Agevolazioni fiscali: Tremonti-ter, via libera Fisco a posteriori

di giannip Commenta

La fruizione dell’agevolazione fiscale legata alla cosiddetta “Tremonti-Ter“, può avvenire anche a posteriori andando a presentare una apposita dichiarazione integrativa a proprio favore. A precisarlo con una risoluzione, la numero 132/E, emanata in data odierna, lunedì 20 dicembre 2010, è stata l’Agenzia delle Entrate che quindi apre alla fruizione a posteriori della “Tremonti-Ter” per quei casi in corrispondenza dei quali non è stato possibile avvalersi prima dell’ok, da parte degli organi competenti, della cumulabilità del beneficio con altre agevolazioni fiscali. Allo stesso modo, per chi ha già fruito dello sconto fiscale legato alla “Tremonti-Ter”, ma poi non ha ricevuto l’ok sulla cumulabilità, può andare a presentare, in maniera del tutto speculare, una dichiarazione integrativa “a sfavore” che funge in tutto e per tutto da ravvedimento operoso. Per la dichiarazione integrativa “a favore”, il termine ultimo per poter comunque fruire dell’agevolazione legata alla “Tremonti-Ter” è quello in corrispondenza del quale l’impresa beneficiaria va a presentare la successiva dichiarazione dei redditi rispetto a quella in cui avrebbe dovuto richiedere lo sconto fiscale.

Per le imprese che invece hanno comunque voluto fruire dello sconto fiscale, senza attendere il via libera alla cumulabilità dell’agevolazione, hanno tempo per ravvedersi, sempre con la presentazione di una dichiarazione integrativa, stavolta “a sfavore”, entro e non oltre il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello della dichiarazione originaria; in ogni caso, prima dell’avvio dei controlli, è possibile avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso con la dichiarazione in corrispondenza del periodo di imposta successivo.

Con la Tremonti-Ter, lo ricordiamo, le imprese hanno potuto investire nell’acquisto di macchinari, attrezzature ed apparecchiature nuove potendo far leva sulla detassazione del reddito d’impresa in ragione del 50% del costo sostenuto ed ammissibile. In questo modo il Governo ha voluto incentivare gli investimenti nella ricerca e nell’innovazione al fine di permettere alle aziende di poter andare ad intercettare meglio e prima la ripresa economica.