Manovra finanziaria: contributo solidarietà, stangata al Nord

 Uno dei provvedimenti più criticati, e contenuti nella nuova manovra finanziaria da 45 miliardi di euro del Governo, è quello relativo al cosiddetto contributo di solidarietà. Trattasi, nello specifico, di quella che è stata definita la “super irpef” in quanto va a colpire quei contribuenti che dichiarano annualmente redditi a partire da 90 mila euro. Ma a livello geografico in Italia quali aree saranno maggiormente colpite? Ebbene, al riguardo ci viene in aiuto uno studio effettuato dall’Associazione degli artigiani della CGIA di Mestre, la quale attraverso il proprio Ufficio Studi ha rilevato come la supertassa andrà maggiormente a colpire i contribuenti che risiedono nel Nord Italia.

Robin Hood Tax sulle energie rinnovabili: i dettagli

 Togliere ai ricchi per dare ai poveri. E’ questa la finalità della cosiddetta “Robin hood tax“, una tassa che in Italia va a colpire i “ricchi”, nello specifico caso i player del settore energetico, a fronte di risorse reperite, circa due miliardi di euro è il gettito atteso da parte del Governo, che poi potranno essere distribuite alla collettività. La Robin hood tax è entrata prepotentemente all’interno dell’ultimissima manovra finanziaria del Governo di centrodestra, quella da 45 miliardi di euro per intenderci. Ma ora bisognerà vedere se il provvedimento sarà oggetto di modifiche da parte del Parlamento durante la discussione e la relativa presentazione di emendamenti. In accordo con quanto dichiarato tra l’altro dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, l’orientamento del Governo sulla nuova finanziaria è infatti quello di non porre la fiducia.

Warren Buffett disposto a pagare più tasse

 Sarà stato il caldo estivo oppure un improvviso senso di equità, fratellanza, benevolenza e che altro dir si voglia. Fatto sta che un discorso del genere da uno degli uomini più ricchi del mondo non ce lo saremmo aspettati, almeno non con questi toni. Warren Buffett, il terzo uomo più ricco del mondo, in un editoriale sul New York Times in cui rimprovera Washington di non tassare abbastanza i miliardari americani sottolinea come i poveri e la classe media lottino continuamente e mentre molti americani fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, i multimilionari, tra cui lo stesso Warren, continuano ad avere straordinari sgravi fiscali. Ecco una parte del sorprendente discorso:

Manovra finanziaria 2011: l’Iva nel mirino

 Dopo l’approvazione della nuova manovra finanziaria, da ben 45 miliardi di euro, tra i partiti di centrodestra, ed in particolare all’interno del Pdl, sono spuntati i “ribelli”. Trattasi, nello specifico, di parlamentari pronti a ritirare l’appoggio favorevole alla manovra finanziaria nel caso in cui non vengano effettuate, in sede di discussione del Decreto, delle opportune modifiche. Tra le possibili modifiche c’è quella relativa all’eventuale aumento dell’imposta sul valore aggiunto (Iva). Trattasi, tra l’altro, di una misura caldeggiata da Confindustria; ma cosa succederebbe con l‘aumento dell’Iva? Ebbene, il rischio reale in tal caso sarebbe quello di un aumento dell’inflazione anche per effetto di eventuali “arrotondamenti” speculativi che farebbero aumentare ancor di più i beni di prima necessità, a partire dai generi alimentari. E non a caso, su una misura del genere sindacati come la Cgil sono fermamente contrari.

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Fisco e tasse a rate: Equitalia, continua boom rateazioni

 Continua nel nostro Paese il boom relativo alla dilazione dei pagamenti per quel che riguarda il debito tributario. Questo stando agli ultimissimi dati forniti da Equitalia, quelli al 30 luglio del 2011, da cui è infatti emerso come siano sempre di più le imprese e le famiglie che saldano il proprio debito con rate mensili a partire da minimo 100 euro, e piani di dilazione che possono arrivare fino a sei anni, ovverosia in 72 rate mensili. Il tutto a fronte di agevolazioni e facilitazioni introdotte proprio da Equitalia in questi mesi nell’ambito delle iniziative finalizzate ad agevolare i contribuenti che, con la dilazione, possono chiaramente evitare poi di incappare nelle procedure esecutive forzose di riscossione del debito.

