Anche Assonime si scaglia contro la riforma fiscale

di Redazione Commenta

La riforma fiscale non è piaciuta assolutamente alla Corte dei Conti, che cosa ne pensa invece Assonime, l’associazione che raggruppa le società per azioni del nostro paese? Il presidente Luigi Abete è intervenuto presso la Commissione Finanze del Senato, esprimendo proprio la sua opinione a tal proposito: a suo parere, infatti, qualsiasi tipo di riforma tributaria necessita in ogni caso di una contestuale riduzione del peso della spesa pubblica nei confronti del prodotto interno lordo. La pressione del Fisco può essere ridotta soltanto in questa maniera, mentre le misure della riforma del governo secondo le spa faranno aumentare questo dato fino al 45%, un livello davvero troppo elevato, oltre che un unicuum dal punto di vista storico. Assonime ha quindi proposto le linee guida alternative in tale maniera.

Anzitutto, i carichi fiscali devono subire un opportuno riequilibrio, il quale dovrebbe durare però almeno cinque anni; nel dettaglio, l’aumento del gettito relativo all’Imposta sul Valore Aggiunto deve essere uniforme per quel che concerne la sua aliquota ordinaria, una misura che può garantire circa venticinque miliardi di euro, utili anche per ridurre l’aliquota Irpef sul primo scaglione. In aggiunta, è necessario prelevare ogni anno sulle attività patrimoniali delle persone fisiche, il cosiddetto “contributo per la trasparenza e la crescita” e che prevede un’aliquota non superiore al due per mille (stavolta è l’Ires a ridursi).

Un ulteriore elemento citato da Abete è la stabilità della tassazione del reddito imprenditoriale, visto che per il momento ciò non è stato reso possibile da una serie infinita di regimi speciali di aliquota, un evento che ha di fatto spaventato gli investitori. Infine, occorre migliorare e ordinare la lotta all’elusione fiscale: l’idea è quella di sperimentare nuove collaborazioni tra le imprese e l’Agenzia delle Entrate per circoscrivere i fenomeni in questione, un po’ come accade già da diverso tempo in altre nazioni, in particolare in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e in Canada.