La definizione agevolata estingue liti fiscali e recuperi d’imposta

 L’ordinanza 21719 che la Corte di Cassazione ha provveduto a pubblicare lo scorso 13 ottobre è intervenuta in merito al patteggiamento col fisco: per essere più precisi, è stato messo in luce come la definizione agevolata introdotta dalla legge 289 del 2002 (la Finanziaria 2003) porta all’estinzione di qualsiasi tipo di rimborso, si tratti di liti fiscali o di recuperi d’imposta. In particolare, tale condono esclude la possibilità di recuperare l’Irap anche nel caso in cui il professionista sia aiutato da una sola dattilografa. La pronuncia della Suprema Corte si è resa necessaria a seguito di un avviso di accertamento Irap notificato a una ditta individuale: la Commissione del riesame aveva provveduto ad accogliere l’appello del contribuente, riconoscendo così ad esso il rimborso dell’imposta versata nei cinque anni precedenti.

 

Modello 770/2008 “ammesso” alle comunicazioni di irregolarità

 Dopo il modello Unico Società di capitali 2007 ed il modello Unico Società di persone 2007, l’Agenzia delle Entrate, in materia di gestione rapida delle comunicazioni di irregolarità, “apre” anche al Modello 770/2008. Il canale di comunicazione tra l’Amministrazione finanziaria ed i consulenti tributari, ma anche tutti gli altri iscritti agli ordini professionali che sono rogorosamente dotati di posta elettronica certificata, può essere quindi utilizzato per le richieste di chiarimento sulle comunicazioni di irregolarità a carico degli assistiti anche per il 770/2008, ovverosia quello relativo al periodo di imposta 2007. Quello che l’Agenzia delle Entrate identifica come il “binario Pec“, è un canale di dialogo fluido, rapido e veloce che è stato istituito nello scorso mese di giugno per la gestione, a mezzo posta elettronica certificata, delle comunicazioni di irregolarità per quanto riguarda il modello Unico Società di capitali 2007, e che poi il mese successivo è stato esteso anche al modello Unico Società di persone 2007.

“Fisco e Scuola”: l’iniziativa riparte nel Lazio

 Con la riapertura delle scuole dopo la pausa estiva, riprendono di pari passo anche le attività autunnali dell’iniziativaFisco e Scuola”: l’iniziativa riparte, per la precisione, dal Lazio, con Frosinone e Albano Laziale come comuni capofila nella diffusione della cultura della legalità legata al fisco nelle scuole e negli uffici della regione. C’è da dire che il primo incontro in questo senso è avvenuto proprio ieri a Frosinone, quando i funzionari dell’ufficio del capoluogo ciociaro hanno provveduto a incontrare gli studenti del primo e del secondo anno dell’Istituto Tecnico Commerciale Statale “Leonardo Da Vinci. Fra circa due settimane, e più precisamente il 4 novembre, sarà invece il turno delle classi terze della Scuola Media Statale “Giorgi-Fracco del comune di Ferentino e della sezione associata di Fumone.

 

Modello Eas: Terzo Settore attende documento di prassi

 Le organizzazioni del volontariato che sono iscritte negli appositi registri regionali, anche in scia alle sollecitazioni da parte del Terzo Settore all’Agenzia delle Entrate, sono escluse dall’obbligo della comunicazione dei dati attraverso il cosiddetto “modello Eas“, la dichiarazione da inoltrare in via esclusivamente telematica con i dati che sono rilevanti ai fini fiscali. A ricordarlo è in particolare il CSVnet – Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, il quale ora attende di conoscere il documento di prassi che l’Amministrazione finanziaria si è impegnata a redigere e pubblicare dopo tutta una serie di incontri nell’ambito di un canale di dialogo e di un tavolo tecnico istituito con il Terzo Settore.

Tassabilità indennità cambio sede: non c’è sempre sanzione

 La Corte di Cassazione si è pronunciata in merito alla tassabilità dell’indennizzo, per il maggior canone di locazione, che viene corrisposto al dipendente che si trasferisce in un’altra sede lavorativa: la pronuncia 20631 della Suprema Corte, prendendo a riferimento l’articolo 51 del Tuir, ha sottolineato come la fattispecie vada senz’altro sottoposta a tassazione, ma l’applicazione della sanzione nei confronti del lavoratore, per omesso versamento dell’imposta dovuta, non è immediatamente automatica, ma deve dipendere dal fatto che vi sia stato dolo o colpa grave dello stesso soggetto. Dunque, la valutazione spetta al giudice di merito, caso per caso. La pubblicazione della pronuncia, la quale risale allo scorso 25 settembre, si riferisce proprio a un caso analogo in cui era intervenuta la Commissione tributaria provinciale di Milano; il contribuente in questione aveva provveduto ad avanzare ricorso di fronte alla Cassazione, mettendo in luce soprattutto tre motivi: anzitutto, la presunta carenza di legittimazione attiva, visto che sul datore di lavoro incombeva l’onere di sottoporre a ritenuta le somme (per la Cassazione tale motivo è infondato, in quanto non sono influenti in questo senso la sostituzione d’imposta sulla posizione e gli obblighi del lavoratore sostituito).

