Quanto ci costa la caduta del governo

di Roberto Rais Commenta

Secondo quanto affermato dalla Cgia di Mestre, nell’ipotesi di caduta del governo Letta gli italiani sarebbero costretti a subire un vero e proprio salasso, concentrato prevalentemente negli ultimi quattro mesi del 2013. Stando alla Cgia, infatti, tra il pagamento dell’Imu sulla prima casa, l’aumento dell’Iva e l’applicazione della Tares, gli italiani si troverebbero a pagare oltre 7 miliardi di euro in più rispetto a quanto si potrebbe realizzare con un’eliminazione o un rinvio di tali balzelli.

La Cgia ricorda in merito che “in una fase economica così difficile e con il tasso di disoccupazione destinato a crescere ulteriormente, molte famiglie non sarebbero in grado di reggere questo choc fiscale” (vedi anche rinvio scadenza 770, della quale abbiamo parlato pochi giorni fa su queste pagine), e sottolinea come entro la fine dell’estate il governo Letta debba definire l’applicazione di tre importantissime imposte: Imu, Iva e Tares. Nell’ipotesi (“malaugurata”, secondo la Cgia), che la maggioranza di governo non dovesse reggere, l’associazione degli artigiani mette in guardia sui rischi principali, di seguito riassunti.

  • Imu: i proprietari di prima casa entro il 16 settembre dovranno versare la prima rata, mentre a dicembre sarà la volta del saldo. Anche i proprietari di terreni, fabbricati rurali e le unita’ immobiliari appartenenti alle cooperative a proprieta’ indivisa adibite ad abitazione principale saranno chiamati al pagamento dell’imposta, per un totale di 4,7 miliardi di euro.

 

  • Iva: a partire dal 1 ottobre 2013 è previsto l’aumento dell’aliquota ordinaria dal 21 al 22 per cento, per un malus di un miliardo di euro in più.

 

  • Tares: il gettito dell’imposta dovrebbe essere di quasi 2 miliardi di euro in più rispetto al 2012, a causa della maggiorazione prevista dalla nuova tassa per la copertura dei servizi indivisibili dei Comuni, e dell’aggravio minimo corrispondente alla differenza tra il costo del servizio di smaltimento rifiuti (derivante dal bilanci dei Comuni) e il gettito Tia/Tarsu contabilizzato l’anno scorso.