C’è dunque tempo fino al prossimo 1° febbraio, per tutti coloro che si occupano della cura della propria famiglia e della casa, per provvedere all’assicurazione contro gli infortuni domestici: la scadenza originale era stata fissata al 31 gennaio, ma è stata prorogata di un giorno visto che si trattava di una domenica. Si tratta sostanzialmente di un obbligo che riguarda uomini e donne, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, i quali svolgono attività di casalinga o casalingo a tempo pieno (l’obbligo è previsto dalla legge 493 del 1999). Il premio assicurativo annuo ammonta a 12,91 euro, ma non può essere frazionato nei vari mesi, né sottoposto a deduzione ai fini fiscali: tra l’altro, l’Inail ha anche inviato, nel corso del mese di dicembre, una lettera agli iscritti degli anni precedenti con il bollettino fiscale già compilato con i dati dell’assicurato e l’importo che deve essere versato. Questo bollettino va ovviamente intestato all’istituto stesso da chi ha maturato i requisiti assicurativi nel 2010, avendo cura di inserire i dati personali, il codice fiscale e di pagare nel momento in cui vengono a verificarsi le condizioni di legge.
L’Agenzia delle Entrate in data odierna, lunedì 25 gennaio 2010, ha pubblicato una Circolare, la 2/E con la quale l’Amministrazione finanziaria fornisce dei chiarimenti in merito ad un provvedimento datato 12 marzo 2009, nel quale si fa in particolare riferimento alla grande distribuzione per quel che riguarda la trasmissione telematica dei corrispettivi. Come diretta conseguenza, è in arrivo per le imprese della grande distribuzione organizzata un vademecum destinato a quelle realtà che hanno effettuato la scelta, riguardo alle prestazioni di servizi ed alla cessione di beni dei punti vendita, di effettuare la trasmissione in via telematica delle somme che giornalmente vengono incassate. Innanzitutto, nel documento di prassi l’Agenzia delle Entrate spiega quali siano i requisiti per potersi avvalere della facoltà di poter trasmettere in via telematica i corrispettivi e, quindi, avvalersi dell’esonero dell’emissione delle ricevute fiscali e degli
Qual è il modo più efficiente per combattere in Italia l’evasione fiscale? Di sicuro, una grossa mano la può dare l’abbattimento delle pressione fiscale, visto che le aliquote sono fin troppo elevate e rischiano di rimanere tali ancora per qualche anno visto che il Governo di recente ha fatto presente come per il momento nulla si possa fare a causa della congiuntura sfavorevole e della bassa crescita economica. Ma di quanto occorre tagliare le aliquote per far in modo che le tasse a pagarle siano tutti in modo tale da pagare di meno? Ebbene, al riguardo, Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, ritiene che una delle cose da fare sia quella di tagliare le aliquote fiscali di almeno cinque punti. Il nostro Paese, infatti, in base ad un’indagine che, per conto dell’Associazione, ha realizzato KRLS Network of Business Ethics, detiene e mantiene il triste primato di primo Paese in Europa per
In Emilia-Romagna il Patto anti-evasione funziona. La Direzione regionale dell’