Sanzioni della dichiarazione Imu

di giannip 1

Il 4 febbraio è scaduto il termine per la presentazione della dichiarazione Imu e coloro che non hanno ottemperato a questo impegno, incoreranno in alcune sanzioni, indicate tra l’altro proprio nelle istruzioni del modello di dichiarazione. L’articolo 14 del decreto legislativo n. 504 del 1992 prevede diverse modalità di sanzioni amministrative.

Se siamo di fronte a un caso di mancata presentazione della dichiarazione o di pagamento dell’Imu in ritardo, si dovrà pagare dal 100 al 200 per cento del tributo dovuto, con un minimo di 51 euro; se la dichiarazione è infedele (cioè quando è presentata entro la scadenza corretta, ma contiene dati non corrispondenti a quelli reali) il contribuente dovrà pagare dal 50 al 100 per cento della maggiore imposta dovuta; se l’omissione o l’errore non incide sull’ammontare dell’imposta la sanzione varia dai 51 ai 258 euro ed infine da euro 51 a 258 se non si è provveduto alla restituzione dei questionari entro 60 giorni dalla richiesta.

L’articolo 13 del decreto legislativo  18 dicembre 1997, n. 471 stabilisce le sanzioni per ritardato o omesso pagamento, mentre la sanzione stabilita dal comma 1 dell’articolo 13 si applica in ogni ipotesi di mancato pagamento di un tributo o di una sua frazione nel termine previsto. Per il campo delle violazioni delle norme in materia di tributi locali si applica il decreto legislativo n. 472 del 1997, e quindi le sanzioni amministrative riguardanti l’Imu trovano applicazione anche in caso di mancata presentazione, dichiarazione infedele, mancata esibizione o anche dichiarazione con vari errori.

Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio, invece, devono essere notificati – a pena di decadenza – entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie.

 

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