Prosegue in maniera imperterrita l’impegno dell’Ocse per quel che riguarda la trasparenza fiscale: le liste istituite dall’organizzazione parigina sono ben note in questo senso, ora sono liberamente consultabili sul sito internet ufficiali i dati statistici delle procedure amichevoli che sono state poste in essere nel 2010. Si tratta delle cosiddette Mutual Agreement Procedure (note anche con l’acronimo Map), la cui gestione spetta sia ai paesi che fanno parte dell’Ocse che a quelli che non sono ricompresi nel lungo elenco. L’intento è quello di elaborare delle statistiche importanti volte a rendere più semplice e trasparente il procedimento in questione. Ma che cosa si intende esattamente col termine “procedura amichevole”?
Esenzione Ires: l’elenco degli enti senza scopo di lucro
Oltre duecento enti senza scopo di lucro potranno avere accesso alla tanto agognata esenzione dell’Ires (acronimo che sta a indicare l’Imposta sul Reddito delle Società): come è emerso chiaramente da uno degli ultimi numeri della Gazzetta Ufficiale, infatti, sono 212 le associazioni in questione, vale a dire i beneficiari dell’agevolazione fiscale, la quale viene incontro a quei soggetti che forniscono un contributo importante alla realizzazione di eventi di interesse storico, artistico e culturale di rilievo. Insomma, si tratta di un vero e proprio premio che viene riconosciuto nei riguardi delle tradizioni e delle comunità locali.
Contro l’elusione fiscale una stretta decisiva
C’è chi evade le tasse senza alcuno scrupolo e chi invece aggira le norme fiscali rispettando formalmente le leggi vigenti, ma aggirandole nel loro aspetto sostanziale. Quanti aggirano, senza infrangerle, le norme tributarie dovranno vedersela presto con una stretta decisa contro l’elusione, che tramite una normativa di contrasto al cosiddetto abuso di diritto si anteporrà a tutti i furbetti del fisco. Questa lotta però non dovrebbe essere un mezzo per aumentare le entrate dello Stato ma un metodo attraverso il quale ridistribuire il reddito a favore di chi le tasse le paga e attraverso gli introiti recuperati si potrebbero ridurre le aliquote. Queste sono almeno le speranze di molti ma, seguendo le esperienze di altri Paesi europei come Francia e Germania, anche il nostro Paese si prepara a distinguere chiaramente il risparmio d’imposta legittimo e il vantaggio fiscale indebito, illecito.
Il canone RAI è una tassa obbligatoria?
Il tema centrale di questo inizio 2012 dal punto di vista fiscale è sicuramente il “blitz” di Cortina che ha smascherato le usanze degli imprenditori locali mettendo sotto i riflettori quello che tutti sanno da anni; l’evasione fiscale in Italia non conosce pudore e le situazioni al limite dell’assurdo sono ovunque.
Il secondo argomento di questo Gennaio 2012 è sicuramente la scadenza del canone RAI; le pubblicità ci ricordano che è obbligatorio pagarlo (ma sarà vero?) anche se quasi tutti i contribuenti non sanno effettivamente “cosa” si paga quando si versa il canone. E visto che non lo sanno, non lo pagano.
Ecco l’anello che congiunge i due argomenti del momento: l’evasione fiscale. Si perchè il Canone Rai, anche se si chiama così, è in realtà una tassa e per la precisione è tra quelle più “evase” dagli italiani. Si stima infatti che il 41% degli italiani non versi la somma richiesta anche se in certe regioni la cifra sale ad uno spaventoso 80%. Ma è giusto pagarlo?
Carbon tax: lo schema cinese e quello australiano a confronto
L’industria australiana del carbone nutre ancora molta fiducia in merito alle vendite da destinare alla Cina, nonostante la seconda economia mondiale, il paese con il più alto tasso di inquinamento in assoluto, stia pianificando l’adozione di una carbon tax a partire dal 2015: la tariffa iniziale, in particolare, dovrebbe essere pari a 1,55 dollari. I media dell’ex Impero Celeste stanno riferendo da tempo di queste indiscrezioni, tanto che sembra quasi certo il nuovo sistema di tassazione ambientale che dovrebbe ovviamente far capo al locale Ministero dell’Economia.
Tassazione dei proventi illeciti
La tassazione dei proventi illeciti, ottenuti con lo svolgimento di attività illecita, ovviamente sono difficilmente inquadrabili nelle ordinarie categorie di reddito. Nel Tuir esisteva una norma di cui all’articolo 80, dove si parlava di “Altri redditi” e sottolineava che alla formazione del reddito complessivo contribuiscono anche i redditi diversi da quelli espressamente considerati. In questa fattispecie quindi potevano anche essere ricondotti i proventi da attività illecita. Con questo non si vuole certo dare liceità alle attività criminose, ma non si può non ammettere che queste spesso rappresentano ingenti somme di denaro.
Le ultime novità per la semplificazione del Sistri
La sigla Sistri ha una doppia valenza, ambientale e tributaria: si tratta, infatti, del Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti, il quale potrà ora beneficiare delle ultime novità che sono state introdotte dal Ministero dell’Ambiente con uno degli ultimi provvedimenti del 2011. Il Testo Unico sul Sistri sarà interessato da alcuni cambiamenti importanti, il tutto con il fine ultimo di ricercare la semplificazione di ogni atto. All’atto pratico, comunque, il Sistri rimane ancora qualcosa di fin troppo complesso e il lavoro da svolgere in tal senso è davvero molto. Una delle nuove misure riguarda la gestione delle informazioni che si potranno trarre dal sistema, finora riservate esclusivamente ai carabinieri atti alla tutela dell’ambiente e d’ora in poi riservati all’intera Arma, una estensione che si spera possa portare a maggiori vantaggi.
