Una distinzione che è opportuno fare in termini tributari è quella tra le piccole imprese e le grandi aziende che gestiscono trafori e autostrade come beni in concessione: in effetti, come si evince anche da un’attenta lettura della manovra estiva, vi sono moltissimi operatori locali di non grandi dimensioni che sono in grado di gestire i beni pubblici con varie concessioni appunto. I tipici esempi sono offerti dagli impianti sportivi comunali, ma in questo caso bisogna cercare di risolvere i non pochi problemi che si pongono dal punto di vista contabile. Anzitutto, bisogna ricordare che i beni coinvolti in queste specifiche operazioni devono poi essere obbligatoriamente restituiti a quell’ente che li ha concessi, mentre vi sono le proprietà industriali che possono rimanere ai concessionari in tutta tranquillità. Le perplessità rimangono proprio per quel che concerne la restituzione a cui abbiamo appena fatto riferimento.
Soppressione INPS, Inail, provincie
Comuni e Province sono gli enti che per primi si confrontano con i cittadini, ne ascoltano le esigenze e cercano, sulla base della precisa realtà in cui vivono, di dare loro risposte. Gli enti locali conoscono la vita di quel territorio e probabilmente sono i più idonei a comprenderne le necessità. D’altra parte l’eccessiva spesa, le “poltrone inutili”, come vengono spesso definite da chi preferirebbe una minore spesa senza un’abolizione totale degli enti locali. Provincia, Prefettura ma anche Inps, Inail, Ufficio scolastico provinciale, Motorizzazione civile e Camera di Commercio sono gli enti probabilmente destinati a soppressione dopo il decreto legge numero 138 del 13 agosto 2011 emanato dal governo e contenente la norma che abolisce gli enti con meno di 300mila abitanti e i comuni d’Italia con popolazione al di sotto dei mille abitanti.
Scheda carburanti, la scadenza fiscale è fissata per il 31 agosto
Una settimana esatta: è questa la distanza temporale che separa i contribuenti dalla prossima scadenza relativa alla scheda carburanti. Che cos’è di preciso questa scheda? Si tratta di un documento molto utile ai fini fiscali, in quanto permette di documentare nel dettaglio quali sono stati gli acquisti di un qualsiasi tipo di carburante (quindi non si fa alcuna distinzione tra le tipologie più diffuse, vale a dire la benzina, il gasolio, il metano e il gpl); gli acquisti in questione devono essere stati realizzati negli impianti stradali da parte dei soggetti passivi Iva al momento del compimento di un lavoro autonomo o di un’attività d’impresa.
Marcegaglia: occcorre agire su Iva e pensioni, no al contributo di solidarietà
Il numero uno di Confindustria in un’intervista al ‘Messaggero’ chiede modifiche al dl per favorire la crescita e boccia l’ipotesi di tassare i capitali scudati e anche quella di uno scudo-bis. La presidente di Confindustria per la quale “il problema di oggi non è cambiare il governo, ma fare le cose che servono”. La presidente sottolinea che, nonostante i tanti errori l’Italia é un Paese grande e che con questo provvedimento (la recente manovra finanziaria) é stato evitato un burrone, propone però delle modifiche o quantomeno, degli aggiustamenti.
Carte di credito: niente spesometro nei negozi
Il classico metodo di pagamento con cui hanno a che fare ogni giorno gli esercizi commerciali è quello delle carte di credito: sono proprio queste operazioni che devono essere monitorate con la massima attenzione dal punto di vista fiscale. In effetti, prendendo alla lettera sia il Decreto Sviluppo che la recente manovra estiva del governo non si possono includere nel cosiddetto spesometro tutti i movimenti effettuati in questo modo. Per quale motivo? I pagamenti tramite carte di credito, carte di debito e prepagate sono di fatto esonerati dagli obblighi di comunicazione elettronica di quelle operazioni che sono almeno pari a tremila euro netti (3.600 euro se si vuole includere anche l’Imposta sul Valore Aggiunto); l’obiettivo principale di questi provvedimenti è quello di rendere ancora più proporzionale il sistema tributario, cercando di scongiurare, per quanto possibile, che i contribuenti paghino degli oneri finanziari inutili e senza alcuna giustificazione.
