Manovra finanziaria: la tassazione del money transfer

 Nell’intricata giungla della manovra finanziaria approntata dal governo figura una tassazione di cui non si sta parlando molto: si tratta dell’imposizione fiscale relativa ai trasferimenti di denaro e al recupero di quelle cifre che non sono state riscosse mediante il condono di nove anni fa. Nello specifico, i tributi in questione sono stati già decisi e stabiliti, ora sarà compito della Commissione Bilancio del Senato valutare la reale opportunità di tali provvedimenti. Per quel che riguarda il recupero del denaro a cui si faceva riferimento in precedenza, c’è da dire che il prossimo 31 dicembre sarà il termine ultimo da rispettare in maniera perentoria, altrimenti si rischia di ricevere una multa di importo pari alla metà delle somme stesse. Tra l’altro, la Finanza potrebbe decidere in questi casi di controllare in modo ancora più approfondito anche altri periodi d’imposta.

Il nuovo dialogo tra i cittadini e l’Inps

 Il rapporto tra i cittadini e l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (Inps) non è più lo stesso da diverso tempo a questa parte: nello specifico, tale dialogo sta mutando in maniera quasi totale, visto che tutte le istanze e le varie richieste che in precedenza venivano effettuate in modo tradizionale ora sono state rimpiazzate dalle più moderne tecniche telematiche ed elettroniche. Come sta procedendo dunque questo mutamento? Il servizio tipico delle Poste, oppure gli sportelli delle varie sedi Inps sembrano un lontano ricordo, ma c’è ancora molto lavoro da fare in tal senso. È per questo motivo che l’ente previdenziale ha deciso di pubblicare di recente un’apposita circolare, la quale ha chiarito diversi aspetti relativi alla tempistica: nello specifico, ora si sa con certezza quali saranno i tempi entro i quali si dovranno presentare, mediante la modalità telematica, le varie istanze, con il 1° aprile del prossimo anno che andrà a rappresentare l’ultima data disponibile per la conclusione di queste revisioni.

Manovra: troppa incertezza dalla stretta fiscale?

 “Troppo il peso dato all’evasione fiscale” é il commento dell’Ue sulla manovra fiscale che dal mese scorso é al centro di studi, discussioni e polemiche. Dall’Unione Europea arrivano per il governo segnali di allarme rispetto alle modifiche annunciate al provvedimento di correzione dei conti, i vertici esprimono preoccupazione nel vedere un eccessivo affidamento alle misure sulla lotta contro l’evasione fiscale. La stretta sugli evasori, in pratica, non garantirebbe la stessa certezza di entrate che forniva il cosiddetto contributo di solidarietà e che non è stato concretizzato, o la misura sulle pensioni (eliminati e che dovrebbero essere compensati dalla lotta all’evasione). Tremonti ha sottolineato che nella manovra non ci sarà alcuna misura di condono o scudo fiscale perché si tratterebbe di interventi “una tantum”.

Cooperative, previsto un aumento d’imposta

 I bonus fiscali sono destinati a diventare un lontano ricordo per le società cooperative: il provvedimento rientra tra le varie misure adottate dal Governo per tentare di far quadrare i conti del nostro paese. Le agevolazioni destinate al settore mutualistico potrebbero dunque ridursi in maniera significativa, mentre ad aumentare sarebbe la relativa tassazione sugli utili che solitamente vengono accantonati come riserva. Si parla, nello specifico, di un incremento pari a dieci punti percentuali e inevitabilmente stanno sorgendo le polemiche, in quanto il comparto ha lanciato l’allarme sui possibili danni che potrebbe subire. È giusto accanirsi contro le imprese che operano in maniera solidale? La Confcooperative non ci sta e ha espresso tutto il proprio risentimento insieme alla Legacoop.

