Agenzie Entrate e Anci Lombardia rafforzano collaborazione

 Anci Lombardia e l’Agenzia delle Entrate, nell’ambito dell’attività di lotta e di contrasto all’evasione fiscale, grazie alla partecipazione dei Comuni, hanno “fatto quadrato” istituendo un tavolo tecnico per intensificare l’impegno sul versante degli accertamenti fiscali. Il tavolo tecnico, in particolare, è stato istituito per mettere a punto tutte quelle azioni di carattere tecnico che possano garantire ai funzionari dei Comuni di acquisire metodologie che permettano di identificare con chiarezza quelle attività e quei comportamenti che sul territorio risultano essere elusivi ed evasivi. Al riguardo, è proprio l’Amministrazione finanziaria che, ai fini di uno svolgimento efficiente dell’attività ispettiva, fornirà alle Ammministrazioni comunali le metodologie più idonee nelle azioni di contrasto all’elusione ed all’evasione fiscale. Ma in che modo i Comuni prestano una collaborazione fattiva in pieno coordinamento con il Fisco?

Aumentare le tariffe aeroportuali per risolvere i disservizi?

Sembrano richieste banali – afferma il presidente di Assaeroporti Fabrizio Palenzona – ma è ciò che serve al settore per essere competitivo, crescere, non farsi superare da chi, nella Ue, pratica tariffe del 50% superiori alle nostre. Un impasse che dura da anni. Da troppo tempo.

Così il presidente da il suo consenso all’aumento delle tariffe aeroportuali, purchè il gettito sia reinvestito nelle infrastrutture, permettendo agli scali italiani di essere realmente competitivi con quelli europei.

Anche gli integratori alimentari scontano l’Iva del 20%

 La risoluzione 252/E che l’Agenzia delle Entrate ha provveduto a pubblicare due giorni fa è intervenuta nel merito del trattamento fiscale di alcuni particolari tipi di integratori alimentari: si tratta sostanzialmente di quegli integratori in forma liquida ottenuti sciogliendo in delle bottiglie di acqua minerale vari estratti di piante ad uso medicinale. La codifica doganale identifica queste bevande come “preparazioni toniche analcoliche” e, proprio secondo le disposizioni dell’Agenzia, vanno a scontare l’aliquota Iva ordinaria, ovvero quella del 20%. Il chiarimento delle Entrate si è reso necessario dopo l’interpello in cui il soggetto istante aveva chiesto in che modo applicare correttamente l’Imposta sul Valore Aggiunto; in particolare, erano necessarie delucidazioni in merito alla possibilità dell’imposta agevolata del 10% per queste bevande da utilizzare per il mantenimento della salute e del benessere in generale.

 

Apparecchi sanitari: novità per gli oneri ammessi in detrazione

 L’anno scorso il Ministero della Salute ha provveduto ad aggiornare la lista di quelle apparecchiature che vengono classificate nella categoria dei dispositivi medici in accordo con una classificazione nazionale. Ebbene, su questi strumenti, e tra questi ci sono anche le apparecchiature per la fisokinesiterapia, magnetoterapia e laserterapia, scatta in “automatico” il diritto alla detrazione sull’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) nella misura del 19%. A chiarirlo, nello specifico, è stata l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione numero 253/E, pubblicata sul sito Internet dell’amministrazione finanziaria; ne consegue che nel caso in cui l’inquadramento delle apparecchiature mediche risulti essere dubbio, allora, al fine di potersi avvalere o meno della detrazione al 19% sull’imposta sul reddito delle persone fisiche, è necessario fare affidamento sui provvedimenti ministeriali aggiornati che contengono l’elenco completo di tutti quegli oneri sanitari che vengono ammessi alla detrazione sull’Irpef.

Regolarizzazione badanti: oggi scadenza presentazione domande

 Chi intende regolarizzare i lavoratori domestici clandestini deve affrettarsi e farlo oggi, non saranno infatti previste proroghe.

Quel che è fatto è fatto – afferma deciso il ministro dell’Interno, Roberto Maroni – non c’è alcuna possibilità di fare proroghe. Per quanto riguarda le stime, si tratta di stime fatte a casaccio, sbagliato basarsi su di esse per giudicare.