Evasione fiscale: é la cultura a dover cambiare
È l’affermazione del presidente della Provincia di Rimini, Stefano Vitali, che commenta alcuni dati preoccupanti: dai 205 controlli effettuati tra giugno e agosto in strutture ricettive dalla Guardia di finanza sono emerse 178 mancate emissioni di ricevute fiscali; le 150 mancate emissioni di scontrini fiscali da parte di alberghi, pubblici esercizi e ristoranti nel week end ferragostano. In questo periodo le Fiamme Gialle si concentrano soprattutto sulle attività balneari perché spesso in questo settore c’è un’evasione più elevata. Cresce così l’evasione fiscale in Italia che si conferma primatista europeo con il 51,1% del reddito imponibile non dichiarato.
F24, anche gli Oicr hanno il loro codice tributo
La risoluzione 83/E pubblicata dalla nostra amministrazione finanziaria risale ormai a diverso tempo fa, visto che reca la data dello scorso 8 agosto, ma la sua importanza rimane fondamentale: in pratica, tale documento ha introdotto un apposito codice tributo anche per quei pagamenti che vanno a riferirsi alle partecipazioni agli Oicr italiani e del Lussemburgo. La sigla in questione è ben conosciuta dagli investitori e significa letteralmente Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio, i quali assumono rilevanza anche in merito alla compilazione del modello F24. Più precisamente, questo codice (1061) servirà per mettere in luce qual è la ritenuta esatta sui redditi di capitale che scaturiscono appunto dalla partecipazione.
Agevolazioni tasse terremotati sospese?
La manovra finanziaria é al centro delle polemiche di questi giorni e continua a scaldare gli animi dei contribuenti, preoccupati sui nuovi possibili balzelli che si dovranno pagare, presto o tardi. Nessuno però sembra abbia notato che nella manovra non viene fatto alcun cenno alla situazione dei terremotati dell’Abruzzo. Nella Gazzetta ufficiale del 17 agosto, dove è riportato il testo del decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, la cosiddetta manovra finanziaria 2011, non c’è nessun riferimento alle tasse sospese dopo il terremoto. Un colpo durissimo per l’economia di una città e un territorio che non si sono ancora del tutto ripresi dalla catastrofe che li ha colpiti non molto tempo fa.
Tassazione ambientale: un rimedio contro la crisi?
Manovra estiva e tassazione ecologica, qualcuno ha pensato a quanto stretta può essere questa correlazione? Le ipotesi più convincenti parlando di un vero e proprio trasferimento di oltre cinquanta miliardi di imposte dal mondo del lavoro a quello delle risorse non rinnovabili, una vera e propria manna dal cielo per l’ambiente. La tassazione in questione dovrebbe quindi aumentare, anche a livello locale, una mossa che non è affatto innovativa, visto che se ne parla già dagli anni Novanta. Stavolta, però, si punta soprattutto a rinvigorire il settore e a dare una risposta pronta e concreta alla crisi economica.
Il caso: Facebook contro il Vaticano, siamo a 90000 “Mi Piace”
Parole sicuramente condivisibili sono arrivate dall’ultimo intervento del cardinale Bagnasco:
Appello alla coscienza di ciascuno, perchè questo dovere sia assolto da tutti
Con riferimento all’evasione fiscale in Italia, il Presidente della CEI condivide l’idea che questa sia una piaga radicata nei cittadini italiani (alimentata forse da una pressione fiscale mirata verso i più deboli, anche se questo non è stato detto) ed è fondamentale combatterla per garantire la ripresa del paese. Sarebbe stato interessante se il Cardinale avesse però concentrato il suo intervento sul vero fenomeno del momento, che ha invece deviato con una frase non troppo interessante:
Sono davvero dispiaciuto per quanto ho letto in questa pagina: si confonde Chiesa, fede, Papa, Dio
Stiamo parlando del popolo di Facebook contro il Vaticano, ovviamente, che manifesta tutto il suo disappunto in una pagina creata ad hoc.