Depositi Iva: dal 12 settembre vi saranno delle restrizioni

 I depositi fiscali dell’Iva sono saliti agli onori della ribalta per la prima volta quattordici anni fa: era infatti il 1997 quando fu istituita questa particolare agevolazione tributaria, la quale va a riferirsi direttamente agli scambi commerciali che avvengono a livello intracomunitario. Quali vantaggi offrono di preciso? Il versamento dell’imposta in questione subisce un differimento temporale quando si tratta di estrarre le merci che sono state depositate. Ebbene, una novità di rilievo sta per riguardare proprio tali depositi. In effetti, manca ormai pochissimo all’introduzione di specifiche restrizioni sulla garanzia. La certezza si è avuta poco più di un mese fa, quando l’Agenzia delle Dogane ha provveduto a pubblicare un’apposita nota: tale documento ha messo in luce come l’innovazione diventerà una realtà concreta a partire dal prossimo 12 settembre, quindi tra undici giorni esatti.

La manovra finanziaria si abbatte sulle pensioni

 Non c’è accordo sulle pensioni tra il Pdl e la Lega nonostante una prima intesa che si era raggiunta durante l’incontro ad Arcore. La manovra anti-crisi, ora punta il mirino sulle pensioni. Finora i lavoratori con 40 anni di versamenti potevano continuare ad andare in pensione senza la necessità di raggiungere un’ età minima. Questo non é stato modificato. Ma dal 2012 serviranno 40 anni di lavoro effettivo, al netto del riscatto della laurea e del servizio militare, mentre prima questi anni potevano essere aggiunti. Una manovra su cui sono stati elevati “Dubbi di costituzionalità” appunto per la norma relativa al servizio di leva per una palese discriminazione di genere e di condizione.

Ici: per la Cassazione paga sempre il comproprietario

 La Cassazione si è occupata di materie fiscali circa due mesi fa, ma la pubblicazione della sentenza in questione ci viene resa noto solo dopo questo lungo periodo di tempo: il riferimento va, infatti, a una pronuncia dello scorso 6 luglio, quando i giudici di Piazza Cavour sono dovuti intervenire in relazione all’Imposta Comunale sugli Immobili (Ici). Nel dettaglio, è stato riconosciuto di fatto che il versamento di questo tributo deve essere realizzato sempre da quel soggetto che svolge il ruolo di comproprietario dell’edificio. Più precisamente, la Suprema Corte ha dovuto chiarire la casistica in base alla quale l’immobile stesso va assegnato in maniera completa al familiare del contribuente, qualora si tratti di una vera e propria separazione. Tutto è nato da un edificio che, per l’appunto, era di proprietà di due fratelli, ma che poi era stato assegnato alla cognata del contribuente coinvolto dalla separazione. È stato proprio quest’ultimo a ricorrere contro le imposizioni della nostra amministrazione finanziaria, ritenendo inopportuno e ingiustificato l’avviso di accertamento fiscale relativo alla propria comproprietà.

Niente contributo di solidarietà e tassa sull’evasione

 Il vertice con la Lega ha sancito importanti modifiche al provvedimento di correzione dei conti. Ad Arcore, Berlusconi e Bossi, durante un incontro durato sette ore, dalla manovra da 45,5 miliardi scompare definitivamente il contributo di solidarietà e anche la tassa sull’evasione. Il contributo di solidarietà, ricordiamo, nella pratica conteneva un aumento della pressione fiscale per i redditi superiori a 90.000 euro (unica categoria che sarà tassata sarà quella dei parlamentari), la seconda (la tassa sugli evasori, cioè la tassa su coloro che non pagano le tasse), invece, era a tutti gli effetti una patrimoniale retroattiva, ovvero l’oggetto a cui si riferisce è il patrimonio su cui non sono state pagate le tasse, in pratica un metodo per usare il patrimonio come strumento di calcolo.

Tassa junk food necessaria, 1 obeso su 2 entro il 2030

 Alcuni la chiamano “pandemia globale”, il termine medico adatto é: obesità. Sembra che entro 20 anni il 50% della popolazione sarà obesa. E’ allarme nel mondo medico per i ritmi di crescita della popolazione molto in carne. Secondo uno speciale pubblicato su ‘Lancet’, entro il 2030 quasi una persona su due (lo studio si riferisce nello specifico a USA e Gran Bretagna) soffrirà di questo problema. Il rimedio? Una tassa sul junk food. Un balzello su tutto quello che è malsano e che fa lievitare taglie e bilancia. Sono necessarie azioni più dure, compresa la tassazione del ‘junk food’, da parte di tutti i governi per contrastare questa situazione che colpisce sempre più persone.