 

Equitalia: Trentino Alto Adige, nuovo sito e più servizi

 Da qualche giorno per i contribuenti del Trentino Alto Adige-Südtirol è on line il nuovo sito di Equitalia, che presenta rinnovamenti, modifiche e miglioramenti sia per quanto riguarda la navigabilità, sia per i contenuti offerti e per la grafica. Il Portale è suddiviso in sei macro-aree dove l’agente della riscossione, per quanto riguarda le province autonome di Bolzano e Trento, spiega la propria mission e soprattutto, permette in maniera facile ed intuitiva di ricercare e trovare con pochi click l’agente per la riscossione più vicino. Tanti sono i servizi on line al servizio dei cittadini/contribuenti, a partire da quello che spiega i contenuti presenti in una cartella di pagamento al fine di poter comprendere il significato di ogni singola voce. E’ ora anche più facile capire per il contribuente, visitando il Portale, come e dove pagare la cartella di pagamento, come chiederne il pagamento a rate, o ancora come contestarla avviando una procedura di ricorso.

Scajola: a dicembre piano detassazione imprese meridionali

 Una questione quella del Sud, che merita attenzione e che forse non ne ha avuta mai quanto dovuto. Le imprese del meridione soffrono particolarmente la crisi. A fine anno le imprese del Sud e delle Isole perderanno più posti di lavoro, anche se rispetto a Nord e centro subiranno una minore flessione del fatturato, afferma Bankitalia nel suo bollettino annuale.

Questo scenario incerto apre le porte alla discussione, entro dicembre, del “piano straordinario Berlusconi per il Sud‘. Lo annuncia il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, il quale assicura che

ci saranno meno tasse per le imprese, ridurremo l’Irap con una quota dello scudo fiscale, faremo di tutto per rafforzare il credito d’imposta. Il piano sarà attivato grazie ai 90 miliardi di fondi europei e nazionali destinati al Sud entro il 2013, sulle obbligazione detassate che la banca del Sud potrà emettere e che saranno offerte ai risparmiatori.

Italiani e paradisi fiscali: per le Entrate sono oltre 29.000

 L’Agenzia delle Entrate ha provveduto a stilare una interessante lista che mostra il rapporto tra i contribuenti italiani e i cosiddetti paradisi fiscali: da quanto emerge dalle stime, le quali si basano sugli ultimi dati provenienti dall’Aire, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, sono 29.158 i nostri concittadini che decidono di affidarsi al sistema illegale della fiscalità agevolata, attraverso un apposito cambio di residenza in uno dei paesi che applica questo tipo di imposte. Il rilevamento arriva puntuale, in concomitanza al varo del tanto discusso provvedimento dello scudo fiscale (il quale si riferisce proprio ai capitali versati all’estero nei paradisi); l’iniziativa si riferisce all’intensificazione della lotta all’evasione fiscale e alle false residenze all’estero posta in essere dalle stesse Entrate. Entrando nel dettaglio statistico, ci si accorge che ben un italiano su quattro che ha scelto di spostare la propria residenza in un paradiso fiscale è originario della regione Emilia Romagna: questo “primato”, poco invidiabile, può essere spiegato facilmente con la relativa vicinanza del territorio regionale alla Repubblica di San Marino, noto paradiso fiscale (per la precisione sono 6.263 gli emiliani “emigranti fiscali”).

 

Irap: meglio ridurla, se proprio non si può abolire

 L’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) è probabilmente una delle tasse meno gradite, anzi, tra le più odiate probabilmente da parte delle imprese; e se l’abolizione di tale imposta, anche per evitare ripercussioni sui conti pubblici, non appare nella sostanza possibile, quantomeno sarebbe necessario attuale una progressiva riduzione. Ogni anno, infatti, secondo quanto mette in evidenza la CGIA di Mestre, gli incassi da Irap per lo Stato ammontano ad oltre trenta miliardi di euro, di cui una larga fetta va a finanziare un settore indispensabile come quello della sanità. Pur tuttavia, Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre, ritiene che si potrebbe alleggerire il carico fiscale da Irap delle imprese permettendo la deduzione degli interessi passivi dalla base imponibile dell’imposta. In questo modo, nelle casse delle aziende rimarrebbero 3,57 miliardi di euro, ed il Fisco, nonostante le attuali difficoltà congiunturali, potrebbe comunque sopportare il peso di tale mancato gettito.

Cna: contro la crisi un freno alle tasse

 Lancia l’allarme la Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) sulla situazione delle piccole imprese. Il presidente dell’associazione Tristano Mussini ha scritto una lettera aperta ai sindaci dei 45 Comuni reggiani e alla Provincia per sottolineare le gravi conseguenze della crisi sulle imprese di piccole dimensioni.