Regime forfettino: la scadenza del 10 gennaio
Mancano appena tre giorni alla scadenza fiscale che fa riferimento al cosiddetto regime “forfettino”: si tratta, in pratica, del termine ultimo che è stato issato per quei contribuenti che beneficiano di regimi tributari in forma agevolata e della contabilità semplificata, in quanto protagonisti di nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo. Le ultime ore a disposizione si riferiscono alla trasmissione attraverso la modalità elettronica dei dati della contabilità che sono stati registrati nel corso degli ultimi tre mesi del 2011; in questo modo, infatti, i soggetti interessati possono ricevere l’assistenza adeguata dal punto di vista fiscale dagli uffici della nostra amministrazione finanziaria.
Tasse 2012: ecco i nuovi rincari
Inflazione raddoppiata l’anno scorso: i prezzi continueranno a salire anche per questo 2012. I dati dell’Istat sottolineano che l’inflazione nel 2010 ha raggiunto il 2,8%, quasi il doppio rispetto all’1,5% dell’anno prima e per quest’anno i prezzi lieviteranno ancora a causa di tasse, rincari, a partire da bollette, pedaggi e benzina. Codacons ha previsto una stangata da 1.059 euro a famiglia. Il caro carburanti inoltre mette in allarme anche le associazioni degli agricoltori relativamente ai prezzi dei loro prodotti, conseguentemente il caro benzina si rifletterà sui prezzi del cibo, costringendo una famiglia su tre a tagliare i propri consumi. Bollette, tasse, canone tv, pensioni che non salgono, contributi previdenziali, accise benzina: ecco quali sono le spese che contribuiranno ad alleggerire le tasche degli italiani.
La tassa di soggiorno del comune di Siena
La tassa di soggiorno si concretizza anche nella città di Siena: il comune toscano, celebre per il suo palio di antica origine, ha messo in luce quali saranno le tariffe che andranno a caratterizzare nell’immediato tale imposta, fortemente discussa in ogni parte della penisola. Nel dettaglio, i prezzi in questione andranno da un minimo di un euro a un massimo di cinque. Come funzionerà esattamente l’applicazione tributaria da queste parti? In pratica, come ha stabilito in maniera opportuna lo stesso consiglio comunale con un proprio regolamento, il contributo sarà variabile a seconda delle strutture alberghiere in cui i turisti andranno ad alloggiare.
Gli studenti napoletani chiedono il rimborso delle tasse
Le tasse sono al centro dell’attenzione pubblica in questo periodo. Lo stesso premier Monti non fa altro che ricordare agli italiani che a causa di questo periodo di austerità, i sacrifici sono indispensabili per portare il Paese fuori dal baratro. Pensioni, casa, consumi, sono solo alcuni punti che sono stati toccati dalla manovra finanziaria: adesso anche gli studenti si ribellano. Al pagamento delle tasse dovrebbe corrispondere l’erogazione di un servizio adeguato, ma sembra non sia stata questa la risposta ottenuta dagli studenti.
Pregi e difetti del federalismo fiscale
Il federalismo fiscale è utile oppure no? Le opinioni, le idee e le interpretazioni che esistono a tal proposito sono davvero tantissime e rendono la comprensione del fenomeno fin troppo difficile: è quindi necessario fare chiarezza e ponderare in modo adeguato pregi e difetti. Di solito, gli aspetti prevalenti sono quelli positivi, in particolare quando si fa riferimento ai rapporti tra governanti e governati, oltre ai servizi da offrire. Uno dei pregi del federalismo fiscale è senza dubbio quello di rendere ancora migliore l’efficienza delle comunità, focalizzando la propria attenzione sulle conoscenze degli enti locali. In aggiunta, esso dovrebbe consentire di controllare in maniera più efficace le esigenze dei cittadini, il tutto con l’obiettivo di ricercare la democrazia.
Niente contanti per le pensioni sopra i 1000 euro
Da giorni le polemiche imperversano sul web per il nuovo provvedimento del Governo Monti riguardo le pensioni sopra i 1000 euro. In sostanza, chi riceve dall’INPS una cifra superiore (per la precisione a 980 euro) non potrà ritirarla in contanti ma dovrà essere necessariamente erogata per vie diverse.
In particolare la scelta che i pensionati possono fare è tra l’apertura di un conto corrente per l’addebito della cifra, l’apertura di un libretto postale oppure la sottoscrizione di una carta ricaricabile. Dopo aver scelto il canale preferito, bisognerà recarsi all’ufficio dell’INPS più vicino per comunicare la decisione, o, in alternativa, eseguire la procedura on-line creata ad-hoc.
Auto potenti e accertamenti sintetici: le precisazioni della Cassazione
Le auto di grossa cilindrata sono state ancora una volta al centro dell’attenzione della Corte di Cassazione per motivi strettamente fiscali: i giudici di Piazza Cavour sono stati infatti chiamati a pronunciarsi di recente su un fatto che riguardava un contribuente e l’atto impositivo emesso proprio in ragione del possesso della vettura in questione. Cosa è successo esattamente? L’avviso di accertamento che è stato citato in precedenza era stato notificato a tale soggetto a causa del suoi possesso di due automobili e di altre quote societarie, ragione per la quale si era deciso di avanzare un ricorso di fronte alla Commissione Tributaria Provinciale.