Regolarizzazione badanti: oggi scadenza presentazione domande

di Laura Commenta

Chi intende regolarizzare i lavoratori domestici clandestini deve affrettarsi e farlo oggi, non saranno infatti previste proroghe.

Quel che è fatto è fatto – afferma deciso il ministro dell’Interno, Roberto Maroni – non c’è alcuna possibilità di fare proroghe. Per quanto riguarda le stime, si tratta di stime fatte a casaccio, sbagliato basarsi su di esse per giudicare.

Continua riferendosi al flop annunciato dal centrosinistra, affermando che dal momento che erano attese 700mila richieste, pare ne siano arrivate 266mila.ù

Si sono fatte delle stime assolutamente a casaccio cinquecentomila, quattrocentomila, un milione, questa norma è stata fatta proprio per fare emergere un fenomeno che non era conosciuto quello appunto del lavoro nero delle badanti, delle colf e quindi basarsi su una stima per dire che è stato un successo o un flop è una cosa assolutamente sbagliata – ribadisce Maroni -. Oggi è l’ultimo giorno, dopodiché questa sarà la realtà emersa e sarà la realtà regolarizzata. E non c’è alcuna possibilità di fare proroghe. È una norma che si conosce da tempo si sa quali sono le scadenze, le modalità e le condizioni e questa finestra per la regolarizzazione si chiude oggi e da domani queste saranno regolarizzate, chi non ha voluto usufruire di questa norma avrà deciso di continuare nel lavoro irregolare e quindi sarà soggetto alle sanzioni previste dalla legge.

C’è però chi non si ferma e continua a chiedere proroghe:

Confidiamo in una proroga dei termini per la presentazione della domanda – ha dichiarato Pierangelo Raineri, segretario generale della Fisascat Cisl -. È necessario avviare una riflessione anche sui requisiti richiesti dalla legge, probabilmente troppo restrittivi.

Il ruolo svolto dai lavoratori colf e dalle badanti – conclude Rosetta Raso, segretario nazionale Fisascat Cisl – è di primaria importanza per le famiglie italiane in un settore, quello di cura e di assistenza alle persone non autosufficienti, dove l’intervento dello Stato è carente.