Sei giorni esatti: i cosiddetti “cervelli” che sono rientrati nel nostro paese devono infatti prestare la massima attenzione alla data del prossimo 29 ottobre, una scadenza fiscale che è stata istituita dalla nostra amministrazione finanziaria proprio per tali soggetti. Di cosa si tratta esattamente? Tutti quei lavoratori dipendenti che possono vantare una assunzione entro lo scorso 29 luglio sono interessati; inoltre, questi stessi contribuenti devono dimostrare il possesso di quei requisiti che sono previsti espressamente dalla Legge 238 del 2010 (“Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia”). Che cosa si chiede ad essi?
Uniemens: si avvicina la scadenza del 31 ottobre
La fine di questo mese di ottobre si avvicina in maniera molto rapida e con essa è sempre più prossima anche una scadenza fiscale che riguarda da vicino i sostituti d’imposta: si tratta della data del prossimo 31 ottobre, entro la quale i datori di lavori e i cosiddetti consulenti “intermediari” (attivi soprattutto in ambito assicurativo e previdenziale) è necessario presentare il flusso Uniemens individuale. Quest’ultimo va comunicato esclusivamente attraverso la modalità elettronica, avendo cura di aggregare in maniera corretta tutte le informazioni e tutti i dati che si riferiscono alla contribuzione del mese di settembre, quindi quello precedente a quello attuale.
Imposta provinciale di trascrizione: le critiche di Federauto
Federauto Trucks, una delle divisioni più importanti della federazione che raggruppa i concessionari automobilistici del nostro paese, ha voluto esprimere la propria opinione in merito alla cosiddetta Imposta Provinciale di Trascrizione: l’ultima manovra economica che il nostro governo ha approntato prevede proprio un incremento di questo specifico tributo, un provvedimento che va sicuramente contro gli automobilisti e che rappresenta in pratica uno dei tanti aumenti del prelievo tributario che colpisce i proprietari di vetture. Quello che la divisione in questione vuole sottolineare è che ci si è dimenticati di citare le conseguenze che potrebbero subire i veicoli di tipo industriale, i quali dovrebbero sopportare addirittura i rincari maggiori.
Liti fiscali “minori”: l’adempimento col modello F24
Le liti con il Fisco sono praticamente all’ordine del giorno, ma ve ne sono alcune che vengono considerate “minori”: come hanno specificato i consulenti del lavoro, c’è tempo fino al prossimo 30 novembre per il versamento tramite il consueto modello F24, mentre il 2 aprile del 2012 è la data di riferimento per quel che concerne la domanda di definizione delle liti stesse. Queste ultime, comunque, devono possedere dei requisiti ben precisi. Ad esempio, la pendenza deve riferirsi al 1° maggio scorso e deve coinvolgere le Commissioni Tributarie o, in alternativa, la Corte di Cassazione: ovviamente, poi, la parte con cui si litiga non può che essere la nostra amministrazione finanziaria. In aggiunta, il valore della lite non deve superare il limite dei ventimila euro complessivi.
Evasione fiscale per Unicredit, sequestrati 345 mld
Unicredit è stata accusata di evasione fiscale nell’ambito di alcune complesse operazioni che risalgono al periodo 2007-2009. Sembra che queste operazioni non avessero un fondamento economico e l’unico scopo fosse quello di evadere il fisco. Questo é il sospetto del gip di Milano Luigi Varanelli. Su richiesta del procuratore aggiunto Alfredo Robledo, ha sottoposto a sequestro preventivo 245 milioni di euro depositati dalla banca di Piazza Cordusio preso Banca d’Italia, perchè Unicredit avrebbe posto in essere, insieme a Barclays delle operazioni appunto volte ad evadere il fisco. I sospetti degli investigatori si concentrano nello specifico sulle operazioni “Brontos” che avrebbero celato dietro dei semplici depositi interbancari tra Unicredit e Barclays delle dichiarazioni fiscali fraudolente.
