Giochi a distanza, le Entrate istituiscono i codici tributo

di Simone Commenta

Il cosiddetto “gioco a distanza” di cui spesso si sente tanto parlare è regolato da uno specifico testo normativo, il Decreto Direttoriale 2011/190, il quale è stato predisposto dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e che risale ormai a due anni fa: in base a questo documento, sono stati stilati diversi obblighi e doveri che bisogna assolutamente rispettare. Ad esempio, quando si tratta di affrontare una concessione, i soggetti coinvolti devono compilare un apposito modulo che viene messo a disposizione dal sito web della stessa amministrazione. L’Agenzia delle Entrate ha reso ancora più completo questo quadro, portando un po’ di chiarezza in merito agli adempimenti fiscali che devono essere effettuati in relazione all’F24 Accise. Nello specifico, è stata la risoluzione 81/E della nostra amministrazione finanziaria a rinnovare il settore, introducendo una lunga serie di codici tributo che fanno riferimento alle casistiche più svariate.

Attraverso di essi si potranno destinare quelle somme di denaro che spettano appunto all’amministrazione per i giochi a distanza, più precisamente quelli con una quota fissa e strutturati in maniera differente rispetto a un normale torneo. Ad esempio, il codice 5259 è stato introdotto per identificare l’imposta unica sui giochi in questione, ma vi sono molti altri riferimenti che vogliono indicare il fatto che i giochi si svolgono all’interno della Regione Sicilia. I contribuenti dovranno prestare la massima attenzione anche alle sanzioni per i tardivi versamenti dell’imposta stessa (codici 5261 e 5262), oltre che agli interessi dovuti per il medesimo motivo (5263 e 5264).

Non potevano mancare nemmeno i ravvedimenti. In effetti, i codici , 5317, 5318, 5319, e 5320 sono stati pensati appositamente per i ritardatari e coloro che hanno omesso i pagamenti. Dunque, quando si andrà a compilare il modello, occorrerà inserire il codice di competenza nella sezione “Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione”, avendo l’accortezza di inserire la lettera M nel campo denominato “ente”.