I misteri della Tares a meno di un mese dalla scadenza

 La Tares, l’imposta che grava su rifiuti e servizi e che ha rimpiazzato da qualche tempo la Tariffa di Igiene Ambientale, non riesce a stare lontana dai guai (vedi anche Il modello F24 EP accoglie anche la Tares). In effetti, la prima scadenza in assoluto si sta avvicinando velocemente, essendo prevista per la fine di questo mese di luglio, ma i quantitativi e le modalità sono un mistero che nessuno è riuscito ancora a svelare. Le previsioni fanno pensare che la scoperta di quanto bisogna pagare e in che modo avverrà proprio a ridosso del 31 luglio, in un momento particolare in cui la maggior parte delle famiglie italiane non sarà a casa, ma a godersi le ferie estive.

Calcolo cedolare secca

 Come abbiamo avuto modo di comprendere nel corso degli ultimi giorni, la cedolare secca è un regime alternativo e facoltativo di imposizione fiscale sui redditi da locazione. La cedolare è in altri termini un’imposta che va a sostituire il regime ordinario di imposizione fiscale sugli affitti, rappresentando una valida alternativa per chi desidera risparmiare sul fisco locativo. Vediamo dunque quali sono le modalità di calcolo della stessa.

Il modello F24 EP accoglie anche la Tares

 Il modello F24 Enti Pubblici (abbreviato solitamente in EP) ha trovato lo spazio per necessario anche per una tassa di recente istituzione, la Tares. Come è noto, si tratta dell’imposta che è andata a sostituire delle versioni fiscali precedenti per quel che riguarda i rifiuti e i servizi (vedi anche Tares, al via i controlli sui metri quadri). In aggiunta, il documento tributario a cui si sta facendo riferimento ha fatto registrare una ulteriore novità per quel che riguarda la sua composizione, visto che avrà un campo nuovo di zecca, il cui nome è quello di “Identificativo operazione tributi locali”.

Come si paga la cedolare secca nel 2013

 Ieri abbiamo visto cosa è la cedolare secca, e quale sia il suo funzionamento. In merito, ricordiamo che la cedolare secca è un regime di imposizione fiscale alternativo a quello tradizionale, sostitutivo di Irpef e altre imposte pagate ordinariamente sui redditi da locazione. Vediamo dunque quali siano le modalità e le scadenze di pagamento della cedolare per il 2013.

Differenza tra codice fiscale e partita Iva

 Anche la partita Iva e il codice fiscale possono generare confusione, ma bisogna prestare attenzione alle loro specificità (vedi anche Differenza tessera sanitaria e codice fiscale). La differenza è presto detta. In effetti, la partita Iva non è altro che una sequenza di undici numeri che va a identificare in maniera univoca un soggetto che svolge un’attività rilevante ai fini dell’imposizione fiscale. Si tratta, inoltre, di un numero che viene rilasciato dalla nostra amministrazione finanziaria, senza nessuna distinzione per quel che riguarda il domicilio fiscale.

Come funziona la cedolare secca

 La cedolare secca sugli affitti è un’imposta che sostituisce quella tradizionalmente dovuta sulle locazioni. Si tratta di un regime facoltativo, da applicarsi in alternativa a quello ordinario, in sostituzione dell’Irpef e delle relative addizionali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, oltre che dell’imposta di registro sulle risoluzioni e sulle proroghe del contratto di locazione, e dell’imposta di bollo, se dovuta, sulle risoluzioni e proroghe del contratto. Ma quale è il suo funzionamento.

Codici tributo Imu 2013

 L’Imposta Municipale Propria ha fatto registrare in questo mese di giugno che si chiude oggi un appuntamento fiscale molto importante: due settimane fa, infatti, è scaduto il termine per versare l’acconto (vedi anche Sanzioni Imu 2013), ma quali sono i codici tributo a cui fare riferimento e che non vanno mai dimenticati per una corretta compilazione del modello? Per quest’anno vi sono ben sette codici, dunque analizziamoli nel dettaglio. In pratica, si tratta di una serie continua compresa tra il numero 3912 e 3924, i quali servono per indicare determinati adempimenti.

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Domicilio fiscale delle società

Del domi cilio fiscale si può parlare dopo aver letto e approfondito due articoli del Dpr numero 600 del 1973 (meglio noto come TUIR, Testo Unico delle Imposte sui Redditi): si tratta degli articoli 58 e 59 per la precisione, il quale fa riferimento a tre casi ben precisi. Anzitutto, esso viene fornito per le persone fisiche che hanno la residenza nel nostro paese, più precisamente guardando alla residenza anagrafica delle stesse (vedi anche Cos’è il domicilio fiscale). Nel caso in cui si tratti di persone fisiche che non sono invece residenti, il domicilio fiscale viene dato dal comune in cui viene prodotto il reddito o in cui si è realizzato quello più alto.

Conseguenze rinvio aumento IVA di tre mesi

 Il governo Letta ha deciso di rinviare l’aumento IVA di tre mesi. L’aliquota ordinaria dell’imposta sul valore non passerà più, pertanto, dal 21 al 22 per cento con decorrenza 1 luglio 2013, ma rimarrà nella sua attuale entità. Un rinvio che non esclude, tuttavia, che in un prossimo futuro a breve termine l’imposta possa essere concretamente ritoccata in aumento, con nuovo aggravio per le già tartassate tasche delle famiglie italiane.

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