L’evasione fiscale italiana è il solo problema per le casse dello Stato di cui vale discutere quindi?
Evasione: 7 parrucchieri su 10 non rilasciano ricevuta
Quando si offre un servizio probabilmente può essere più facile evitare di rilasciare lo scontrino fiscale. Uscendo da un negozio con una busta carica di spesa dinanzi a un controllo della Guardia di Finanza, sicuramente non é possibile celare un acquisto. Diverso è il caso di chi offre dei servizi, nello specifico: i parrucchieri. Uscire ben pettinate da un saloon risulta (almeno secondo i parrucchieri) meno “rischioso” di un acquisto dal negozio sotto casa non munito di scontrino. Molti parrucchieri infatti non rilasciamo lo scontrino in 7 casi su 10. E’ questo ciò che è emerso dell’inchiesta condotta da Krls Network of Business Ethics per conto di ”Contribuenti.it Magazine” dell’Associazione Contribuenti Italiani, presentata in questi giorni a Portoferraio (Isola d’Elba). I metodi volti a ridurre o eliminare il prelievo fiscale attraverso la violazione di specifiche norme fiscali sono in aumento. Tipicamente avviene attraverso operazioni di vendita effettuate senza emissione di fattura o di ricevuta o scontrino fiscale, in questo modo si profila il caso di “vendita in nero”.
Italia primato per l’evasione fiscale della comunità cinese
I cinesi stanno sommergendo la nostra economia, é facile accorgersene. Qualsiasi cosa noi compriamo riporta la scritta “Made in China” e se talvolta invece leggiamo “Made in P.R.C.” non fraintendiamo, significa Popular Republic Chinese. I loro prodotti costano pochissimo rispetto a quelli Made in Italy e mentre la qualità meriterebbe un capitolo a parte, sono in molti a preferire risparmio e convenienza, soprattutto in questo periodo di turbolenze finanziarie. L’Associazione Contribuenti Italiani ha aumentato la dose con i dati di una indagine sugli imprenditori e commercianti cinesi che… non pagano le tasse.
Marcia degli Onesti contro gli evasori
Niente sciopero fiscale o sciopero della spesa, come avvenuto in passato. Adusbef e Federconsumatori, a seguito dell’approvazione della nuova manovra finanziaria da 45 miliardi di euro, hanno reso noto che per il 15 settembre prossimo hanno organizzato la “Marcia degli Onesti” contro gli evasori fiscali, nelle principali città italiane. La marcia culminerà nello stesso giorno in un sit in finale, davanti a Montecitorio, a partire dalle ore 11; il tutto affinché i cittadini e contribuenti onesti, sempre più con le tasche vuote, possano riempirle con i soldi che gli evasori per anni nel nostro Paese hanno scippato. Con la “Marcia degli Onesti“, tra l’altro, Adusbef e Federconsumatori chiedono che finalmente coloro che hanno rimpatriato i capitali, i cosiddetti capitali scudati, paghino il 20% di tasse e non quel risibile 1-2% attualmente proposto che si legge sui giornali.
Tassa sui capitali scudati, la proposta del PD
Il Partito democratico ha proposto al governo di introdurre nella manovra economica una disposizione che tocchi i capitali scudati. Di cosa si tratta? Dovremmo tornare un po’ indietro nel tempo e parlare di scudo fiscale. Si tratta di una tipologia di regolarizzazione in materia tributaria e penale simile ad un condono perché inibisce l’azione penale e di accertamento tributario. La condizione perchè questo “condono” fosse realizzato era il rientro dei capitali in Italia. Ha sanato solo pochi mesi fa alcuni comportamenti irregolari effettuati dai contribuente riguardo alla produzione e detenzione di capitali detenuti all’estero derivanti da redditi non denunciati e presumibilmente imponibili.