Le società non quotate chiedono il rinvio dei termini per il bilancio

di Redazione 1

In un periodo difficile, in cui la crisi economica e finanziaria tende ogni giorno di più a peggiorare, le società non quotate in Borsa stanno vagliando la possibilità di ampliare il termine per la convocazione dell’ assemblea a 180 giorni. La motivazione è presto spiegata: la redazione del bilancio relativo al 2008 è resa sempre più difficile dai diversi provvedimenti anti-crisi attuati nei giorni scorsi ed ancora più ardua risulta la valorizzazione delle poste dell’attivo (rimanenze, crediti…). Nel calcolo delle imposte di competenza della società, infatti, hanno una fondamentale influenza le novità fiscali introdotte dalla Finanziaria 2008: si passa dai limiti di deducibilità degli interessi passivi alle spese di rappresentanza, dalle nuove modalità per il calcolo della base imponibile dell’ Irap alla possibilità di non riconoscere l’impatto causato dalla modifica dei criteri di valutazione per gli ammortamenti. Tutti questi fattori stanno dunque inducendo le società non quotate a richiedere il rinvio della data di approvazione del bilancio a fine giugno, anche se tale eventualità è attuabile in rari casi da cinque anni a questa parte; è infatti necessario che l’impresa presenti una determinata struttura e oggetto (ad esempio, eventi esterni alla società non sono ritenuti idonei per il rinvio).

 


Uno dei principali problemi collegati a questo argomento riguarda sicuramente la cosiddetta rivalutazione immobiliare (una delle principali novità introdotte dal decreto anti-crisi, la quale consente di dare rilevanza fiscale a maggiori valori, tramite il pagamento di un’imposta sostitutiva del 7% o 10%): in questo caso si attende per il mese di aprile la conversione del decreto legislativo 5/09 per la fissazione delle aliquote di imposta.

 

In questo senso, le maggiori difficoltà sorgono quando si vanno a valutare gli effetti che potrebbe provocare la rivalutazione sulla prosecuzione dell’attività aziendale. È necessaria un’attenta analisi della struttura organizzativa dell’impresa prima di procedere alla rivalutazione e, contestualmente, all’eventuale affrancamento fiscale.

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