Provincia di Genova esemplare nella lotta all’evasione

 Una collaborazione strettissima tra il Comune di Genova e l’Agenzia delle Entrate ha già fatto emergere oltre mille casi “sospetti” di cui il 10% sono già stati archiviati per un recupero totale di oltre tre milioni di euro di importi sottratti al fisco. Ma il patto anti-evasione del Comune è già diventata una “moda”; altri 116 comuni hanno già aderito ed insieme riescono a coprire l’87% degli abitanti della Liguria.

Il sistema di collaborazione con l’Agenzia delle Entrate riscuote un successo inaspettato ed il motivo è chiaro; i comuni che segnalano gli evasori fiscali (o meglio, i potenziali evasori fiscali) avviando poi il lavoro dell’Agenzia delle Entrate, beneficiano in prima persona degli incassi che seguono al recupero degli illeciti.

I Comuni sono finalmente invogliati a collaborare in prima persona per la lotta all’evasione fiscale; se negli anni precedenti (e nei mesi precedenti) la questione morale non è bastata a cambiare la tendenza, ci pensa ora il denaro che viene offerto in cambio di indicazioni valide per il lavoro della Guardia di Finanza; i comuni investono in personale specializzato che ha proprio il compito di scovare gli illeciti ed anche se ora il fenomeno interessa solamente la Liguria è possibile che questo si diffonderà in tutta Italia, con particolare riferimento a quei comuni più colpiti dai tagli alle amministrazioni che ora possono garantirsi una nuova , cospicua entrata.

Cassazione: la doppia punibilità nelle fatture false

 Che lo si voglia o no, l’evasione fiscale occupa in maniera ingombrante le cronache di ogni singola giornata italiana: ne è una chiara testimonianza l’ultima sentenza della Corte di Cassazione, la quale è intervenuta su un caso che riguardava l’emissione e l’uso di fatture per operazioni fasulle da parte di una stessa persona. In questo caso, i giudici di Piazza Cavour hanno concordato che si ha a che fare con due condotte proprie. Questo vuol dire che non si può far rientrare la fattispecie in quanto previsto dal nono articolo del Decreto legislativo 74 del 2000 (“Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto”), il quale vieta la punibilità doppia. Quest’ultima ha quindi ragione di esistere in situazioni simili a quella appena menzionata.

Esodati esclusi dalla riforma del lavoro? Fornero sotto attacco

 La riforma del lavoro del Ministro Fornero è l’oggetto della discussione politica della giornata di oggi tra Governo e Cgil. La riforma sfiora 65 mila lavoratori, ma secondo i Sindacati non è abbastanza ed è necessario un passo indietro del Governo, dato che con la soluzione attuale si escludono una grande fetta di ex-lavoratori. La riforma non sarebbe equa secondo più fonti, visto che sulla carta si preoccupa solo di una parte ristretta dei cittadini italiani, escludendo tutti gli altri.

La Fornero difende il suo operato ritenendo che “non ci sono risorse per tutti” e respinge gli attacchi:

Il governo non è nè cieco nè sordo ai problemi del Paese. Abbiamo 65.000 persone che vengono salvaguardate, ci dicono che non bastano e ci sono persone non incluse. Studieremo il problema. Non abbiamo ora nè numeri degli altri esodati nè accantonamento di risorse.

La riforma si preoccupa di trovare una soluzione per 65 mila ex-lavoratori, ovvero tutti quelli “lasciati a casa” entro dicembre 2011. La soluzione “in due tempi” non piace però ai Sindacati, che preferiscono un “tutto o niente” che al momento è però impossibile.

Si avvicina la scadenza relativa alla scheda carburanti

 Il prossimo 31 maggio si avvicina velocemente e non sono poche le persone che dovranno tenere bene a mente questa data come una delle scadenze fiscali più significative: si tratta infatti del termine ultimo stabilito dall’Agenzia delle Entrate per quel che riguarda la cosiddetta scheda carburanti e la conseguente rilevazione dei chilometri. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che si sta parlando della rilevazione appena menzionata e dell’annotazione sulla scheda (la quale può essere sia mensile che di tipo trimestrale), una operazione da porre in essere in un momento anteriore rispetto alla registrazione del documento nel registro degli acquisti.