Irpef autonomi e tredicesime: stangata con la nuova manovra

 Con la nuova manovra da 45 miliardi di euro, quella approvata ieri con Decreto dal Consiglio dei Ministri, l’Italia è diventato il Paese con la più alta pressione fiscale sulle persone fisiche. Questo è quanto in molti, commentando la manovra, affermavano nella tarda serata di ieri sulle principali reti televisive. Stavolta il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha ammesso che con la nuova manovra sono state messe le mani in tasca agli italiani, e che di tutto ciò è dispiaciuto. Ma d’altronde non si poteva fare altrimenti vista la situazione a livello internazionale, e viste le pressioni fatte dalla Bce, la Banca centrale europea, che nei giorni scorsi ha avviato il programma di acquisto dei nostri Btp a fronte però di un maggior rigore, quel rigore che dovrebbe essere garantito proprio con la nuova manovra finanziaria di aggiustamento dei conti pubblici che, lo ricordiamo, dovrà permettere il pareggio di bilancio con un anno di anticipo, dal 2014 al 2013.

Irpef Imposta sul reddito delle persone fisiche

Cos’è l’Irpef

L’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, abbreviata con l’acronimo IRPEF, è regolata dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi. L’Irpef é un’imposta diretta, personale, progressiva, generale.

Soggetti tenuti al pagamento dell’Irpef

L’Irpef deve essere pagata da coloro che posseggono redditi, in denaro o in natura, rientranti in una delle seguenti categorie: redditi fondiari, redditi di capitale, redditi di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo, redditi di impresa, redditi diversi. Essendo l’IRPEF un’imposta di tipo progressivo essa colpisce il reddito con aliquote che aumentano in relazione agli scaglioni di reddito. Chi possiede più reddito quindi é tenuto al pagamento di una aliquota maggiore. L’Irpef ha carattere personale, essendo dovuta, per i soggetti residenti sul territorio dello Stato, per tutti i redditi posseduti, anche se essi sono stati prodotti all’estero.

Tassa rendite finanziarie armonizzata al 20%

 A meno di clamorosi dietrofront dell’ultima ora, sta per scattare in Italia una vera e propria rivoluzione in materia di tassazione degli investimenti. Attualmente, lo ricordiamo, si paga il 12,5% di tasse sui guadagni di Borsa, ma anche sui titoli di Stato, mentre sui prodotti del risparmio postale, ad esempio i libretti, ma anche sui conti correnti e sui conti di deposito, la tassazione è al 27%. Ebbene, in linea con quanto reso noto nella giornata di ieri in Parlamento da Giulio Tremonti, Ministro dell’Economia e delle Finanze, si intende armonizzare tale tassazione sui livelli europei e su un’unica aliquota, al 20%. Non saranno comunque toccati i titoli di Stato, ovviamente per non renderli meno appetibili in una fase di grande volatilità; di contro, e di conseguenza, dovrebbero invece essere tassati di più, con una tassazione aggiuntiva del 7,5%, i guadagni di Borsa, ma anche i rendimenti su prodotti a basso rischio come i pronti contro termine.

Ires Imposta sul reddito delle società

Ires, cos’è

Ires é l’acronimo di Imposta sul reddito delle società, si tratta di una imposta proporzionale e personale con aliquota del 27,50 % avente come oggetto il reddito percepito da determinati soggetti giuridici. Prima dell’Ires esisteva l’IRPEG, sostituita con il d.lgs 344/2003, al fine di modernizzare il regime fiscale dei capitali e delle imprese per allinearlo al modello prevalente nei Paesi dell’Unione Europea. L’Ires nasce quindi per sostituire l’Irpeg e si basa sul possesso di redditi in denaro o in natura da parte dei seguenti soggetti.

