Le sanzioni per il mancato invio dello spesometro

di Redazione 1

La comunicazione dello spesometro deve prestare la massima attenzione a tutte le sanzioni e le multi in cui si può incorrere: cosa rischiano esattamente quei contribuenti che si rendono protagonisti di una comunicazione incompleta o errata dei dati in questione, oppure che non rispettano i termini temporali stabiliti in questo caso? Vi sono diverse sanzioni pecuniarie a cui fare riferimento, per un importo minimo di 258 euro e per uno massimo di 2.065 euro. Le disposizioni in tal senso da parte della nostra amministrazione finanziaria sono in vigore da un anno e mezzo e prevedono anche dei rimedi.

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Ad esempio, se si presenta la comunicazione stessa in tempo, allora i dati inseriti possono essere rettificati o integrati, provvedendo poi a un nuovo invio ma sempre e comunque nel rispetto della scadenza originaria (almeno trenta giorni prima per la precisione). Se questi ultimi termini temporali non sono stati rispettati, allora si può avere diritto soltanto a delle sanzioni pecuniarie in forma ridotta: si tratta del cosiddetto “ravvedimento operoso”, con un ridimensionamento pari a un ottavo del valore minimo, il che equivale a dire che si dovranno pagare appena 32,25 euro. Il monitoraggio degli inadempimenti più diffusi si è intensificato parecchio nel corso di questo 2012.

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In effetti, bisogna ricordare che l’omissione per quel che concerne la trasmissione dello spesometro, oppure il suo invio in modo incompleto e con dati che non corrispondono alla verità, prevede i due estremi sanzionatori che sono stati citati in precedenza. Tra l’altro, la presenza o meno del dolo da parte del contribuente non ha alcuna incidenza sull’importo da pagare come multa. Con questo strumento, l’Agenzia delle Entrate ha voluto rendere più agevole il contrasto all’evasione fiscale: qualche intoppo c’è comunque stato, in particolare, l’adeguamento tecnologico e le numerose difficoltà dal punto di vista operativo.

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