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Canone Rai: per la disdetta basta poco

Ritengo che il canone Rai si debba pagare, ma bisogna verificare la qualità del servizio offerto dalla tv pubblica altrimenti c’è il rischio che il cittadino si possa ribellare non pagando il canone e mettendo in crisi la tv pubblica, che ha già dei conti molto difficili. Qualità del servizio che la televisione pubblica deve dare proprio perché c’è il canone che viene pagato dal cittadino. E proprio perché non si deve rompere questo patto tra gli ascoltatori e la Rai, è necessario responsabilità. Dove andremmo a finire se ci fosse una disdetta di abbonamenti che non facesse più tornare i conti della Rai?

Afferma il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola.

Sì perchè per fare disdetta del canone Rai basta veramente poco: carta, penna e solo 5,16 euro per spedire la raccomandata. Lo conferma anche l’ex pm Antonio Di Pietro che solo alcuni giorni fa ha affermato:

Non pago più, disdico e guardo solo Sky.

Per disdire occorre una raccomandata con ricevuta di ritorno intestata all’Agenzia delle Entrate, Ufficio Torino 1 – Sat sportello abbonamenti tv Casella postale 22, 10121 Torino.

Basta scrivere così:

Il sottoscritto ________, residente in via _________,

chiede la cessazione del canone tv e di far suggellare il televisore detenuto presso la propria abitazione. Si fa presente che non si possiede nell’abitazione del sottoscritto nessun altro apparecchio atto e adattabile alla ricezione delle radioaudizioni.

A tale scopo ha corrisposto l’importo di euro 5,16 a mezzo vaglia postale n°___________ in data _________ sul quale é indicato il numero di ruolo dell’abbonamento.

Dichiaro altresì di non essere più in possesso del libretto di abbonamento e chiedo a norma degli art. 2 e 8 della legge 241/90 quale procedimento amministrativo intende seguire l’Urar tv ai fini del completamento di quanto disposto dall’art. 10 del Regio Decreto n° 246 del 21 febbraio 1938.

Così si sta attrezzando già qualcuno che non desidera più ricevere il segnale della tv pubblica.