Compensazioni fiscali: dal 2010 le maglie si stringono

di giannip 3

A partire dal prossimo anno, a livello fiscale, ci sarà un vero e proprio giro di vite contro il fenomeno delle compensazioni di crediti fittizi ed inesistenti; a farlo presente con una nota è stata nelle ultime ore l’Agenzia delle Entrate nel precisare che, in accordo con quanto contenuto nella manovra anticrisi del Governo, le nuove disposizioni avranno decorrenza a partire dal prossimo anno anche per non creare disparità di trattamento nei confronti di chi, entro la metà del mese scorso, ha già provveduto ad effettuare i versamenti delle tasse rinvenienti da Unico 2009 avvalendosi della compensazione. La “stretta” sulle compensazioni, quindi, non andrà ad interessare i versamenti che i contribuenti, siano esse società o persone fisiche, si appresteranno a fare nel mese corrente. Nel dettaglio, dal prossimo anno prima di poter portare in compensazione, ad esempio, dei crediti sull’imposta sul valore aggiunto (IVA), gli importi dovranno prima essere comunicati con delle modalità ad hoc all’Agenzia delle Entrate.

Il Decreto anticrisi, inoltre, recita che le nuove norme a maglie strette sulle compensazioni fiscali debbano essere applicate su importi che come minimo devono essere su base annua pari a diecimila euro. Trattandosi quindi di una misura legata alla maturazione di crediti per l’intero anno solare, le nuove disposizioni devono per forza partire dall’anno prossimo; inoltre, nell’attesa, l’Agenzia delle Entrate provvederà a mettere a punto delle applicazioni informatiche grazie alle quali saranno monitorate ed implementate le nuove modalità grazie alle quali sarà possibile portare in compensazione i crediti IVA.

Il giro di vite sulle compensazioni fiscali si è reso necessario visto che trattasi di una forma di evasione fiscale in ascesa che porta società e persone fisiche, tutt’altro che oneste, a pagare le tasse ed imposte portando in compensazione non solo crediti fittizi ed inesistenti, ma anche per nulla correlati a precedenti dichiarazioni in cui veniva attestata la maturazione del credito “truffa”. Il contrasto all’evasione, tra l’altro, sarà rafforzato anche sul fenomeno dell’emissione di fatture per attività ed operazioni inesistenti, e sulla creazione di società fittizie.

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