Tassazione sui conti esteri

 Con il decreto Salva-Italia, il Governo Monti aveva definito la tassazione proporzionale relativa ai conti correnti detenuti all’estero in Paesi che garantivano un corretto scambio di informazioni. Le quote interessavano conti correnti e conti deposito ed erano così ripartite:

1 per mille in relazione al 2011, 1 per mille in relazione al 2012 e 1,5 per mille nel 2013. Gli scaglioni erano applicati a tutti i conti correnti detenuti all’estero senza un minimo di deposito.

Il Governo Tecnico in carica portato avanti da Monti ha definito poi con il DL 16/2012 la nuova regolamentazione relativa ai conti correnti detenuti all’estero. I dettagli circa la tassazione dei conti correnti o conti deposito (con o senza interessi indifferentemente) si leggono nel DPR 642/1972, articolo 8 comma H:

Il redditometro applicato alle autovetture

 Il calcolo complessivo del redditometro non può fare a meno degli acquisti delle autovetture: in effetti, questi ultimi sono essenziali per ricostruire il reddito minimo presunto di un determinato contribuente, ma ovviamente tutto dipende dalla potenza e dalla cilindrata del veicolo stesso. Il possesso dell’auto è dunque determinante da questo punto di vista, ma non bisogna confondersi, visto che si potrebbe essere tentati dal visionare le tabelle dell’Aci per capire a quanto ammonta il reddito; in realtà, queste stesse tabelle si riferiscono ai fringe benefit e ai rimborsi chilometrici, mentre per capire gli effettivi cavalli fiscali di un mezzo è necessario distinguere tra il livello di cilindrata e quello di alimentazione (il tipo di carburante insomma).

Come ottenere le detrazioni Imu prima casa

 La pressione fiscale italiana ha il suo culmine con la reintroduzione dell’ICI, che ora si chiama IMU. Siamo ormai prossimi al pagamento della prima rata dell’odiata tassa e tra la confusione generale rispetto le aliquote e le pertinenze spunta fuori un nuovo decreto che propone l’esenzione dell’IMU sulla prima casa.

Secondo una prima proposta emersa nella giornata di ieri sembrerebbe che si voglia eliminare l’IMU per i primi due anni sugli immobili adibiti a prima casa di valore inferiore ai 200 mila euro. Il provvedimento dovrebbe mirare alla rivalutazione del mercato immobiliare, ormai completamente fermo a causa della crisi; il rischio per l’Italia di arrivare a situazioni estreme come quella Spagnola è ancora alto e di certo la re-introduzione dell’ICI rende ancora più difficoltosa la ripresa.

Categorie IMU

Le sanzioni per il mancato invio dello spesometro

 La comunicazione dello spesometro deve prestare la massima attenzione a tutte le sanzioni e le multi in cui si può incorrere: cosa rischiano esattamente quei contribuenti che si rendono protagonisti di una comunicazione incompleta o errata dei dati in questione, oppure che non rispettano i termini temporali stabiliti in questo caso? Vi sono diverse sanzioni pecuniarie a cui fare riferimento, per un importo minimo di 258 euro e per uno massimo di 2.065 euro. Le disposizioni in tal senso da parte della nostra amministrazione finanziaria sono in vigore da un anno e mezzo e prevedono anche dei rimedi.

Come si calcola il codice fiscale?

 Il codice fiscale è una sequenza alfanumerica di caratteri che contraddistingue ai fini fiscali in modo univoco i cittadini italiani. La sua introduzione risale al 1973 e precisamente è stato ufficializzato con il decreto legge del Presidente della Repubblica n° 605 del 29 Settembre. Il fine del Governo era quello di controllare in modo più efficiente l’amministrazione finanziaria creando anche l’anagrafe tributaria. Ad ogni cittadino italiano viene attribuito un codice fiscale dall’Agenzia delle Entrate secondo un metodo di calcolo noto secondo cui vengono presi precisi caratteri dai dati anagrafici al fine di ricavare la stringa che è poi il vero e proprio “codice fiscale”.

Mentre per le persone fisiche il codice fiscale è composto da sedici caratteri alfanumerici, per le persone giuridiche è invece un numero di 11 cifre.

Come si calcola il codice fiscale?

