Nel nostro Paese, entro il 2012, gli oneri fiscali dovranno essere abbattuti del 25%. E’ questo l’obiettivo che, in accordo con quanto reso noto ieri dall’Agenzia delle Entrate, ci si è posti in attuazione del cosiddetto “Taglia-oneri amministrativi” introdotto nell’ambito del Decreto Legge numero 112 del 2008. Al riguardo il Dipartimento della Funzione Pubblica, congiuntamente con l’Agenzia delle Entrate, ha fornito dei risultati inerenti proprio le misure degli oneri fiscali ed amministrativi tenendo conto dei classici adempimenti cui sono chiamati le imprese: dalle anticipazioni in conto fiscale del rimborso dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) alle istanze di rimborso del credito Iva e passando per la dichiarazione annuale Iva, la comunicazione dei dati ed il modello 770 semplificato, ovverosia la dichiarazione unificata dei sostituti d’imposta.
Entrate: indetto un concorso sulla storia del Fisco nell’unità nazionale
“Il nostro Piemonte, piccolo per territorio, acquistò credito in Europa perché grande per le idee che rappresenta e non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d’Italia si leva verso di noi”: questo celebre discorso di Vittorio Emanuele II è il preludio all’unità italiana del 1860-1861 e a centocinquanta anni dai moti risorgimentali la regione Piemonte ritorna a essere protagonista grazie a un concorso che riunirà tematiche storiche e questioni fiscali e tributarie. Di cosa si tratta? L’Agenzia delle Entrate, coi suoi uffici presenti nella regione settentrionale, e diversi istituti scolastici hanno infatti deciso di celebrare in maniera degna un evento così importante, promuovendo una borsa di studio e un concorso che approfondirà il tema della storia e del ruolo del fisco nell’unità d’Italia. Un contributo fondamentale in questo senso verrà fornito dall’Istituto per la Storia del Risorgimento con il suo comitato delle città di Alessandria e Asti.
Bonus assunzioni: documento di prassi sull’abbandono volontario
Se un lavoratore se ne va da un’azienda che vuole beneficiare del cosiddetto “bonus assunzioni”, cosa accade alla relativa agevolazione? Si perde oppure è possibile mantenere il beneficio? Ebbene, al riguardo l’Agenzia delle Entrate, con una risoluzione, la numero 105/E emanata in data odierna, martedì 12 ottobre 2010, ha fatto presente come ci siano le condizioni, ed in particolare la possibilità di poter rendere, con opportune azioni da parte del datore di lavoro, il bonus assunzioni a prova di dimissioni, con la conseguenza che l’agevolazione viene mantenuta anche nel caso in cui uno o più lavoratori vadano via attraverso l’abbandono volontario. Il bonus assunzioni, lo ricordiamo, è una misura agevolativa consistente in un credito di imposta a favore di quelle imprese che attuano, per tre anni, che scendono a due per le PMI, opportuni livelli di incremento dell’occupazione.
Tumore e prevenzione: tassa su sigarette
I giovani dicono sì: l’American Journal of Public Health ha rivelato i risultati di un’indagine condotta su 300 under 25, la proposta sembra piacere ai giovani, difatti l’80% degli intervistati si è dichiarato a favore della cosiddetta ‘tassa della salute’, e tra essi inaspettatamente anche molti fumatori, segno che sono in molti a volersi liberare di questo vizio ma non ci riescono. In Italia si stimano oltre 250.000 nuovi casi di tumore ogni anno nelle persone fino agli 85 anni di età. Il fumo di sigaretta contiene numerose sostanze nocive che agiscono immediatamente o indirettamente (cioè con lente modificazioni nel corso del tempo) a livello dei bronchi. Il fumo é infatti la prima causa di tumore al polmone.
Esenzioni Ici alla Chiesa, l’Unione Europea indaga sugli sconti
La Commissione Europea ha deciso di dichiarare la propria guerra personale agli sconti fiscali di cui beneficiano gran parte degli enti ecclesiastici presenti nel nostro paese, soprattutto quelli di tipo non commerciale: l’inchiesta dell’Ue si riferisce, in particolare, all’esenzione dell’Ici che lo Stato italiano concede agli edifici in questione, visto che vengono nutriti seri dubbi sulla compatibilità tra le norme del Vecchio Continente e le agevolazioni tributarie. L’Italia potrà rispondere all’indagine entro e non oltre i prossimi due mesi, ma occorre precisare che un atteggiamento simile da parte della stessa Commissione si era già verificato in passato; tra l’altro, molti comuni ed enti hanno dovuto dibattere una tematica così spinosa in più occasioni.