La Coldiretti apre alla tassa sulle bevande gassate

 Anche la Coldiretti ha deciso di scagliarsi contro l’obesità e il cibo spazzatura: uno dei principali fattori scatenanti di questo problema, infatti, viene rinvenuto nel consumo di bevande che presentano anidride carbonica, tanto che ormai la dieta mediterranea viene sempre più snobbata a tavola. Secondo la confederazione dei coltivatori, in particolare, non sarebbe poi così sbagliato seguire l’esempio della Francia, la quale ha recentemente fissato la propria imposizione fiscale in merito alle bibite in questione, in primis quelle più famose prodotte dalle multinazionali americane. È soprattutto il consumo di frutta e verdura che risente di questa passione dei ragazzi, anche quelli del nostro paese.

Vertice di Arcore: ferma l’Iva, intesa su pensioni niente contributo e accorpamento comuni

 Dopo sette ore di riunione i vertici di Pdl e Lega Nord lasciano Villa San Martino di Arcore senza lasciare dichiarazioni ma evidentemente soddisfatti del proprio lavoro. Tanto sono stati i temi trattati, anche se il focus era su pensioni e iva come si poteva immaginare.

“Molto bene” dice Tremonti, ed effettivamente una buona notizia è emersa: nessuna modifica all’Iva, almeno per il momento. Tolto il contributo di solidarietà e sostituito con provvedimenti sulle pensioni, abolizione delle province per via costituzionale confermata. E proprio questo è il punto più critico della giornata, visto che Sindaci e Cittadini si sono movimentati in massa (chi parla di centinaia di persone, chi di migliaia, ancora non si capisce) per protestare davanti a Montecitorio contro l’accorpamento dei piccoli comuni.

Tassa di soggiorno in arrivo a Venezia

 Venezia é una città già piuttosto cara. Chi si è recato per un week end o per una vacanza più lunga avrà potuto notare come il costo di una semplice margherita in alcuni ristoranti sia pari quasi a 10 volte quello in un normale paesino di provincia. A partire da oggi però sembra che Venezia sarà un pò più cara: si dovrà infatti pagare la tassa di soggiorno se si pernotta nella città lagunare. Gli alberghi della splendida città non sono certamente low cost, ma questo ulteriore balzello potrebbe portare i vacanzieri a decidere di dormire nelle aree limitrofe.

Italia-San Marino, l’intesa fiscale è vicina

 Italia e San Marino non hanno vissuto un rapporto molto disteso negli ultimi tempi, soprattutto se si considera il problema della trasparenza fiscale: ora, invece, il dialogo sembra finalmente decollato, così confermato con grande ottimismo da Franco Frattini, ministro degli Esteri. Lo stesso discorso non si può fare, invece, per la Svizzera, dato che per ottenere una collaborazione simile si dovrà attendere ancora del tempo. Che cosa è successo di preciso? Il nostro paese e la piccola Repubblica del Titano sono in procinto di siglare un fondamentale accordo relativo all’ambito tributario, un’intesa che dovrebbe vedere la luce nei prossimi mesi autunnali e che prevede una sinergia sempre più marcata tra le due polizie, in modo da scongiurare il problema più annoso da questo punto di vista, vale a dire quello delle doppie imposizioni.

Salerno quantifica la propria tassa di soggiorno

 La tassa di soggiorno rimane un argomento molto attuale nonostante l’estate sia praticamente agli sgoccioli. Anche il comune di Salerno ha deciso di far conoscere le proprie intenzioni a tal proposito: quale applicazione ci sarà dunque nel capoluogo campano? Anzitutto, bisogna spiegare che l’intento è quello di recuperare quanto verrà perso in bilancio, visto che già si parla di un passivo pari a quindici milioni di euro. Pertanto, il sindaco Vincenzo De Luca ha chiairto che l’imposta avrà un ammontare ben preciso. Il contributo sarà richiesto ai visitatori e le polemiche sono state stroncate sul nascere, con lo stesso primo cittadino che ha rassicurato sul quantitativo esiguo di questa misura fiscale.