Novità nuovo redditometro

 Se la pressione fiscale continua ad aumentare, è perchè fondamentalmente vi è qualcosa di estremamente sbagliato di fondo nei conti pubblici e per assurdo l’aumento delle tasse non può che peggiorare la situazione di questo passo. Più tasse vuol dire più aspettative di guadagno per Stato ed Istituzioni ma vuole anche dire che chi non potrà pagare non lo farà ed in questo modo le aspettative non corrisponderanno mai alla reale raccolta, mettendo ancora una volta in difficoltà lo Stato.

L’azione del fisco dovrebbe essere quindi a monte; prima bisogna risanare quella parte di Italia che non funziona, per poi lavorare “di fino” aumentando le imposte, ma solo dopo il rilancio dei consumi e del mondo del lavoro.

Un altro passo importante per la lotta all’evasione e quindi alla pressione fiscale è stato fatto con le novità sul redditometro; il redditometro è in pratica il meccanismo che ha il fine di comparare il reddito dichiarato con le spese sostenute e quindi con il tenore di vita. Sul reddito dichiarato vi sono degli standard sul tenore di vita di un soggetto che se superati fanno scattare l’allarme all’Agenzia delle Entrate (il classico esempio dei possessori di barca che guadagnano meno di un operaio normale).

Come funziona la nuova IRI sulle imprese

 Il nome fa pensare a qualcos’altro, l’Istituto per la Ricostruzione Industriale, ma ormai bisognerà abituarsi ad associare la sigla Iri all’ambito tributario: si tratta, infatti, dell’Imposta sul Reddito Imprenditoriale, una misura introdotta di recente dal governo Monti e che ha modificato alcuni aspetti del regime fiscale dei professionisti. Si sta parlando di uno dei cardini della riforma fiscale tanto discussa nei mesi precedenti, il quale ha di fatto messo sullo stesso livello le partite Iva e le imprese attraverso il blocco della determinazione del reddito con il cosiddetto criterio di cassa. Questa imposta prevede che la base imponibile sia calcolata attraverso la differenza tra i ricavi e i costi che sono stati maturati in maniera effettiva.

A Cagliari si chiude il biennio 2011-2012 di Fisco e Scuola

 Cagliari ha assistito alla cerimonia di chiusura del biennio 2011-2012 di Fisco&Scuola, l’ormai celebre iniziativa che l’Agenzia delle Entrate ha diffuso in molti istituti per trasmettere i valori della cultura fiscale: al Convitto Nazionale Statale Vittorio Emanuele II del capoluogo sardo, infatti, sono state accolte tutte quelle scuole locali che hanno vinto il concorso relativo agli elaborativi più rappresentativi da questo punto di vista. Il bilancio può essere definito senza dubbio come “positivo”. In effetti, dopo ben otto anni dal debutto ufficiale, questo progetto è riuscito via via a migliorarsi, facendo partecipare in questa ultima edizione 4.500 studenti e novantaquattro scuole, divise tra elementari, medie e superiori. Le iniziative dei funzionari della nostra amministrazione finanziaria, inoltre, sono state ben 130.

I finanzieri alle prese con i paradisi fiscali

 Più di 4,5 miliardi di euro: è questo l’ammontare esatto che la Guardia di Finanza ha quantificato per quel che concerne i redditi che non sono stati dichiarati, ma comunque scoperti nei primi cinque mesi di questo anno. Il recupero in questione non è casuale, visto che si sta facendo riferimento al contrasto agli illeciti tributari internazionali che le Fiamme Gialle hanno intensificato da diverso tempo a questa parte. Insomma, i paradisi fiscali esercitano ancora un appeal fortissimo sui contribuenti del nostro paese. Nel dettaglio, si ricorre soprattutto a delle stabili organizzazioni, con le società estere che non provvedono a dichiarare nulla, senza dimenticare le residenze in questi stessi “paradisi”.

Agenzia delle Entrate apre indagini sul tenore di vita

 Un triste classico all’Italiana è quello di permettersi lussi incompatibili con il reddito dichiarato; le situazioni che negli anni si sono sviluppate hanno dell’incredibile e si scoprono possessori  di barche (di un certo livello) che secondo la dichiarazione personale non potrebbero permettersi neanche un’automobile e tanti altri casi “limite” come questo.