Niente tasse 1° anno praticanti avvocati
Nessuna tassa di concessione governativa per i laureati in legge che si iscrivono al primo anno nel registro dei praticanti, perche’ non ancora abilitati all’esercizio della professione forense ma che desiderano diventare avvocati. Lo conferma una risoluzione dell’Agenzia delle Entrate, la numero 103/E, i laureati in giurisprudenza sono esentati dal pagamento della tassa di concessione governativa ma solo per il primo anno di iscrizione al registro. Dal secondo anno in poi, la tassa di concessione governativa è dovuta ed è pari a 168 euro fissi con applicabilità dal secondo anno di iscrizione all’albo dei praticanti, pertanto a partire dal momento in cui, avendo l’abilitazione ad esercitare la professione forense possono svolgere funzioni di pubblico ministero, oppure possono essere nominati quali difensori d’ufficio.
Università: Torino, assistenza rilascio codice fiscale
L’iniziativa, a Torino, relativa al rilascio del codice fiscale a favore degli studenti universitari stranieri, attraverso due sportelli decentrati del Fisco, uno presso il Politecnico, e l’altro presso l’Università di Torino, al centro immatricolazioni dell’Ateneo, si è chiusa con successo. A darne notizia è stata la Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate del Piemonte che nelle scorse settimane aveva annunciato il lancio dell’iniziativa al fine di venire incontro agli studenti stranieri nel periodo e nella fase più calda per quel che riguarda le procedure di immatricolazione universitaria. Questo perché, in accordo con quanto mette in risalto proprio l’Agenzia delle Entrate, il rilascio del codice fiscale è fondamentale per gli studenti universitari stranieri, una volta arrivati in Italia, al fine non solo di iscriversi all’Ateneo, ma anche per altri adempimenti importanti come il permesso di soggiorno, la stipula dell’assicurazione sanitaria e/o di un contratto di affitto, oppure il semplice acquisto di una scheda Sim per il proprio telefono cellulare.
Corea del Sud, a breve nuova disciplina sul transfer pricing
Risale ormai allo scorso 23 agosto l’avvio di un provvedimento davvero importante per quel che concerne il campo fiscale in Corea del Sud: il ministero per la Strategia e la Finanza del paese asiatico ha infatti varato una riforma molto ampia dell’imposizione diretta e indiretta, la quale comprenderà, nel 2011, imposte come la Corporate Income Tax e la Tax Incentive Limitation, mentre gli interventi sul transfer pricing (analisi e documentazioni relative a beni, servizi e utilizzo della proprietà) andranno a modificare in pratica l’International Tax Coordination Law. Questa specifica disciplina tributaria esiste ormai da oltre quattordici anni ed è contenuta proprio nel testo normativo appena citato; le ispirazioni provengono direttamente da quanto stabilito dall’Ocse (la Corea è uno dei principali membri dell’organizzazione parigina) in merito al cosiddetto “arm’s length principle”.
Fisco e Comuni Emilia-Romagna: alleanza antievasione vincente
Nella Regione Emilia-Romagna l’alleanza antievasione tra i Comuni e l’Agenzia delle Entrate funziona. Lo dimostrano i dati forniti dalla Direzione regionale che, in particolare, ha fatto presente come ci siano state, al 30 settembre scorso, oltre 6.000 segnalazioni qualificate a fronte di imposte accertate per 7 milioni di euro, e ben 38 milioni di euro recuperati. Ricordiamo al riguardo come ai Comuni, in base alle segnalazioni qualificate, spetti il 33% della somme riscosse dal Fisco a titolo definitivo che, quindi, vanno a finire proprio nelle casse degli Enti locali. L’alleanza antievasione permette ai Comuni di acquisire risorse che poi possono essere spese per la collettività nell’ambito di quella che è in tutto e per tutto un’alleanza antievasione in senso federalista. Di queste oltre 6 mila segnalazioni, il 70% ha interessato l’area della proprietà edilizia e del patrimonio immobiliare a conferma di come siano questi i comparti con maggiore tasso di evasione.
Quando il Fisco non è efficace: cancellato il codice tributo PIEM
Il 23 aprile del 2007 il Consiglio Regionale del Piemonte ha approvato una fondamentale legge regionale, vale a dire la numero 9 proprio di quell’anno: un testo normativo fondamentale perché, di fatto, si è trattato della legge finanziaria per l’anno 2007 con le varie disposizioni e interventi in materia di bilancio. Ebbene, proprio in relazione a questa legge doveva essere anche usato un apposito codice tributo (PIEM), al fine di usufruire in maniera corretta del credito d’imposta contenuto nei vari articoli della novella. Ora, quello stesso codice PIEM non ha più ragione di esistere, visto che, in forza della risoluzione 102/E che l’Agenzia delle Entrate ha provveduto a pubblicare due giorni fa, esso è stato eliminato e soppresso in modo definitivo. Quali ragioni hanno portato a una decisione fiscale così perentoria?
