Si può evadere il Fisco dichiarando tutti i redditi percepiti ma, nello stesso tempo, andando ad “appesantire” la dichiarazione dei redditi o con costi inesistenti, oppure con costi non direttamente collegati all’attività che si esercita e, quindi, costi a tutti gli effetti indebitamente portati in deduzione e/o in detrazione. Questo è quanto, in Campania, ha scoperto la Direzione Provinciale delle Entrate di Salerno a carico di tre professionisti che, infatti, dichiaravano i redditi percepiti ma ciò nonostante i conti non tornavano anche perché sono state rilevate ampie differenze tra quanto dichiarato ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (Iva), e quanto dichiarato ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef). Ebbene, a seguito delle indagini fiscali effettuate a carico dei tre professionisti, l’Agenzia delle Entrate ha recuperato somme che complessivamente ammontano a ben mezzo milione di euro.
La proposta di Bersani: tassa sulla rendita al 20%
Pier Luigi Bersani, leader del Partito Democratico, potrà festeggiare il Natale con una piccola soddisfazione, l’approvazione alla Camera di una mozione sulla riforma fiscale: in pratica, la proposta del politico emiliano è quella di portare fino al 20% l’aliquota relativa all’imposta sui redditi da capitale, una operazione che però non dovrebbe coinvolgere anche i titoli di Stato. Al contempo, lo stesso Bersani ha ipotizzato una riduzione alla medesima percentuale del primo scaglione dell’Irpef. L’idea del segretario del Pd è quella di allocare nel migliore dei modi questo prelievo tributario, puntando soprattutto su tre fattori, vale a dire i controlli, la tracciabilità dei contribuenti e l’aumento della fedeltà fiscale degli stessi. L’impegno è dunque molto serio e coinvolgerà il governo già a partire dal 2011, quando si andranno a revisionare molte aliquote intermedie, a tutto vantaggio, come emerge dalla proposta dell’ex ministro dello Sviluppo Economico, dei redditi più bassi.
Comuni caccia-evasori: in Emilia-Romagna salgono a 214
Continuano ad aumentare nella Regione Emilia-Romagna i Comuni “caccia-evasori”, ovverosia quelli che, a seguito della stipula di un apposito accordo con il Fisco, scendono direttamente in campo, congiuntamente con l’Agenzia delle Entrate, nella lotta e contrasto all’evasione fiscale. In accordo con quanto reso noto nella giornata di ieri dalla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate dell’Emilia-Romagna, si registrano tre new entry che fanno salire i Comuni caccia-evasori a quota 214, corrispondenti ad oltre il 60% dei Comuni presenti sul territorio regionale. Trattasi, nello specifico, dei comuni di Castel Maggiore, Ozzano e Argelato a seguito dell’adesione ad un apposito protocollo di intesa che nei mesi scorsi l’Agenzia delle Entrate ha siglato con l’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani. Questo dopo la recente adesione di Bagno di Romagna, in Provincia di Forlì-Cesena, Montefiore Conca in Provincia di Rimini, San Giorgio Piacentino in Provincia di Piacenza e San Lazzaro di Savena in Provincia di Bologna.
Grandi contribuenti: nel 2011 una platea più ampia
L’esatta quantificazione e qualificazione dei cosiddetti “grandi contribuenti” ha rappresentato da sempre uno dei principali problemi a livello fiscale: ora, però, l’Agenzia delle Entrate ha finalmente fatto chiarezza, delineando con precisione quelli che sono i limiti e i confini delle imprese, aumentando comunque il novero di quelle che possono essere considerate di maggiori dimensioni. Nel 2011, infatti, l’attività di tutoraggio verrà modificata e si guarderà alla soglia dei 150 milioni di euro come volume minimo d’affari per l’appartenenza a questa specifica categoria. Il provvedimento della nostra amministrazione finanziaria è piuttosto recente, ma guarda con fiducia al nuovo anno che si appresta a cominciare, puntando a far divenire “grandi” anche le imprese che generano tradizionalmente cento milioni di euro in affari.
Bonus e agevolazioni fiscali Decreto Milleproroghe
Via libera oggi, da parte del Consiglio dei Ministri, del consueto decreto di fine anno, il cosiddetto “Milleproroghe” che, innanzitutto, ha lasciato scontenti i benzinai. Dopo oltre dieci anni di conferma del bonus fiscale a loro favore, infatti, l’Esecutivo non ha inserito tale misura facendo infuriare i gestori delle pompe di carburante; di riflesso, le Associazioni di categoria hanno fatto sapere come a questo punto scatti non solo la mobilitazione, ma anche lo sciopero generale con una serrata delle pompe in tutta Italia che sarà messa in calendario, e che sarà attuata in ottemperanza alla normativa vigente sugli scioperi. Buone notizie, invece, per il cinque per mille visto che sono stati complessivamente stanziati 400 milioni di euro a favore del terzo settore, ovverosia quei soggetti che operano nel comparto del volontariato, assistenza sociale e altre attività con fini non lucrativi.
