Tutto pronto per lo scudo fiscale da 4 miliardi di euro

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La giornata di oggi segna il punto di partenza per l’operazione scudo fiscale promossa dal governo: si comincia anzitutto con la richiesta di cooperazione dei professionisti e degli operatori, in vista della diffusione ufficiale della circolare definitiva, da parte dell’Agenzia delle Entrate, fra una decina di giorni circa. C’è comunque da dire che cominciano già a essere diffuse alcune informazioni sul contenuto di questo scudo. In particolare, si provvederà a chiarire l’obbligo di segnalazione ai fini dell’antiriciclaggio dei professionisti. Sono stati inoltre pubblicati anche i modelli di riferimenti per questa operazione del Ministero dell’Economia: chi intende avvalersi dell’opportunità fiscale ha già un documento a disposizione, anche se si tratta di un “déjà vu”, visto che altro non sono che i prospetti già utilizzati nel precedente scudo. La dichiarazione agli intermediari e il pagamento dell’imposta pari al 5% delle attività dichiarate consentiranno, secondo le prime stime, di mettere in regola (oppure, in caso la regolarizzazione non sia ritenuta sufficiente, di rimpatriare) le attività estere detenute in violazione della normativa sul monitoraggio, al fine di evitare pesanti sanzioni future.

 

L’intera opera di messa in regola dovrà avvenire entro il 15 aprile 2010. La circolare delle Entrate avrà anche il compito di portare maggiori chiarimenti in relazione alla necessità del rimpatrio fisico, nell’eventualità i beni siano detenuti in paesi in cui esiste uno scambio di informazioni fiscali. Una delle poche cose accertate al momento riguarda la copertura che le somme dello scudo provvederanno a portare rispetto al metodo del redditometro. Bisogna infine sottolineare come in questa nuova edizione dello scudo fiscale non siano ancora state avanzate previsioni precise sulle entrate che si intendono ottenere; anzi, esiste solamente la stima di una cifra minima a carattere simbolico.

 

Ma secondo gli esperti, l’Erario potrebbe riuscire a incassare una somma che oscilla tra i 3 e i 4,5 miliardi di euro: denaro che proverrà in larga parte dai comuni della Lombardia, la quale dovrebbe contribuire all’operazione per un buon 62%.