Sarkozy: No aumento tasse ricchi

di Laura Commenta

 Dopo la proposta di Megale nel salotto di “Domenica in” che poneva al centro dell’attenzione i ricchi guadagni dei supermanager con il cui stipendio si paga l’equivalente della retribuzione annua di migliaia di persone persone tra impiegati e operai, Nicolas Sarkozy strizza il naso. Sono molti a insistere per una revisione della tassazione tale da prelevare più denaro dai contribuenti più ricchi, ma il presidente francese non pensa affatto di aderire con alcuna riforma tributaria.

L’idea è quella di aumentare il prelievo fiscale per i cittadini che guadagnano più di 300 mila euro all’anno. Una specie di Robin Hood Tax, atta a “togliere dai ricchi per dare ai poveri”. Un gesto di solidarietà nei confronti delle fasce più deboli della popolazione, che sono quelle che maggiormente soffrono a causa della grave crisi economica in atto (ogni giorno migliaia di francesi perdono il proprio posto di lavoro, e il governo ha dovuto stanziare 2,6 miliardi di euro per frenare l’aumento della disoccupazione).

Secca la risposta del presidente francese:

Non sono stato eletto per aumentare le tasse. Il mio obiettivo è quello di convincere le aziende che hanno liquidità a venire ad investire in Francia, non di metterle in fuga.

In realtà Sarkozy potrebbe trovarsi anche contro molti sindacati, la misura infatti avrebbe ottenuto l’appoggio anche dai sindacati francesi, che nei prossimi giorni hanno indetto un altro sciopero generale contro la decisione dell’Eliseo. L’accusa dei sindacati? Sarkozy ha aiutato i ricchi a causa di un provvedimento molto preciso: la creazione di un tetto massimo al prelievo fiscale, che non può superare la metà degli introiti annui.

Diversa l’opinione in altre zone del mondo. Il governo inglese sta prendendo in considerazione la possibilità di accelerare l’introduzione di un’aliquota fiscale del 45% per tutti i redditi superiori alle 150 mila sterline (211 mila euro).

Vedremo se succederà qualcosa anche in italia o se la proposta si fermerà ai salotti di “Domenica in”.