Pressione fiscale alle stelle sulle PMI

 La discussione in Italia è orientata sulla crescita da quando la crisi ha colpito il Paese, ma nella realtà dei fatti, cosa si è fatto per promuovere il rilancio delle piccole e medie imprese e dei consumi? Tutti gli interventi messi in opera fino ad oggi hanno riguardato per la maggior parte l’aumento della pressione fiscale su cittadini (basti pensare alla reintroduzione dell’ICI chiamato ora IMU) e sulle imprese, con un taglio netto ai finanziamenti ed agli incentivi sulle nuove iniziative.

Quali sono le riforme orientate alla crescita? Praticamente nessuna. A fermare ancora di più i consumi, le assunzioni ed il mercato del lavoro in generale c’è un aumento complessivo della pressione fiscale sulle PMI senza precedenti, che ci distanzia in maniera netta dalla Germania, punto di riferimento attualmente in area Euro.

Studi di settore: la versione beta di Gerico 2012

 Tra le tante risorse che è possibile reperire direttamente dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate, figura anche quella relativa alla procedura Gerico valida per quest’anno: si tratta in pratica del software che consente di calcolare la congruità e la coerenza economica dei ben 206 studi di settore che sono stati applicati in relazione allo scorso periodo d’imposta. I ricavi, i compensi e le risultanze degli indicatori di normalità rientrano a pieno titolo in questo calcolo così importante. Volendo essere ancora più precisi, bisogna specificare che si sta parlando della versione “beta” del prodotto, quindi l’utilizzo non è ancora possibile per predisporre la consueta dichiarazione dei redditi.

Tassa di soggiorno a Napoli: albergatori in rivolta

 La tassa di soggiorno è ormai realtà anche a Napoli: ci si sta abituando al fatto che la maggior parte dei comuni italiani si affidi a tale imposta per ottenere nuove risorse in grado di assestare i loro bilanci pericolanti. Nel caso della città partenopea esistono tariffe ben precise, vale a dire un euro per quel che riguarda gli alberghi che sono contrassegnati con due stelle, fino ad arrivare a un massimo di quattro euro per le strutture ricettive più lussuose. La misura fiscale in questione, invece, non ricomprende gli hotel che vantano una sola stella e i cosiddetti bed&breakfast, in modo da evitare che la tassa colpisca le fasce più giovani di età.

America’s Cup sotto sorveglianza del Fisco

 L’importante competizione che si è svolta a Venezia è finita nel mirino della Guardia di Finanza; l’operazione, piuttosto discreta, non era incentrata sull’America’s Cup ma piuttosto su tutto quello che gira intorno alla storica gara.

L’evento richiama da sempre appassionati “via terra” ma sopratutto i possessori di barche, che hanno invaso i porti; l’occasione per la Guardia di Finanza era presto servita, visto che in un solo posto avrebbero trovato centinaia di lussuose imbarcazioni su cui effettuare i classici controlli sul reddito dei proprietari e sull’intestazione.

Brasile: i successi della lotta all’evasione fiscale

 Il periodo attuale viene considerato da diversi paesi il più propizio per intensificare la lotta all’evasione fiscale: se in Italia sono ben noti i blitz della Guardia di Finanza e degli ispettori turistici in diverse località, anche il Brasile si sta caratterizzando in questo senso, con un’amministrazione agguerrita e senza scrupoli, non a caso ribattezzata “il leone”. Si tratta, nello specifico, della Receita Federal do Brasil, l’ente che gestisce le tasse e le imposte del vasto paese sudamericano, davvero poco tenero nei confronti degli evasori. Già il 2011 si era contraddistinto per dei numeri davvero interessanti, vale a dire il recupero di un gettito pari a 109 miliardi di reale e oltre il 10% di aumento per quel che concerne le entrate fiscali.

Irs: le sanzioni ridotte per i contribuenti offshore

 L’Internal Revenue Service (Irs) ha introdotto il suo Offshore Voluntary Disclosure Program per la prima volta nel 2009: si tratta di un programma che cerca di venire incontro a quei contribuenti che hanno dei conti in nazioni straniere e che devono essere messi al corrente della loro situazione fiscale. Mentre la sanzione prevista in casi normali ammonta a circa il 50% di quanto scoperto dalla stessa agenzia, con l’Ovdp questo stesso importo si riduce fino al 20% con tanto di deroga per quel che concerne la carcerazione. Nel solo 2009, tra l’altro, l’Irs ha annunciato di aver recuperato in questa maniera 3,4 miliardi di dollari. La conseguenza più immediata è stata l’introduzione del secondo programma di questo tipo lo scorso anno.