Continua riferendosi al flop annunciato dal centrosinistra, affermando che dal momento che erano attese 700mila richieste, pare ne siano arrivate 266mila.ù

Siracusa e Agenzia delle Entrate unite contro l’evasione fiscale

 Gli impulsi alla lotta all’evasione e all’elusione fiscale meritano sempre di essere evidenziati, con la speranza che non si tratti di semplici “mosche bianche”: è in questo senso che va inquadrato il protocollo d’intesa che è stato firmato, nel corso della giornata di ieri, nella sede del Comune di Siracusa. Alla presenza del sindaco della città siciliana, Roberto Visentin, e del direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, Castrenze Giamportone, è stato infatti posto in essere un accordo volto a intensificare la collaborazione contro i due principali fenomeni di violazione tributaria. Per essere più precisi, si tratta di uno scambio telematico di segnalazioni che riguardano vari settori, come il commercio, le professioni, l’urbanistica e il territorio, le proprietà edilizie, il settore immobiliare, le residenze fittizie all’estero e i beni indicativi della capacità contributiva.

 

Natura e trattamento fiscale dei “mestieri musicali”

 La galassia delle professioni legate alla musica è molto ampia e variegata: esistono infatti moltissime arti e mestieri in questo senso e una loro catalogazione non è certo agevole. Autori, compositori, interpreti ed esecutori percepiscono i redditi più diversi ed è quindi normale che esista un trattamento fiscale del tutto peculiare, il quale dipende essenzialmente dalla natura dell’attività svolta. Di solito, parlando di lavoro autonomo, si fa riferimento all’articolo 53 del Tuir: si tratta sostanzialmente di una macrocategoria reddituale che può essere assimilata ad altre prestazioni, ragione per cui sono necessarie conoscenze tecniche legate all’attività professionale svolta. In questo caso, il trattamento fiscale si modifica a seconda che la prestazione stessa sia posta in essere da un soggetto che risiede fiscalmente in Italia o meno.

 

Abolizione ICI prima casa: Comuni battono cassa su mancato gettito

 L’abolizione dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) per quanto riguarda la prima casa è oramai in vigore da un po’ di tempo, e rappresenta una vera e propria “conquista” per i proprietari di immobili ad uso residenziale; era infatti ingiusto pagare una tassa per un bene che non ha carattere “speculativo“, ma che è utilizzato come dimora per se stessi e per la propria famiglia. Pur tuttavia, da tale provvedimento ad uscirne per certi versi con le ossa rotte sono stati i Comuni italiani, i quali hanno perso una importante fetta di introiti che in passato è servita per finanziare servizi primari per l’amministrazione come gli asili nido e la manutenzione stradale. Ebbene, in merito nei giorni scorsi, come riporta il Portale di ANCI Lombardia, si è espresso il Sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini, il quale, a conclusione della Conferenza Stato-Città, ha sottolineato come ci sia bisogno di chiarezza riguardo all’erogazione dei fondi a copertura del mancato gettito dell’ICI.

Scudo e “moralità” fiscale

 Cos’è lo scudo fiscale? Se ne sente ormai parlare tantissimo e forse non sono pochi coloro che non sanno precisamente di cosa si tratti. Partiamo dai paradisi fiscali. Chi ha deciso di non pagare le tasse ha depositato capitali stranieri all’estero e quindi in Italia é considerato evasore.

Lo stato italiano però può attuare una politica di rintracciamento di queste persone e quindi applicare grosse sanzioni. Ovviamente questo ha dei costi per lo Stato, ecco perchè il governo sta optando per lo scudo fiscale: esso consiste in una piccola multa (5% dei capitali) che dovranno pagare coloro che decidono di far rientrare i capitali in Italia. Pagando, i cittadini e il loro capitale saranno regolarizzati. Ammontano a quasi 300 miliardi di euro i patrimoni detenuti all’estero dagli italiani che potrebbero essere rimpatriati tramite la manovra.

