Agenzia delle Entrate apre indagini sul tenore di vita

 Un triste classico all’Italiana è quello di permettersi lussi incompatibili con il reddito dichiarato; le situazioni che negli anni si sono sviluppate hanno dell’incredibile e si scoprono possessori  di barche (di un certo livello) che secondo la dichiarazione personale non potrebbero permettersi neanche un’automobile e tanti altri casi “limite” come questo.

L’ultima notizia in merito riguarda un dentista di Roma, scoperto evasore fiscale per oltre 8 milioni di euro in cinque anni; la discrepanza tra tenore di vita e reddito dichiarato ha insospettito la Guardia di Finanza, che dopo l’avvio delle indagini non ha ottenuto risposte convincenti dal professionista riguardo le movimentazioni di soldi degli ultimi anni.

Il punto cardine della lotta all’evasione è proprio questo; l’Agenzia delle Entrate finalmente sviluppa ricerche sul tenore di vita legato al reddito e punta direttamente gli sforzi su quei casi incongruenti. Il fisco a tal proposito ha inviato ai contribuenti “sospetti” una lettera relativa al reddito 2010. In quest’ultima sono annotate le spese rilevate non compatibili con i redditi dichiarati.

Le principali scadenze di giugno dell’Iva

 Vi sono almeno tre scadenze nel mese di giugno appena cominciato che vale la pena approfondire e che si riferiscono all’Imposta sul Valore Aggiunto: le prime due si riferiscono alla giornata del 15 giugno prossimo. Che cosa devono ricordare esattamente i contribuenti? Tra due settimane esatte scadrà l’ultimo termine utile che la nostra amministrazione finanziaria ha messo a disposizione per le annotazioni in un unico documento riepilogativo di tutte quelle fatture che vantano un ammontare complessivo più basso di trecento euro. Ovviamente, queste operazioni sono quelle compiute nel corso del mese di maggio.

Sanzione trascurabile mancato pagamento IMU

 La prima rata dell’IMU è ormai alle porte; il 18 giugno 2012 le famiglie italiane torneranno a pagare la tassa sulla prima casa (l’ex ICI) dopo aver scelto se risolvere il debito con lo Stato in due o tre rate, di cui l’ultima è prevista per Dicembre prossimo.

Con la pressione fiscale galoppante e l’introduzione di una tassa che era stata eliminata dal precedente Governo (ed ora con il suo ritorno alimenta la furia dei sostenitori di Berlusconi) è lecito immaginare che qualcuno potrebbe non pagarla. Anche se si esclude una vera e propria astensione “totale” in segno di protesta, da più parti. A quanto ammontano le sanzioni per il mancato pagamento dell’IMU o per un semplice ritardo?

Se il proprietario dell’immobile rimanda il pagamento della prima rata dell’IMU di trenta giorni la sanzione è veramente irrisoria; si parla infatti di solo 1,60 euro da aggiungere all’importo iniziale. Se l’astensione si protrae per più di 30 giorni ma resta contenuta in un anno, la “multa” da aggiungere all’importo iniziale è pari a 3,13 euro, secondo le simulazioni della Cgia di Mestre.

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Inps: l’accertamento reddituale dei pensionati residenti all’estero

 Il messaggio 8948 dell’Inps risale ormai a una settimana fa, ma merita un approfondimento importante; si tratta, infatti, di una serie di chiarimenti fondamentali per quel che concerne l’accertamento dei redditi di quei pensionati che vantano una residenza all’estero. Quali sono le modalità specifiche in tal senso? Esse possono essere rinvenute all’interno della Legge 289 del 2002 (la Finanziaria per il 2003 per intenderci), il cui primo punto dell’articolo 49 chiarisce ogni dettaglio. Tale operazione deve avvenire mediante l’acquisizione di certificazioni che sono state rilasciate dagli organismi di nazionalità straniera. I redditi a cui si riferisce sono quelli previdenziali, quelli da lavoro, quelli immobiliari (esclusa la prima casa), quelli di capitale e quelli a carattere assistenziale.