Cgia Ancona contraria all’imposta per l’uso del demanio

 Le imposte presenti o suggerite nel nostro paese sono talmente tante che spesso se ne perde addirittura il conto: in molti casi, poi, può accadere che se ne senta parlare per la prima volta quando invece le discussioni sono state avviate già da diverso tempo. È il caso dell’imposta per l’uso del demanio, un tributo che viene ad essere applicato su base regionale e che ancora non è stato ben digerito dalla Confartigianato Imprese della provincia di Ancona. La Cgia è letteralmente sul piede di guerra, tanto che ha chiesto in modo chiaro ed inequivocabile la sospensione della tassa in questione, la quale esiste ormai da tre anni e che fa riferimento all’Autorità portuale che ha sede nel capoluogo marchigiano. Il problema non è di poco conto, visto che le imprese che sono attive in tale settore hanno conosciuto la notifica fiscale dell’imposta soltanto in questi giorni, ritenendo ingiusto che ci si ricordi delle parti maggiormente coinvolte dopo così tanto tempo e con la beffa degli avvisi di accertamento che sono stati inviati, completi di sanzioni pecuniarie e degli interessi relativi alla mora.

Tasse, redditi e manovra: solo ipotesi per il ferragosto

 Un Consiglio dei Ministri straordinario, forse domani venerdì 12 agosto del 2011, o forse il 16 agosto. Sono queste le date che circolano per la convocazione del CdM che sarà chiamato ad approvare con urgenza il Decreto che anticipa, per la manovra di bilancio, il pareggio al 2013 anziché per l’anno 2014. Intanto stamattina, presso le Commissioni parlamentari, riunite congiuntamente, c’è stato il tanto atteso intervento del Ministro all’Economia ed alle Finanze, Giulio Tremonti. In molti si aspettavano contenuti e misure certe per arginare una crisi che, comunque, non è solo italiana, ma a livello planetario. Ed invece il Ministro ha comunicato solo una serie di misure allo studio senza dire con precisione cosa si farà, quali redditi e quali capitoli della spesa pubblica si andranno a colpire.

Tasse affitti con la cedolare secca

 Dallo scorso mese di aprile del 2011 in Italia è entrata in vigore, dopo una lunga attesa, una nuova “tassa piatta“, che può permettere ai proprietari di immobili un risparmio d’imposta rispetto alla dichiarazione dei redditi da affitto nella modalità classica, ovverosia ai fini Irpef in sede di dichiarazione dei redditi. Trattasi, nello specifico, dell’imposta sostitutiva sui redditi da locazione, detta anche più comunemente, ed in gergo, cedolare secca sugli affitti. Il risparmio d’imposta ottenibile è proporzionale all’ammontare del reddito da locazione dichiarato; inoltre, c’è da dire che a fronte dell’entrata in vigore del nuovo regime cedolare, comunque opzionale, sono state fortemente inasprite le sanzioni a carico di chi continua a locare gli immobili in nero.

Inail Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro

Cos’è e a cosa serve

L’Inail si occupa di tutelare nel nostro Paese i lavoratori dagli infortuni per tutte quelle attività che vengono giudicate come rischiose. Ovviamente ci sono lavori che possono essere più o meno rischiosi di altri In Italia tutti i lavoratori dipendenti, ma anche quelli parasubordinati che prestano servizio in ambienti e luoghi di lavoro giudicati a rischio, devono essere necessariamente assicurati all’Inail contro gli infortuni, pena sanzioni amministrative. Oltre a garantire la copertura dai rischi sul lavoro, l’Istituto si occupa di promuovere iniziative per la riduzione del tasso di infortuni, del reinserimento nel mondo occupazionale di persone vittime di infortunio sul lavoro.

Giochi a distanza, le Entrate istituiscono i codici tributo

 Il cosiddetto “gioco a distanza” di cui spesso si sente tanto parlare è regolato da uno specifico testo normativo, il Decreto Direttoriale 2011/190, il quale è stato predisposto dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e che risale ormai a due anni fa: in base a questo documento, sono stati stilati diversi obblighi e doveri che bisogna assolutamente rispettare. Ad esempio, quando si tratta di affrontare una concessione, i soggetti coinvolti devono compilare un apposito modulo che viene messo a disposizione dal sito web della stessa amministrazione. L’Agenzia delle Entrate ha reso ancora più completo questo quadro, portando un po’ di chiarezza in merito agli adempimenti fiscali che devono essere effettuati in relazione all’F24 Accise. Nello specifico, è stata la risoluzione 81/E della nostra amministrazione finanziaria a rinnovare il settore, introducendo una lunga serie di codici tributo che fanno riferimento alle casistiche più svariate.