Unico 2010, ancora pochi giorni per gli ultimi ravvedimenti
Dicembre, tempo di feste, di cene abbondanti, ma anche di ravvedimenti fiscali: con la fine dell’anno, infatti, scadrà anche l’ultimo termine messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per mettersi in regola con la mancata presentazione del modello Unico 2010. L’invio del documento mediante la modalità telematica è la soluzione a questa carenza e può essere adottata da tutti i contribuenti coinvolti, siano essi persone fisiche, società di persone, intermediari abilitati, soggetti Ires, ma tutti accomunati dal fatto di non aver presentato la dichiarazione dei redditi entro la scadenza dello scorso 30 settembre. Ovviamente, il ravvedimento in questione prevede il pagamento di una multa in denaro, dunque bisognerà ricordare, all’atto dell’invio, di versare i ventuno euro di sanzione attraverso l’F24, mentre per le altre violazioni esistono ulteriori pagamenti.
Codice fiscale online: nuovo servizio di verifica
Chiunque può avere la possibilità di poter verificare sia la corrispondenza, sia l’esistenza del codice fiscale e dei dati anagrafici di un soggetto. Questo grazie ad un nuovo servizio di verifica online del codice fiscale annunciato in data odierna, martedì 21 dicembre 2010, dall’Agenzia delle Entrate così come previsto dal Decreto Legge numero 78 del 2010; in questo modo l’utente online che inserisce i dati può andarli sia a confrontare, sia a verificare con quelli presenti e registrati nell’Anagrafe tributaria. Ma come si effettua questa verifica? Ebbene, proprio l’Amministrazione finanziaria dello Stato, con un comunicato emesso in data odierna, fa presente come il nuovo servizio online di verifica permetta di andare a rilevare la validità di un codice fiscale sia di una persona fisica, sia di un soggetto diverso dalla persona fisica; così come si può verificare, come sopra accennato, la corrispondenza e la validità del codice fiscale con i dati anagrafici completi sia di una persona fisica, sia di un soggetto diverso dalla persona fisica.
Russia e Ue perfezionano le intese sulle dogane
L’Unione Europea e la Russia non sono mai state così vicine come in questo momento, almeno dal punto di vista delle disposizioni doganali: in effetti, le due parti hanno intenzione di rendere più semplici gli scambi, oltre che di offrire una garanzia sicura nell’ambito della lotta alle frodi fiscali. Il piano in questione, dunque, è molto articolato ed è stato illustrato a Mosca da Algirdas Semeta, il commissario europeo alla fiscalità e all’Unione Doganale. Come verrà a strutturarsi di preciso l’intero progetto? La scelta della Federazione russa non è casuale, visto che si tratta del terzo partner commerciale di tutta l’Ue, immediatamente dopo la Cina e gli Stati Uniti; gli scambi, pertanto, sono davvero significativi e sono aumentati in maniera esponenziale da due anni a questa parte.
Agevolazioni fiscali: Tremonti-ter, via libera Fisco a posteriori
La fruizione dell’agevolazione fiscale legata alla cosiddetta “Tremonti-Ter“, può avvenire anche a posteriori andando a presentare una apposita dichiarazione integrativa a proprio favore. A precisarlo con una risoluzione, la numero 132/E, emanata in data odierna, lunedì 20 dicembre 2010, è stata l’Agenzia delle Entrate che quindi apre alla fruizione a posteriori della “Tremonti-Ter” per quei casi in corrispondenza dei quali non è stato possibile avvalersi prima dell’ok, da parte degli organi competenti, della cumulabilità del beneficio con altre agevolazioni fiscali. Allo stesso modo, per chi ha già fruito dello sconto fiscale legato alla “Tremonti-Ter”, ma poi non ha ricevuto l’ok sulla cumulabilità, può andare a presentare, in maniera del tutto speculare, una dichiarazione integrativa “a sfavore” che funge in tutto e per tutto da ravvedimento operoso. Per la dichiarazione integrativa “a favore”, il termine ultimo per poter comunque fruire dell’agevolazione legata alla “Tremonti-Ter” è quello in corrispondenza del quale l’impresa beneficiaria va a presentare la successiva dichiarazione dei redditi rispetto a quella in cui avrebbe dovuto richiedere lo sconto fiscale.
Irap e assunzioni: il Piemonte taglia la base imponibile
La scure della regione Piemonte si è abbattuta in tutta la sua potenza sulla base imponibile dell’Irap: la deduzione fiscale a cui ci stiamo riferendo sarà pari ad almeno cinquemila euro ed è stata pensata per quelle aziende che dal prossimo mese di gennaio intendo assumere nuove persone con contratti a tempo indeterminato. Tra l’altro, questo specifico provvedimento raddoppia il proprio totale nell’ipotesi in cui l’assunto è un soggetto di età superiore ai cinquanta anni e che deve essere ricollocato nel mondo del lavoro. Il tutto, comunque, rientra a pieno titolo nel cosiddetto “piano straordinario per l’occupazione”, un pacchetto da ben 400 milioni di euro; il nuovo bonus non ha alcun limite che è già stato stabilito, anzi viene ad accompagnarsi alle assunzioni a tempo indeterminato, senza alcuna distinzione tra il tempo pieno e il part-time, con uno specifico riferimento ai contratti che verranno attivati da qui al 2013.
