Le ritenute fiscali del lavoro autonomo occasionale

 Non sono rari nel nostro paese i lavori saltuari o occasionali che sono svolti da soggetti sprovvisti della partita Iva: come ci si comporta in queste situazioni (vedi anche Prime istruzioni dell’Inps sul lavoro occasionale accessorio)? Anzitutto, bisogna capire quale tipo di norme è necessario applicare per quel che riguarda le ritenute dell’Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Queste attività di lavoro autonomo occasionale sono realizzate senza che vi sia alcun tipo di organizzazione e in assenza di vincoli in merito alla subordinazione.

L’Inps chiarisce i dettagli del suo accordo con l’ANPF

 La circolare numero 100 è stata resa pubblica dall’Inps (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) quattro giorni fa. Si tratta di un documento che ha ufficializzato la convenzione tra lo stesso ente previdenziale e l’Anpf, vale a dire l’Associazione Nazionale Pensionati Famiglia. In pratica, si è deciso di dar vita a tale accordo per consentire la riscossione dei contributi sindacali per quel che concerne le prestazioni pensionistiche. La circolare in questione, inoltre, contiene tutte le istruzioni operative e contabili del caso, senza dimenticare le variazioni al piano dei conti. ù

Calcolo acconto irpef

Il fisco italiano si poggia sull’autotassazione e pertanto il contribuente è tenuto a determinare anteriormente

Le ultime indicazioni prima della comunicazione della Pec

 Mancano dieci giorni esatti alla scadenza fissata per le imprese individuali per la comunicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata, quello che ci siamo abituati a chiamare Pec. Una operazione che va effettuata direttamente al Registro delle Imprese. Nel caso in cui si abbia a che fare con imprese iscritte da poco, allora l’indicazione va perfezionata nel momento in cui si presenta la domanda di iscrizione, altrimenti si rischia di vedere sospesa la domanda. Il termine si sta dunque avvicinando, ma vi sono diverse indicazioni utili per non commettere errori (vedi anche Commissioni tributarie: aumentano le comunicazioni Pec).

Sanzioni dichiarazione infedele

 Secondo una ordinanza della Corte di Cassazione del 2011, la sanzione per la dichiarazione infedele è dovuta sempre, a prescindere dal fatto che l’imposta non dichiarata venga riscossa oppure abbia bisogno della compensazione (vedi anche Dichiarazione Imu, ecco le eventuali sanzioni). Il reato di dichiarazione infedele, il quale è previsto dal Decreto legislativo 74 del 2000 (“Nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto”), viene commesso da chi si pone il fine di evadere le imposte sui redditi e l’Imposta sul Valore Aggiunto.

Un unico sito web per Entrate e Territorio

 Non più due siti internet separati, ma uno solo: il web ha profondamente modificato l’Inps e i suoi servizi, ora tocca anche all’Agenzia delle Entrate e all’Agenzia del Territorio (vedi anche Riforma del catasto e tempi per effettuarla). I due enti hanno perfezionato questa sorta di fusione, la quale prevede che tutti i servizi messi a disposizione online siano fruibili direttamente dal portale della nostra amministrazione finanziaria. L’intera operazione a cui si sta facendo riferimento non è altro che una conseguenza dell’integrazione tra i vari siti istituzionali che è stata richiesta dai provvedimenti di revisione di spesa (la cosiddetta spending review per la precisione).

Differenza tra imposte reali e personali

 Il Fisco ha bisogno di molte differenziazioni per essere compreso in maniera completa (vedi anche Differenza tra tasse e tributi). Una di queste riguarda le imposte personali e quelle reali. Le prime sono quelle che vanno a colpire la ricchezza di un contribuente in base alle sue condizioni familiari, sia dal punto di vista sociale che da quello economico. Il tipico esempio che si fa è l’Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), visto che essa viene determinata a seconda dei familiari che sono a carico e anche dell’attività lavorativa che viene svolta.

Differenza tra tasse e tributi

 C’è un’altra differenza fondamentale che occorre tracciare in ambito fiscale, quella tra tasse e tributi (vedi anche La differenza tra tasse e accise). La definizione più dettagliata che si può dare dei tributi è quella di prestazioni patrimoniali di tipo coattivo e di regola in denaro. Essi sono stabiliti direttamente dallo Stato, il quale fa valere la propria sovranità, attraverso delle apposite leggi o altri atti, come ad esempio i decreti. Tra l’altro, i tributi presentano molte differenze anche tra loro stessi, visto che bisogna fare riferimento al presupposto, vale a dire la situazione, il fatto o l’evento che si sono verificati e che possono essere ricollegati al loro sorgere.