Tappa marchigiana per il camper dell’Agenzia delle Entrate

 Sono le Marche la nuova regione in cui sta facendo tappa il camper della nostra amministrazione finanziaria, il simbolo ormai più che riconoscibile dell’iniziativa “Il Fisco mette le ruote”: questo ufficio mobile ha scelto infatti la giornata di ieri per avviare l’esperienza in due comuni in provincia di Pesaro e Urbino, due piccole realtà del nostro paese che meritavano assistenza e informazioni dal punto di vista tributario. Il debutto di ieri e la giornata odierna sono stati scelti appositamente per far stazionare il camper stesso nelle città di Cagli, mentre quella di domani e il 1° giugno successivo verranno dedicate a Sant’Angelo in Vado.

Provincia di Genova esemplare nella lotta all’evasione

 Una collaborazione strettissima tra il Comune di Genova e l’Agenzia delle Entrate ha già fatto emergere oltre mille casi “sospetti” di cui il 10% sono già stati archiviati per un recupero totale di oltre tre milioni di euro di importi sottratti al fisco. Ma il patto anti-evasione del Comune è già diventata una “moda”; altri 116 comuni hanno già aderito ed insieme riescono a coprire l’87% degli abitanti della Liguria.

Il sistema di collaborazione con l’Agenzia delle Entrate riscuote un successo inaspettato ed il motivo è chiaro; i comuni che segnalano gli evasori fiscali (o meglio, i potenziali evasori fiscali) avviando poi il lavoro dell’Agenzia delle Entrate, beneficiano in prima persona degli incassi che seguono al recupero degli illeciti.

I Comuni sono finalmente invogliati a collaborare in prima persona per la lotta all’evasione fiscale; se negli anni precedenti (e nei mesi precedenti) la questione morale non è bastata a cambiare la tendenza, ci pensa ora il denaro che viene offerto in cambio di indicazioni valide per il lavoro della Guardia di Finanza; i comuni investono in personale specializzato che ha proprio il compito di scovare gli illeciti ed anche se ora il fenomeno interessa solamente la Liguria è possibile che questo si diffonderà in tutta Italia, con particolare riferimento a quei comuni più colpiti dai tagli alle amministrazioni che ora possono garantirsi una nuova , cospicua entrata.

Cassazione: la doppia punibilità nelle fatture false

 Che lo si voglia o no, l’evasione fiscale occupa in maniera ingombrante le cronache di ogni singola giornata italiana: ne è una chiara testimonianza l’ultima sentenza della Corte di Cassazione, la quale è intervenuta su un caso che riguardava l’emissione e l’uso di fatture per operazioni fasulle da parte di una stessa persona. In questo caso, i giudici di Piazza Cavour hanno concordato che si ha a che fare con due condotte proprie. Questo vuol dire che non si può far rientrare la fattispecie in quanto previsto dal nono articolo del Decreto legislativo 74 del 2000 (“Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto”), il quale vieta la punibilità doppia. Quest’ultima ha quindi ragione di esistere in situazioni simili a quella appena menzionata.

Esodati esclusi dalla riforma del lavoro? Fornero sotto attacco

 La riforma del lavoro del Ministro Fornero è l’oggetto della discussione politica della giornata di oggi tra Governo e Cgil. La riforma sfiora 65 mila lavoratori, ma secondo i Sindacati non è abbastanza ed è necessario un passo indietro del Governo, dato che con la soluzione attuale si escludono una grande fetta di ex-lavoratori. La riforma non sarebbe equa secondo più fonti, visto che sulla carta si preoccupa solo di una parte ristretta dei cittadini italiani, escludendo tutti gli altri.

La Fornero difende il suo operato ritenendo che “non ci sono risorse per tutti” e respinge gli attacchi:

Il governo non è nè cieco nè sordo ai problemi del Paese. Abbiamo 65.000 persone che vengono salvaguardate, ci dicono che non bastano e ci sono persone non incluse. Studieremo il problema. Non abbiamo ora nè numeri degli altri esodati nè accantonamento di risorse.

La riforma si preoccupa di trovare una soluzione per 65 mila ex-lavoratori, ovvero tutti quelli “lasciati a casa” entro dicembre 2011. La soluzione “in due tempi” non piace però ai Sindacati, che preferiscono un “tutto o niente” che al momento è però impossibile.

