Liti fiscali “minori”: l’adempimento col modello F24

di Simone Commenta

Le liti con il Fisco sono praticamente all’ordine del giorno, ma ve ne sono alcune che vengono considerate “minori”: come hanno specificato i consulenti del lavoro, c’è tempo fino al prossimo 30 novembre per il versamento tramite il consueto modello F24, mentre il 2 aprile del 2012 è la data di riferimento per quel che concerne la domanda di definizione delle liti stesse. Queste ultime, comunque, devono possedere dei requisiti ben precisi. Ad esempio, la pendenza deve riferirsi al 1° maggio scorso e deve coinvolgere le Commissioni Tributarie o, in alternativa, la Corte di Cassazione: ovviamente, poi, la parte con cui si litiga non può che essere la nostra amministrazione finanziaria. In aggiunta, il valore della lite non deve superare il limite dei ventimila euro complessivi.

Tra l’altro, se si discute di sanzioni pecuniarie e multe, l’importo di riferimento è quello di queste penalità. L’operazione da porre in essere è davvero molto semplice. In effetti, nel modello in questione dovrà essere utilizzato il codice tributo 8082, ma c’è anche la possibilità di scomputare le somme che sono state versate in pendenza di giudizio. La compensazione e il pagamento attraverso la modalità rateale, invece, non sono ricompresi in alcun modo.

Un altro obiettivo che si intende perseguire in tal senso è quello di rendere più agevole la comunicazione tra le parti in causa, quindi i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate stessa: è proprio per questo motivo che sono stati individuati i responsabili per la definizione semplificata in relazione a ogni Direzione Provinciale (esistono anche delle caselle di posta elettronica per i vari appuntamenti del caso). Infine, si possono ricordare quali sono i testi normativi alla base di tutta questa casistica: il Decreto 98 del 2011 identifica i soggetti che definiscono le liti fiscali, mentre la Legge 289 del 2002 (la Finanziaria del 2003) include tutti i chiarimenti in merito al pagamento delle somme.