Con il decreto Salva-Italia, il Governo Monti aveva definito la tassazione proporzionale relativa ai conti correnti detenuti all’estero in Paesi che garantivano un corretto scambio di informazioni. Le quote interessavano conti correnti e conti deposito ed erano così ripartite:
1 per mille in relazione al 2011, 1 per mille in relazione al 2012 e 1,5 per mille nel 2013. Gli scaglioni erano applicati a tutti i conti correnti detenuti all’estero senza un minimo di deposito.
Il Governo Tecnico in carica portato avanti da Monti ha definito poi con il DL 16/2012 la nuova regolamentazione relativa ai conti correnti detenuti all’estero. I dettagli circa la tassazione dei conti correnti o conti deposito (con o senza interessi indifferentemente) si leggono nel DPR 642/1972, articolo 8 comma H:
Il codice fiscale è una sequenza alfanumerica di caratteri che contraddistingue ai fini fiscali in modo univoco i cittadini italiani. La sua introduzione risale al 1973 e precisamente è stato ufficializzato con il decreto legge del Presidente della Repubblica n° 605 del 29 Settembre. Il fine del Governo era quello di controllare in modo più efficiente l’amministrazione finanziaria creando anche l’anagrafe tributaria. Ad ogni cittadino italiano viene attribuito un codice fiscale dall’Agenzia delle Entrate secondo un metodo di calcolo noto secondo cui vengono presi precisi caratteri dai dati anagrafici al fine di ricavare la stringa che è poi il vero e proprio “codice fiscale”.
Se la pressione fiscale continua ad aumentare, è perchè fondamentalmente vi è qualcosa di estremamente sbagliato di fondo nei conti pubblici e per assurdo l’aumento delle tasse non può che peggiorare la situazione di questo passo. Più tasse vuol dire più aspettative di guadagno per Stato ed Istituzioni ma vuole anche dire che chi non potrà pagare non lo farà ed in questo modo le aspettative non corrisponderanno mai alla reale raccolta, mettendo ancora una volta in difficoltà lo Stato.
La prima rata dell’IMU è ormai alle porte; il 18 giugno 2012 le famiglie italiane torneranno a pagare la tassa sulla prima casa (l’ex ICI) dopo aver scelto se risolvere il debito con lo Stato in due o tre rate, di cui l’ultima è prevista per Dicembre prossimo.