Si avvicina la scadenza relativa alla scheda carburanti

 Il prossimo 31 maggio si avvicina velocemente e non sono poche le persone che dovranno tenere bene a mente questa data come una delle scadenze fiscali più significative: si tratta infatti del termine ultimo stabilito dall’Agenzia delle Entrate per quel che riguarda la cosiddetta scheda carburanti e la conseguente rilevazione dei chilometri. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che si sta parlando della rilevazione appena menzionata e dell’annotazione sulla scheda (la quale può essere sia mensile che di tipo trimestrale), una operazione da porre in essere in un momento anteriore rispetto alla registrazione del documento nel registro degli acquisti.

Pressione fiscale alle stelle sulle PMI

 La discussione in Italia è orientata sulla crescita da quando la crisi ha colpito il Paese, ma nella realtà dei fatti, cosa si è fatto per promuovere il rilancio delle piccole e medie imprese e dei consumi? Tutti gli interventi messi in opera fino ad oggi hanno riguardato per la maggior parte l’aumento della pressione fiscale su cittadini (basti pensare alla reintroduzione dell’ICI chiamato ora IMU) e sulle imprese, con un taglio netto ai finanziamenti ed agli incentivi sulle nuove iniziative.

Quali sono le riforme orientate alla crescita? Praticamente nessuna. A fermare ancora di più i consumi, le assunzioni ed il mercato del lavoro in generale c’è un aumento complessivo della pressione fiscale sulle PMI senza precedenti, che ci distanzia in maniera netta dalla Germania, punto di riferimento attualmente in area Euro.

Studi di settore: la versione beta di Gerico 2012

 Tra le tante risorse che è possibile reperire direttamente dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate, figura anche quella relativa alla procedura Gerico valida per quest’anno: si tratta in pratica del software che consente di calcolare la congruità e la coerenza economica dei ben 206 studi di settore che sono stati applicati in relazione allo scorso periodo d’imposta. I ricavi, i compensi e le risultanze degli indicatori di normalità rientrano a pieno titolo in questo calcolo così importante. Volendo essere ancora più precisi, bisogna specificare che si sta parlando della versione “beta” del prodotto, quindi l’utilizzo non è ancora possibile per predisporre la consueta dichiarazione dei redditi.

Tassa di soggiorno a Napoli: albergatori in rivolta

 La tassa di soggiorno è ormai realtà anche a Napoli: ci si sta abituando al fatto che la maggior parte dei comuni italiani si affidi a tale imposta per ottenere nuove risorse in grado di assestare i loro bilanci pericolanti. Nel caso della città partenopea esistono tariffe ben precise, vale a dire un euro per quel che riguarda gli alberghi che sono contrassegnati con due stelle, fino ad arrivare a un massimo di quattro euro per le strutture ricettive più lussuose. La misura fiscale in questione, invece, non ricomprende gli hotel che vantano una sola stella e i cosiddetti bed&breakfast, in modo da evitare che la tassa colpisca le fasce più giovani di età.

America’s Cup sotto sorveglianza del Fisco

 L’importante competizione che si è svolta a Venezia è finita nel mirino della Guardia di Finanza; l’operazione, piuttosto discreta, non era incentrata sull’America’s Cup ma piuttosto su tutto quello che gira intorno alla storica gara.

L’evento richiama da sempre appassionati “via terra” ma sopratutto i possessori di barche, che hanno invaso i porti; l’occasione per la Guardia di Finanza era presto servita, visto che in un solo posto avrebbero trovato centinaia di lussuose imbarcazioni su cui effettuare i classici controlli sul reddito dei proprietari e sull’intestazione.

Brasile: i successi della lotta all’evasione fiscale

 Il periodo attuale viene considerato da diversi paesi il più propizio per intensificare la lotta all’evasione fiscale: se in Italia sono ben noti i blitz della Guardia di Finanza e degli ispettori turistici in diverse località, anche il Brasile si sta caratterizzando in questo senso, con un’amministrazione agguerrita e senza scrupoli, non a caso ribattezzata “il leone”. Si tratta, nello specifico, della Receita Federal do Brasil, l’ente che gestisce le tasse e le imposte del vasto paese sudamericano, davvero poco tenero nei confronti degli evasori. Già il 2011 si era contraddistinto per dei numeri davvero interessanti, vale a dire il recupero di un gettito pari a 109 miliardi di reale e oltre il 10% di aumento per quel che concerne le entrate fiscali.