Durante il 2009 il numero delle imprese iscritte all’albo della Camera di Commercio sono diminuite di 700 unità e il numero di aziende artigiane coinvolte dalla cassa integrazione aumenta sempre più. Per questo motivo la Cna chiede concretamente un freno alle tasse, consistente almeno in una dilazione dei pagamenti per le imprese in difficoltà, riduzione dell’Irap per quelle che mantengono l’occupazione, semplificazione e accordi con le banche per crediti anticipati alle imprese.

Dati Ici e Iscop: a breve sarà attivo il canale Entratel

 Buone notizie per quel che riguarda i dati dei versamenti Ici e Iscop (Imposta di Scopo) 2009 che sono stati effettuati fino allo scorso 31 luglio; dal 22 al 31 ottobre prossimo, infatti, sarà possibile trasmettere tali informazioni fiscali al dipartimento delle Finanze tramite il canale telematico Entratel. Si tratta quindi di una modalità informatica ideata per i ritardatari e gli inadempienti in questo senso. Tra l’altro, bisogna precisare che queste stesse modalità di invio sono valide per i pagamenti effettuati fino al 31 gennaio 2009, ma in questo caso l’intera operazione deve essere portata a termine entro il 31 marzo 2010. In particolare, i dati sono relativi a Comuni, agenti di riscossione e Poste Italiane Spa: tutto ciò emerge chiaramente dal protocollo 25281 che lo stesso dipartimento ha pubblicato due giorni fa. Come si procede dunque alla trasmissione elettronica? Chi è responsabile per i dati sopracitati dovrà approntare il file secondo le indicazioni del decreto ministeriale del 10 dicembre 2008, scaricando l’apposito programma messo a disposizione dal Dipartimento Finanze.

 

Modello Eas: proroga presentazione al 15 dicembre 2009

 Da qualche settimana è attivo un canale di dialogo tra l’Amministrazione finanziaria ed il terzo settore in merito all’inoltro in via esclusivamente telematica del “Modello Eas“, la dichiarazione con i dati rilevanti ai fini fiscali che deve essere inviata al fine di potersi avvalere delle agevolazioni previste per il mondo dell’associazionismo. Ebbene, nella giornata di ieri l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che è ufficialmente scattata, come già ampiamente preannunciato nei giorni scorsi, la proroga per l’inoltro del modello, che potrà così ora essere inviato entro il termine ultimo del 15 dicembre 2009; inoltre, nell’ambito dei tavoli tecnici aperti con il terzo settore, è stato altresì raggiunto un accordo per la compilazione semplificata dei dati, dei quadri e dei righi in funzione del tipo di associazione che, per via telematica, dovrà inviare il “Modello Eas“.

Bankitalia: scudo fiscale bocciato

 La Banca d’Italia non ha tardato a dire la sua riguardo il provvedimento fiscale più controverso dell’ultimo periodo. Così, mentre Di Pietro parla dello scudo fiscale come lavatoio mondiale della criminalità organizzata, Bankitalia manifesta il suo dissenso.

E sembra che il dissenso sia fondato sui numeri: l’istituto di via Nazionale ha rilevato anche un incremento dell’evasione fiscale. Il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni ha sottolineato quali effetti negativi possa avere lo scudo fiscale sugli incentivi dei contribuenti a pagare le tasse per il futuro e ricordato che simili provvedimenti sono stati presi anche in altri paesi, ma in quei casi sono stati accompagnati dalla richiesta di pagamento di tutte le imposte dovute.

All’estero l’adesione almeno comporta il pagamento dell’intero ammontare delle imposte dovute e non versate, inclusi gli interessi per ritardato pagamento – afferma Saccomanni -. In Italia invece, oltre ad essere anonima, l’adesione comporta un costo relativamente modesto: Lo scudo può essere utilizzato a fronte di qualsiasi accertamento fiscale e previdenziale, anche su redditi derivanti da attività svolte in Italia e non direttamente ricollegabili ai beni rimpatriati e regolarizzati.

730: rimangono dieci giorni per le correzioni pro contribuente

 C’è tempo fino al prossimo 26 ottobre per rimediare agli errori o alle dimenticanze commessi dai contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi: si tratta sostanzialmente di correzioni di errori commessi a danno degli stessi contribuenti e che comportano un minor debito o un maggior credito d’imposta. A seconda dell’errore e di chi l’ha commesso (Caf o contribuente), si possono seguire varie strade; se la dimenticanza è attribuibile a chi ha prestato assistenza fiscale, deve essere il dichiarante a far presente questa situazione, in modo da elaborare in maniera tempestiva un modello 730 di rettificazione. Se è invece lo stesso contribuente ad accorgersi di non aver consegnato tutti i documenti utili, cambiano a loro volta le modalità di rettifica a seconda della differenza di importo a titolo di imposta; se la correzione dell’errore dà luogo a un minor credito o a un maggior debito è necessario ricorrere all’utilizzo del modello Unico Persone Fisiche.