Finanza chiude 5 negozi per mancata emissione scontrino

 La notizia che la finanza chiude (o meglio, sospende la licenza per un periodo di 30 giorni) cinque esercizi commerciali per mancata emissione di scontrino fiscale non sarebbe poi una notizia tanto strana, se non per l’azione forse esagerata. In realtà però i negozi chiusi erano recidivi; per ben tre volte in pochi anni sono stati “pizzicati” a non emettere lo scontrino fiscale nelle stesse identiche condizioni.

L’operazione della Guardia di Finanza è però più ampia; oltre 60 finanzieri per un blitz su 150 negozi al dettaglio per un controllo che si è esteso a tutte le attività più diverse; negozi di frutta e verdura, parrucchieri, negozi cinesi, ristoranti, alimentari bar ed altri ancora. Gli importi evasi variano ma anche per cospicui acquisti non sono state emesse ricevute fiscali.

Guardia di Finanza scopre vendite in nero sul Web

 Quale sarà il futuro della Guardia di Finanza con la crescita esponenziale del mercato telematico? Mentre la direzione da seguire per quanto riguarda il mercato sul territorio è ormai definita, con la ricerca degli illeciti negli esercizi commerciali e nelle grandi aziende, lo sviluppo di una strategia anti-evasione on-line non è propriamente definita.

Quando si tratta di setacciare interi quartieri commerciali la prassi è piuttosto semplice; si va’ alla ricerca degli acquirenti che devono mostrare lo scontrino fiscale e nel caso sia assente ci si presenta in negozio scovando così l’illecito. Leggermente più difficile è il controllo sulle grandi aziende; con i controlli incrociati si analizzano i giri di fatture e di nomi alla ricerca dei falsi atti ad eludere il fisco. Sulla scoperta della GDF riguardo le vendite on-line di un commerciante gli ispettori hanno avuto fortuna; è bastata una ricerca più approfondita che ha fatto emergere diversi account registrati su E-Bay di cui uno ufficiale e tanti altri intestati a prestanome che servivano per mettere in piedi un giro di evasione parallelo al mercato reale.

A Veronafil la nuova edizione del Catalogo Marche da Bollo

 Fra due giorni esatti prenderà il via Veronafil, la manifestazione che è stata organizzata dall’Associazione Filatelici Numismatica Scaligera e che intende promuovere la cultura della filatelia e del collezionismo: come si evince facilmente dal nome stesso, la città in cui si svolge l’evento è Verona, con molte sezioni che comprendono i francobolli, le monete, l’hobbystica, le stampe, l’antiquariato e le cartoline. Ci sarà poi spazio anche per le tasse, ma non in termini di imposizione fiscale, bensì sempre in conformità dello spirito in questione. In effetti, oltre ai collezionisti appena menzionati, bisogna senza dubbio ricordare la possibilità di acquisto dell’ultima edizione del Catalogo Marche da Bollo 2012-2014, un’opera che beneficia dell’edizione della casa Unificato.

La Banca Mondiale pensa a una tassa sull’acqua

 I prossimi quarant’anni della Terra a livello ambientale non sono purtroppo incoraggianti: le stime più accreditate parlano infatti del 2050 come di un anno complicato da questo punto di vista, dato che i dieci miliardi di popolazione che vi sarà allora dovrà fare i conti con un’emergenza importante, quella dell’acqua potabile. A dire il vero, però, questo problema esiste già ora, con 1,6 miliardi di persone che non hanno accesso al prezioso liquido. Ecco allora che si stanno studiando delle misure volte a scongiurare gli eventi più negativi, come ad esempio il razionamento graduale delle risorse idriche, ma anche e soprattutto il pagamento dell’acqua da imporre a chi la utilizza. L’acqua è un diritto irrinunciabile dell’umanità secondo le Nazioni Unite, dunque non è un caso che le discussioni siano così approfondite.