La maxi-frode fiscale del Gruppo Pam

di Redazione Commenta

Il Gruppo Pam, celebre azienda della grande distribuzione, si è resa protagonista di una evasione fiscale dalle dimensioni ragguardevoli. La spa di Spinea (provincia di Venezia) deve rendere conto infatti sul mancato pagamento dell’Iva e dell’Irpef, come accertato dalle indagini. Ecco perché è stato richiesto il rinvio a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, un capo di accusa che incombe sui vertici del gruppo veneto, al quale è affidata la gestione degli ipermercati Panorama e della catena di ristorazione Brek.

Gli indagati in tal senso sono ben nove, tra cui bisogna assolutamente ricordare l’ad Arturo Bastianello e il presidente del consiglio di amministrazione Giovanni Paolo Giol. Le imputazioni mosse dalla Guardia di Finanza sono molto precise. In pratica, i soggetti coinvolti avrebbero dato vita a una associazione volta a frodare l’amministrazione finanziaria nel periodo compreso tra il 2003 e il 2006: nel dettaglio, si sta parlando di fatture e documenti emessi per delle attività commerciali mai esistite, oltre alla mancata dichiarazione dei redditi e dell’Imposta sul Valore Aggiunto.

In particolare, poi, le Fiamme Gialle si sono concentrate sugli acquisti di cellulari, visto che nel giro di cinque anni il fatturato complessivo è aumentato da 258mila a ben 301 milioni di euro, una cifra davvero ragguardevole (vedi anche Corrispettivi grande distribuzione: la scadenza del 15 ottobre). I controlli tributari relativi a questi sospetti sono stati avviati nel corso del 2007. Spaventano anche i numeri che riguardano le fatture fasulle a favore di Pam: nel 2003, infatti, sono stati raggiunti i cinquantasette milioni di euro, salendo poi a settantasei l’anno successivo, raddoppiando ulteriormente nel 2005 e scendendo poi a sessantasette milioni nel 2006, il tutto sempre grazie a delle fatture per operazioni mai realizzate. Già sei anni fa, infine, gli arresti per associazione a delinquere avevano colpito undici soggetti, senza dimenticare le perquisizioni negli uffici del gruppo nel 2010.