Inps: patrimonio netto aumenterà con la riforma
Con la riforma delle pensioni il patrimonio netto dell’Inps, Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, registrerà già entro il 2017 un incremento superiore ai 25 miliardi di euro. Ad affermarlo con un comunicato ufficiale è stato proprio l’Inps nei giorni scorsi anche in risposta ad uno studio presentato dal “Corriere della Sera” nel quale comunque l’autore aveva indicato come preventivo e senza tener conto degli effetti dell’ultima riforma estiva sulla previdenza. Secondo l’Istituto Nazionale per la Previdenza sociale, inoltre, un’altra variabilità non marginale è rappresentata dall’aspettativa di vita che, per fortuna diremo, nel nostro Paese risulta essere in costante crescita. Riguardo invece alla pensione che in futuro percepiranno gli iscritti alla Gestione Separata, l’Inps ha inoltre sottolineato come per questa categoria di lavoratori sia difficile andare a fare delle previsioni; questo perché la loro permanenza nella Gestione Separata è pari in media a cinque anni in virtù del fatto che buona parte di questi lavoratori poi col tempo va a transitare in altri fondi.
Assicurazioni: scade domani il termine per le imposte sui premi
Le imprese che operano tradizionalmente nel ramo delle assicurazioni hanno a disposizione ancora due giorni per far fronte a uno dei loro principali adempimenti con il fisco: la data di domani, infatti, è una scadenza da non mancare da parte di queste società, le quali, in tal modo, possono ottemperare al pagamento di uno specifico e fondamentale tributo, vale a dire l’imposta calcolata sui premi ed accessori. Volendo essere più precisi, il versamento in questione è quello relativo agli incassi che sono stati generati lo scorso mese di novembre, un ammontare a cui, eventualmente, si devono aggiungere anche le compensazioni relative alla tassa sui premi e sugli accessori incassati ad ottobre. Come si deve procedere in questo senso? L’iter da seguire è piuttosto semplice: anzitutto, occorre utilizzare un apposito modello, ovvero l’F23, il quale va consegnato presso le consuete sedi, come ad esempio gli istituti di credito, le agenzie delle poste e i concessionari.
Servizi fiscali online: Umbria, sportello Entrate per la consulenza telematica
Rispetto agli anni scorsi in Italia l’Agenzia delle Entrate offre oramai sempre più servizi non solo orientati alla massima semplificazione, ma con la fruizione direttamente online senza bisogno di doversi recare presso gli sportelli fisici dell’Amministrazione finanziaria dello Stato. Ma come deve comportarsi invece il contribuente che magari non ha una grande dimestichezza nell’uso delle nuove tecnologie? Ebbene, nella Regione Umbria proprio l’Agenzia delle Entrate ha alzato il velo giovedì scorso su un’importante iniziativa consistente nell’apertura di uno sportello di consulenza telematica al fine proprio di avvicinare i cittadini/contribuenti ai servizi fiscali online. A livello operativo, lo sportello nella Regione Umbria partirà lunedì prossimo, 20 dicembre 2010, a Perugia, al numero 12 di Via Canali dove si trova la sede della Direzione dell’Agenzia delle Entrate della Regione Umbria. In questo modo da lunedì prossimo presso il nuovo sportello del Fisco sarà possibile fruire, chiaramente gratis, di consulenza per registrare online i contratti di locazione, per effettuare i versamenti delle imposte, rigorosamente online, con il modello di pagamento F24, e per prenotare gli appuntamenti presso gli Uffici del Fisco utilizzando il Web.
Le auto di lusso diventano alleate del Fisco britannico
I rombanti motori della Rolls Royce e della Ferrari non sono stati di ausilio ad alcuni truffatori britannici per sfuggire alle grinfie dell’amministrazione finanziaria di Sua Maestà: l’HM Revenue & Customs ha infatti scovato delle frodi carosello poste in essere da cinque contribuenti, i quali erano riusciti a sottrarre ben diciassette milioni di sterline alle casse statali, mettendo in piedi una truffa basata essenzialmente sui telefoni cellulari. Si è trattato, quindi, di una vera e propria banda organizzata: in questo senso, per le indagini è stato decisivo l’acquisto di beni di consumo piuttosto costosi e indicativi di una certa ricchezza, come lo sono appunto le due vetture citate in precedenza, le quali da sole venivano a costituire un patrimonio da oltre 400.000 sterline. Questi soggetti, inoltre, detenevano perfino delle proprietà immobiliari nello stesso Regno Unito e in territorio spagnolo.