Redditometro: la sperimentazione parte il 25 ottobre
La data da segnare con un cerchio rosso sul calendario fiscale è davvero vicina: si tratta del prossimo 25 ottobre, giorno dal quale entrerà in funzione il nuovo redditometro, con la presentazione ufficiale da parte della nostra amministrazione finanziaria, in modo da avviare con una certa rapidità la sperimentazione vera e propria. È uno strumento di cui si sente parlare da parecchio tempo e finalmente sta anche per diventare una realtà concreta. Come verrà strutturato esattamente? Sono previste ben cento voci di spesa, ovviamente solo quelle più importanti a livello tributario, con una opportuna suddivisione in base alle categorie e a undici tipi di famiglia. La sua funzione sarà quella di misurare in modo accurato quanto sono corrispondenti i redditi dichiarati e le spese che sono state effettuate.
In Inghilterra la Boob Tax per i ritocchi
Un intervento al seno o alle labbra? Zampe di gallina o rughe di espressione? In Inghilterra arriva la ‘Boob Tax’, ovvero la tassa sugli interventi di chirurgia estetica. Non tocca quelle persone che, per incidenti gravi, devono sottoporsi a plastiche ma coloro che, non vedendosi forse perfette, decidono di rivolgersi al chirurgo per ottenere ciò di cui madre natura non le ha dotate. Semplicemente è una tassa rivolta a chi si rivolge al chirurgo plastico per meri ritocchi senza che sia un vero fondamento medico. Nello specifico sarà applicata una quota IVA pari al 20% applicata ad ogni intervento di chirurgia estetica. È facile immaginare quindi che le casse dello Stato beneficeranno parecchio di questa tassa, considerato il propagarsi del ricorso alla chirurgia estetica. Come prevedibile sono già scattate le polemiche da parte dei chirurghi.
Ccnl: ultimi tre giorni per i versamenti delle agenzie marittime
Mancano soltanto tre giorni per far fronte a una delle scadenze fiscali più importanti per quel che concerne il Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl): il prossimo 20 ottobre, infatti, rappresenta il termine ultimo per le imprese attive nel campo della spedizione e per le cosiddette agenzie marittime per il versamento dei contributi maturati nel corso del mese di settembre. Volendo essere ancora più precisi, c’è da dire che la data in questione si riferisce ovviamente a quelle aziende che sono solite applicare il contratto stesso del settore merci; in effetti, questi contributi previdenziali sono fondamentali per il fondo degli impiegati attivi nei comparti citati in precedenza. Un ulteriore elemento che deve essere tenuto bene in mente è il fatto che il pagamento dei contributi e l’invio delle distinte relative alla contribuzione sono due operazioni che vanno poste in essere sfruttando la via telematica, visto che non esistono altre alternative in tal senso.
Sei anziano? A Pescara una tassa ad hoc
Si parla tanto di pensioni minime, di anziani che non ce la fanno ad arrivare a fine mese, di famiglie i cui risparmi vengono alienati dalla crisi crescente. Gli anziani, che spesso vediamo nei centri di ritrovo, nei circoli, a chiacchierare sull’ultima riforma finanziaria con il ciglio di chi di vita ne ha vissuta tanta o a giocare a carte se preferisce un momento di puro svago, d’ora in poi dovrò pagare cara la sua partita a tresette. Anche se sono solo 25 euro all’anno, come ha sottolineato l’assessore alle politiche sociali del Comune Guido Cerolini.
Cassazione: i prestanome pregiudicano la detrazione dell’Iva
La Corte di Cassazione non poteva essere più chiara e la sua crociata contro i prestanome potrà ora beneficiare di un nuovo punto a favore: gli “ermellini” di Piazza Cavour sono infatti entrati nuovamente nel merito fiscale, stabilendo che la detrazione relativa all’Imposta sul Valore Aggiunta non può essere concessa in alcun modo quando il contribuente ha acquistato la merce da una società che rappresenta di fatto il prestanome del fornitore vero e proprio (il cosiddetto “imprenditore occulto” come si suole definirlo). La motivazione è presto detta, visto che le fatture tributarie che vengono poste in essere in questi casi sono destinate a operazioni che non esistono dal punto di vista soggettivo, quindi perché pensare a qualcosa di concreto come questa agevolazione fiscale? La pronuncia in questione risale a quattro giorni fa, ma ha una rilevanza fondamentale.