Debito fiscale: orecchini Maradona all’asta su eBay

 Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza di Bolzano, in un vero e proprio “blitz” in presenza di un funzionario per la riscossione di Equitalia, ha provveduto a sequestrare a Diego Armando Maradona, che alloggiava a Merano presso un hotel, un paio di orecchini del valore di quattromila euro. Si è trattato di un tentativo, peraltro l’ennesimo a carico del “Pibe de oro” ogni volta che torna in Italia, di recupero di un ingente debito fiscale che l’ex giocatore di calcio deve saldare al Fisco italiano. Ebbene, a quanto pare, vista la rilevanza del personaggio con cui il Fisco ha a che fare, gli orecchini, attualmente pignorati presso Tribunale di Bolzano, potrebbero andare a finire in asta su e-Bay. In questo modo, Equitalia punta a conseguire il massimo “ritorno” dalla coppia di orecchini, ma di certo non si arriverà ai 36 milioni di euro che, in base alle ultime stime, Diego Armando Maradona deve al Fisco.

Canone Rai: per la disdetta basta poco

Ritengo che il canone Rai si debba pagare, ma bisogna verificare la qualità del servizio offerto dalla tv pubblica altrimenti c’è il rischio che il cittadino si possa ribellare non pagando il canone e mettendo in crisi la tv pubblica, che ha già dei conti molto difficili. Qualità del servizio che la televisione pubblica deve dare proprio perché c’è il canone che viene pagato dal cittadino. E proprio perché non si deve rompere questo patto tra gli ascoltatori e la Rai, è necessario responsabilità. Dove andremmo a finire se ci fosse una disdetta di abbonamenti che non facesse più tornare i conti della Rai?

Afferma il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola.

Detrazione indebita dell’Iva: il diritto va sempre dimostrato

 Nel caso in cui un singolo contribuente abbia intenzione di far valere il proprio diritto alla detrazione dell’Iva, egli dovrà sempre fornire la prova della legittimità della fonte e della correttezza del diritto. È quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, la quale ha dunque rinforzato e ribadito il principio secondo cui, quando il Fisco provvede a contestare al contribuente la detrazione indebita dell’imposta (si tratta, per l’appunto, di fatture false), quest’ultima va recuperata a tassazione se il contribuente non ha provato l’effettiva esistenza delle operazioni documentate dalle fatture. La pronuncia della Suprema Corte è giunta a seguito di un ricorso dell’Agenzia delle Entrate contro una sentenza della Commissione Tributaria regionale: per la precisione, questa sentenza sarebbe stata in contrasto con le disposizione del Dpr 633 del 1972.

 

Equitalia: estratto conto online, aumentano le province attive

 Nel breve termine in tutte le province italiane sarà possibile accedere all’estratto conto on line, il comodo servizio con accesso via Internet annunciato e messo a punto nelle scorse settimane da Equitalia. Non a caso, Equitalia sta rilevando un gradimento in aumento per un servizio che, collegandosi al sito Internet di Equitalia permette di consultare, comodamente seduti da casa, la situazione relativa al proprio debito tributario. Attualmente il servizio è accessibile da parte dei contribuenti in ben quarantasette province: da Napoli a Roma e passando per Milano, Torino, Bari, Bologna, L’Aquila, Livorno, Reggio Calabria, Mantova, Treviso, Venezia, Varese, Vicenza, Pavia, Lecco e tante altre. Ma come si accede e, soprattutto, come si usa il servizio dell’estratto conto on line di Equitalia? Ebbene, innanzi tutto occorre acquisire le credenziali di accesso al “cassetto fiscale” dell’Agenzia delle Entrate.

In Piemonte lo sportello virtuale elimina le code in ufficio

 Un nuovo servizio dell’Agenzia delle Entrate è ora disponibile per i professionisti del settore fiscale del Piemonte: è partito infatti da Torino il cosiddetto “sportello virtuale per i professionisti”, una interessante innovazione che dovrebbe consentire notevoli vantaggi dal punto di vista tributario. In effetti, si potranno, attraverso tale strumento, seguire le pratiche dei clienti direttamente dallo studio, eliminando quindi del tutto la classica coda dell’ufficio. Per i commercialisti piemontesi si prospetta dunque la velocizzazione dell’intero lavoro. L’iniziativa è stata promossa dalla Direzione regionale della stessa Agenzia, la quale aveva per l’appunto l’intenzione di rendere più agevoli e rapide le pratiche maggiormente frequenti, oltre che di evitare eccessive code ai front office. Non si tratta comunque di un progetto unicamente regionale, in quanto il programma rientra in un altro progetto più ampio, a livello nazionale, con cui le Entrate mirano a fornire agli intermediari del settore fiscale degli strumenti assistenziali a distanza.