quando vendono un bene o prestano un servizio, a seconda dell’attività svolta. Ma ci sono casi di esonero, ovvero in cui il venditore può anche evitare di emetterla. Se non è espressamente richiesto dal cliente al momento di effettuazione dell’operazione, il venditore è esonerato dall’obbligo di emettere la fattura nei seguenti casi:

* commercianti al dettaglio;
* agricoltori per beni di propria produzione;
* prestazioni alberghiere;
* somministrazione al pubblico di alimenti e bevande;
* autotrasporti di persone;
* transito sulle autostrade;
* coloro che prestano servizi in forma ambulante o nell’abitazione dei clienti.

L’Ue dà il via libera alla riduzione delle aliquote Iva

 Le ultime, importanti, novità in materia fiscale per quel che riguarda l’Unione Europea sono state dettate e progettate nel corso del Consiglio Ecofin dello scorso 4 e 5 maggio: agli Stati membri verrà ora concessa la possibilità di apportare delle riduzioni all’aliquota Iva in relazione a delle specifiche attività, soprattutto per quelle in cui è richiesto un forte impiego di manodopera. Questo provvedimento si basa essenzialmente sul fatto che per tale tipo di servizi non esiste alcun tipo di concorrenza scorretta all’interno dell’area dell’Ue; tra l’altro, una decisione simile era già stata fatta propria da Bruxelles nel 2000, ma allora si trattò di un provvedimento temporaneo. Ora invece la riduzione avrà una base permanente ed esistono già molte deroghe per alcuni Stati: per fare alcuni esempi, si può parlare del Portogallo e della riduzione dei pedaggi sui ponti di Lisbona, di Cipro e della sua vendita di petrolio e, infine, di Malta e della riduzione applicata su alimenti e prodotti farmaceutici.

 

ICI 2009: tariffe on line nella Provincia Autonoma di Bolzano

 Nella Provincia Autonoma di Bolzano le tariffe 2009 relative all’imposta comunale sugli immobili (ICI) sono reperibili direttamente su Internet grazie all’Osservatorio Provinciale Tariffe, organo istituito presso l’Istituto di Statistica della Provincia; le tariffe, visto che l’ICI sulla prima casa, tranne casi specifici, non si paga più, riguardano di conseguenza le seconde case, la cui imposta tende ad essere più elevata, consultando il sito al link www.provincia.bz.it/osservatorio-tariffe, in corrispondenza di quei comuni aventi una marcata vocazione turistica. La diffusione on line delle tariffe ICI nella Provincia Autonoma di Bolzano è susseguente ai dati acquisiti dai singoli Comuni, e prevede chiaramente che l’ICI 2009 debba essere pagata anche sulle prime case ad uso residenziale se queste appartengono alle categorie catastali “A/1”, che individua le abitazioni signorili, “A/8”, con cui vengono identificate le ville, e la categoria “A/9” per i castelli.

Le graduatorie Ocse premiano i servizi online dell’Agenzia delle Entrate

 Il Fisco a portata di click è divenuto nel tempo sempre più popolare, tanto che si è creata una rete molto solida tra amministrazioni fiscali e contribuenti, con un dialogo continuo tra le parti. Il Fisco online ha mantenuto il suo obiettivo di miglioramento delle prestazioni da offrire ai contribuenti e di riduzione dei tempi di attesa. L’Ocse (Organizzazione economica per la Cooperazione e lo Sviluppo) ha voluto condurre in proposito un analisi sul rapporto tra internet e tributi, raffrontando i dati relativi all’utilizzo dell’online da parte dei principali paesi sviluppati: ebbene, da questa analisi risulta che l’Italia occupa un posto di tutto rispetto, sia per l’invio delle dichiarazioni dei redditi da parte dei contribuenti che per quel che riguarda i modelli delle dichiarazioni inviati da società e professionisti. Il podio ideale stilato dall’Ocse vede l’Italia quasi senza rivali: la Danimarca, il paese che segue in graduatoria, non può essere raffrontato col nostro paese, in quanto ha un numero fin troppo inferiore di contribuenti attivi (circa 3 milioni).