Evasione fiscale: giro di vite sulle scommesse a rischio zero

di giannip 1

L’Agenzia delle Entrate, nell’ambito delle azioni di lotta e di contrasto all’evasione fiscale, ha annunciato una nuova offensiva attraverso il cosiddetto progetto “Rischio Scommessa” (Ri.Sco) che in particolare mira a colpire quelle imprese che, per quel che riguarda i contratti di prestito titoli, stipulano false scommesse con il preciso scopo di andare a truffare il Fisco. Al riguardo, citando operazioni sospette con aziende estere, nella rete della task force Antifrode dell’Agenzia delle Entrate sono cadute oltre 200 aziende italiane, di dimensioni medio piccole, nell’ambito di controlli a tappeto su tutto il territorio nazionale ed in prevalenza nelle Regioni del Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia. Nel mirino dell’Amministrazione finanziaria dello Stato sono così finiti i cosiddetti “stock lending“, contratti stipulati facendo un vero e proprio gioco sporco sulle puntate in virtù del fatto che, a fronte di un esito scontato della scommessa, l’unica puntata è contro il Fisco al fine di trarne dei vantaggi.

Trattasi, a conti fatti, della messa a punto di schemi evasivi sofisticati per cui l’evasore fiscale si trasforma in un finto giocatore d’azzardo al fine di dribblare il Fisco. Questi contratti stipulati, infatti, a fronte di un effetto neutrale dal lato economico e finanziario, sono invece in grado di generare a livello fiscale un elevato risparmio di imposta attraverso il meccanismo truffaldino della “perdita a tavolino“.

L’operazione messa in atto dalla task force Antifrode dell’Agenzia delle Entrate conferma come il Fisco in materia di lotta e di contrasto all’evasione fiscale stia puntando i propri riflettori a 360 gradi alla ricerca e verso l’intercettazione di schemi di evasione che risultano essere non solo in continua evoluzione, ma che sono sempre più sofisticati. Per questo il Fisco sta affinando sempre di più le proprie tecniche di indagine mirando a far luce anche su queste sacche di evasione per il cui contrasto occorre che l’Amministrazione finanziaria dello Stato orienti le sue forze.

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