Irpef, Iva e Irap: cosa cambia con il federalismo
Quello del federalismo fiscale è e sarà nel nostro Paese un processo lento e lungo visto che solo nel 2018 si arriverà ad una piena e totale attuazione che stravolgerà i meccanismi di tassazione con lo Stato che, in particolare, non staccherà più “assegni” a Province ed Enti locali, e con un’autonomia fiscale che sul territorio dovrebbe garantire autosufficienza e meno sprechi con vantaggi per tutti. Questo è quanto ci si aspetta, ma chiaramente solo davanti ai fatti compiuti ed ai dati ufficiali si potrà capire se effettivamente il nuovo modello federalista potrà, tra l’altro, contribuire ad arrestare un’emorragia caratterizzata da un debito pubblico che, anno dopo anno, non fa purtroppo altro che aumentare. E allora, cosa accadrà nel breve, nel medio e nel lungo termine per imposte come l’Irpef, l’Irap e l’Iva?
Oristano, le Entrate scovano Bed & Breakfast fittizi ed evasori
Oristano rappresenta senza dubbio uno dei comuni sardi più gettonati dai turisti, per le sue risorse del territorio, il suo splendido golfo e le attrazioni storico-culturali: in città, quindi, sono nati a un buon ritmo Bed & Breakfast volti ad ospitare questo flusso di visitatori, in modo da offrire prezzi accessibili a tutti, ma è proprio questa tipologia di alloggio che è stata coinvolta in una vasta operazione condotta dall’Agenzia delle Entrate. Che cosa è successo esattamente? In realtà, si trattava nello specifico di alloggi informali soltanto dal punto di vista della presentazione, mentre concretamente le strutture erano dei veri e propri alberghi che disponevano di qualsiasi tipo di comfort. L’ubicazione prescelta era quella nei pressi del litorale sardo: i servizi erano davvero svariati, lavanderie, cassaforte, bus-navetta, pensioni complete e anche idromassaggi, per un totale di ricavi non dichiarati al Fisco pari a circa 270.000 euro.
Scudo fiscale: giro di vite sui falsi rimpatri
In materia di scudo fiscale è scattato il test relativo alla verifica. A darne notizia in data odierna, venerdì 8 ottobre 2010, è stata l’Agenzia delle Entrate che al riguardo ha annunciato che è pronto il relativo vademecum per gli uffici del Fisco che, in sede di controllo, potranno tra l’altro andare a caccia dei falsi rimpatri caratterizzati, ad esempio, da attività patrimoniali o finanziarie che siano state valorizzate rispetto al reale in misura superiore; oppure sempre attività patrimoniali o finanziarie che, in sede di rimpatrio giuridico, non sono state affidate ad intermediari del nostro Paese; oppure ancora operazioni di scudo fiscale inerenti attività finanziarie o patrimoniali dichiarate ma che poi in effetti non sono stare realmente trasferite in Italia. In merito alle criticità sopra citate, l’Agenzia delle Entrate, ed in particolare gli Uffici nelle fasi di “verifica“, porranno maggiormente l’attenzione sia sulle modalità di rimpatrio, sia sulla natura delle stesse attività rimpatriate.
La Corte dei Conti lancia l’allarme Fisco: conti troppo instabili
L’appello lanciato ieri dalla Corte dei Conti mette in evidenza la situazione non troppo rosea del Fisco del nostro paese: secondo quanto affermato in un’audizione alla Camera da Luigi Giampaolino, numero uno dell’organo giurisdizionale italiano, non si può certo rimanere ottimisti nel leggere i risultati del Dpef (Documento di Programmazione Economica e Finanziaria), visto che i risultati in materia di politica fiscale e tributaria non sono quelli auspicati. Che cosa è emerso dunque da questa disamina della Corte? Il quadro economico di base che sta attualmente caratterizzando l’Italia presenta fin troppi rischi di finanza pubblica, oltre che un andamento a rilento dell’economia interna rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea. In particolare, il prodotto interno lordo risulta essere in crescita nelle nazioni principali del Vecchio Continente: in Germania esso è cresciuto di quattro punti percentuali, mentre in media si è assistito a un incremento del 2%.