Rilascio Durc solo su posta elettronica certificata

di Roberto Rais 1

DURCDal prossimo 2 settembre 2013 le casse edili, l’Inps e l’Inail rilasceranno il Durc (documento unico di regolarità contributiva) solo per posta elettronica certificata, all’indirizzo che verrà indicato sulla richiesta. Coloro che volessero, possono pertanto indicare l’indirizzo di posta elettronica del consulente, come confermato da una nota da parte della Commissione nazionale per le casse edili, pubblicata in data del 15 luglio 2013.

La Pec diventa così l’unico canale per il rilascio del Durc. Ne consegue che dal 2 settembre 2013 in poi le richieste per l’ottenimento del documento dovranno obbligatoriamente contenere l’indirizzo di posta elettronica certificata a cui recapitare il documento.

“La Cnce precisa che l’obbligo riguarda le richieste non solo presentate da stazioni appaltanti, enti aggiudicatori o Soa ma anche quelle delle imprese, con la particolarità che a queste ultime è data facoltà di indicare il loro indirizzo Pec oppure quello del consulente” – ricordava un interessante approfondimento compiuto dal quotidiano Italia Oggi lo scorso 16 luglio – “Sempre dal 2 settembre, spiega ancora la Cnce, le casse edili e le sedi di Inps e Inail recapiteranno i Durc esclusivamente tramite Pec, agli indirizzi indicati dai richiedenti” (una novità che avevamo già ampiamente previsto a dicembre 2012: il Durc sarà inviato per posta elettronica).

Sempre in tema, ricordiamo anche come la Cnce abbia evidenziato che l’eventuale necessità di ritrasmettere il Durc, ricevuto via Pec dall’impresa, a soggetti non tenuti all’utilizzo di tale strumento (per esempio committenti privati o amministrazioni di altri Paesi) risulta oramai essere superata dalla possibilità di ristampare il documento allegato all’email certificata.

L’apposizione sul Durc del glifo (cioè, del contrassegno che viene generato elettronicamente) permette infatti di assicurare la provenienza e la conformità all’originale del documento cartaceo.

Attraverso tale novità, introdotta dal recente decreto del Fare, si punta pertanto a ribadire la necessità di giungere a una maggiore semplificazione dei rapporti tra le imprese e gli operatori interessati, e la pubblica amministrazione.

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