Bankitalia: le tasse sono troppe ma forse tornerà l’ICI
a una parte l’elevata pressione fiscale in Italia rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea, dall’altra la necessità di fornire nuova liquidità alle casse dello Stato, diminuire il debito pubblico e affrontare meglio questo crisi che infierisce sugli stati del Vecchio Continente. Sul piatto della bilancia quindi due scelte: la pressione fiscale è troppo alta e sbilanciata, frena la crescita, bisognerebbe rimodellare le aliquote e i tributi agevolando quelli sul lavoro, si potrebbe ripensare quindi a reintrodurre l’ Ici sulla prima casa, oltre a inasprire la lotta all’ evasione, anche con il potenziamento di redditometro e denaro elettronico. É l’osservazione della Banca d’Italia che ieri, nel corso di un’ audizione in Parlamento del capo economista Daniele Franco, ha messo sotto osservazione la manovra varata a metà agosto per anticipare e accelerare il riequilibrio dei conti pubblici.
Anche Assonime si scaglia contro la riforma fiscale
La riforma fiscale non è piaciuta assolutamente alla Corte dei Conti, che cosa ne pensa invece Assonime, l’associazione che raggruppa le società per azioni del nostro paese? Il presidente Luigi Abete è intervenuto presso la Commissione Finanze del Senato, esprimendo proprio la sua opinione a tal proposito: a suo parere, infatti, qualsiasi tipo di riforma tributaria necessita in ogni caso di una contestuale riduzione del peso della spesa pubblica nei confronti del prodotto interno lordo. La pressione del Fisco può essere ridotta soltanto in questa maniera, mentre le misure della riforma del governo secondo le spa faranno aumentare questo dato fino al 45%, un livello davvero troppo elevato, oltre che un unicuum dal punto di vista storico. Assonime ha quindi proposto le linee guida alternative in tale maniera.
Beni aziendali, presto un modello ad hoc per la comunicazione
La nostra amministrazione finanziaria sta pianificando nel dettaglio la comunicazione tributaria che andrà a riguardare da vicino alcuni beni societari che vengono solitamente concessi in uso a soci aziendali o parenti: in effetti, l’intenzione dell’Agenzia delle Entrate è quella di attuare quanto contenuto all’interno della cosiddetta “manovra di Ferragosto”. Questo testo normativo fa riferimento, tra le altre cose, anche agli immobili, alle imbarcazioni e alle autovetture, sui quali andranno condotte delle accurate verifiche per appurare il corretto utilizzo in questione. Le Entrate hanno voluto anticipare questo lavoro ai media, ricordando che a breve verrà predisposto finalmente il modello che dovrà essere sfruttato da tutti i soggetti coinvolti per comunicare tali informazioni, oltre che per migliorare i controlli sulle società che devono effettuare la comunicazione stessa.
Modello F24 Elementi Identificativi per il superbollo
Il Decreto del Ministero dell’Economia dello scorso 7 ottobre è il testo normativo di riferimento per quei contribuenti che devono pagare il bollo relativo alle auto potenti (il cosiddetto “superbollo”): la legge è stata pubblicata in una delle ultime Gazzette Ufficiali, quindi ora ha anche i crismi dell’ufficialità ed è ad essa che ci si deve rivolgere per conoscere tutte le modalità dell’adempimento fiscale in questione. Il bollo citato in precedenza, infatti, non è altro che una vera e propria tassa, un tributo di cui si è cominciato a parlare tre mesi al momento della sua introduzione, ma di cui si conoscevano ancora pochi aspetti. Chi è tenuto a pagare l’imposta automobilistica? Il decreto stesso precisa che la platea viene composta da quei soggetti che sono intestatari di un’autovettura soggetta al superbollo alla data dello scorso 6 luglio.