L’ultima notizia in merito riguarda un dentista di Roma, scoperto evasore fiscale per oltre 8 milioni di euro in cinque anni; la discrepanza tra tenore di vita e reddito dichiarato ha insospettito la Guardia di Finanza, che dopo l’avvio delle indagini non ha ottenuto risposte convincenti dal professionista riguardo le movimentazioni di soldi degli ultimi anni.

Il punto cardine della lotta all’evasione è proprio questo; l’Agenzia delle Entrate finalmente sviluppa ricerche sul tenore di vita legato al reddito e punta direttamente gli sforzi su quei casi incongruenti. Il fisco a tal proposito ha inviato ai contribuenti “sospetti” una lettera relativa al reddito 2010. In quest’ultima sono annotate le spese rilevate non compatibili con i redditi dichiarati.

Le principali scadenze di giugno dell’Iva

 Vi sono almeno tre scadenze nel mese di giugno appena cominciato che vale la pena approfondire e che si riferiscono all’Imposta sul Valore Aggiunto: le prime due si riferiscono alla giornata del 15 giugno prossimo. Che cosa devono ricordare esattamente i contribuenti? Tra due settimane esatte scadrà l’ultimo termine utile che la nostra amministrazione finanziaria ha messo a disposizione per le annotazioni in un unico documento riepilogativo di tutte quelle fatture che vantano un ammontare complessivo più basso di trecento euro. Ovviamente, queste operazioni sono quelle compiute nel corso del mese di maggio.

Sanzione trascurabile mancato pagamento IMU

 La prima rata dell’IMU è ormai alle porte; il 18 giugno 2012 le famiglie italiane torneranno a pagare la tassa sulla prima casa (l’ex ICI) dopo aver scelto se risolvere il debito con lo Stato in due o tre rate, di cui l’ultima è prevista per Dicembre prossimo.

Con la pressione fiscale galoppante e l’introduzione di una tassa che era stata eliminata dal precedente Governo (ed ora con il suo ritorno alimenta la furia dei sostenitori di Berlusconi) è lecito immaginare che qualcuno potrebbe non pagarla. Anche se si esclude una vera e propria astensione “totale” in segno di protesta, da più parti. A quanto ammontano le sanzioni per il mancato pagamento dell’IMU o per un semplice ritardo?

Se il proprietario dell’immobile rimanda il pagamento della prima rata dell’IMU di trenta giorni la sanzione è veramente irrisoria; si parla infatti di solo 1,60 euro da aggiungere all’importo iniziale. Se l’astensione si protrae per più di 30 giorni ma resta contenuta in un anno, la “multa” da aggiungere all’importo iniziale è pari a 3,13 euro, secondo le simulazioni della Cgia di Mestre.

Categorie ICI

Inps: l’accertamento reddituale dei pensionati residenti all’estero

 Il messaggio 8948 dell’Inps risale ormai a una settimana fa, ma merita un approfondimento importante; si tratta, infatti, di una serie di chiarimenti fondamentali per quel che concerne l’accertamento dei redditi di quei pensionati che vantano una residenza all’estero. Quali sono le modalità specifiche in tal senso? Esse possono essere rinvenute all’interno della Legge 289 del 2002 (la Finanziaria per il 2003 per intenderci), il cui primo punto dell’articolo 49 chiarisce ogni dettaglio. Tale operazione deve avvenire mediante l’acquisizione di certificazioni che sono state rilasciate dagli organismi di nazionalità straniera. I redditi a cui si riferisce sono quelli previdenziali, quelli da lavoro, quelli immobiliari (esclusa la prima casa), quelli di capitale e quelli a carattere assistenziale.

Tappa marchigiana per il camper dell’Agenzia delle Entrate

 Sono le Marche la nuova regione in cui sta facendo tappa il camper della nostra amministrazione finanziaria, il simbolo ormai più che riconoscibile dell’iniziativa “Il Fisco mette le ruote”: questo ufficio mobile ha scelto infatti la giornata di ieri per avviare l’esperienza in due comuni in provincia di Pesaro e Urbino, due piccole realtà del nostro paese che meritavano assistenza e informazioni dal punto di vista tributario. Il debutto di ieri e la giornata odierna sono stati scelti appositamente per far stazionare il camper stesso nelle città di Cagli, mentre quella di domani e il 1° giugno successivo verranno dedicate a Sant’Angelo in Vado.