Bankitalia: scudo fiscale bocciato

di Laura 2

La Banca d’Italia non ha tardato a dire la sua riguardo il provvedimento fiscale più controverso dell’ultimo periodo. Così, mentre Di Pietro parla dello scudo fiscale come lavatoio mondiale della criminalità organizzata, Bankitalia manifesta il suo dissenso.

E sembra che il dissenso sia fondato sui numeri: l’istituto di via Nazionale ha rilevato anche un incremento dell’evasione fiscale. Il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni ha sottolineato quali effetti negativi possa avere lo scudo fiscale sugli incentivi dei contribuenti a pagare le tasse per il futuro e ricordato che simili provvedimenti sono stati presi anche in altri paesi, ma in quei casi sono stati accompagnati dalla richiesta di pagamento di tutte le imposte dovute.

All’estero l’adesione almeno comporta il pagamento dell’intero ammontare delle imposte dovute e non versate, inclusi gli interessi per ritardato pagamento – afferma Saccomanni -. In Italia invece, oltre ad essere anonima, l’adesione comporta un costo relativamente modesto: Lo scudo può essere utilizzato a fronte di qualsiasi accertamento fiscale e previdenziale, anche su redditi derivanti da attività svolte in Italia e non direttamente ricollegabili ai beni rimpatriati e regolarizzati.

Saccomanni inoltre pone l’accento sullo stato i conti pubblici, che sarebbe in notevole peggioramento e auspica una manovra correttiva al termine della crisi.

L’istituto di via Nazionale non risparmia critiche neanche alla finanziaria appena approvata, un provvedimento secondo Bankitalia che prevede interventi limitati e senza effetti sui saldi di bilancio.

L’istituto inoltre sottolinea il paradosso del terzo millennio: una pressione fiscale attestata sui valori massimi degli ultimi anni (dal 42,8% al 43%) a fronte però di entrate nominali in diminuzione per la prima volta negli ultimi 50 anni (a causa dell’evasione?).

Una stima di Bankitalia spttolinea come per la prima volta negli ultimi 15 anni le entrate si ridurranno dell’1,4% con un calo tributario del 2,9% e una riduzione delle imposte indirette del 4,5% e dell’1,5% di quelle dirette.

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