Evasione fiscale: Campania, nuovi Comuni per il recupero del sommerso

di giannip Commenta

Aumentano anche nella Regione Campania i Comuni alleati con il Fisco nella lotta e nel contrasto all’evasione fiscale con il conseguente recupero del sommerso. Nei giorni scorsi, infatti, la Direzione Regionale delle Entrate della Campania, guidata dal Direttore Enrico Sangermano, ha sottoscritto tre protocolli di intesa con altrettanti Comuni al fine di poter mettere in atto un’azione di contrasto all’evasione fiscale attraverso delle segnalazioni qualificate che, lo ricordiamo, permettono ai Comuni di andare ad incassare ben un terzo delle maggiori imposte riscosse dal Fisco a titolo definitivo. I nuovi tre Comuni della Campania che hanno siglato l’accordo anti-evasione con le Entrate sono quelli di Vico Equense, di Ischia e di Cervino che portano sinora a quota 31 il numero di Comuni alleati nella Regione Campania con il Fisco nel recupero del sommerso.

Intanto, sempre in materia di lotta e di contrasto all’evasione fiscale, e sempre nella Regione Campania, l’Agenzia delle Entrate, dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Benevento, ha incassato un successo da ben 55 milioni di euro in materia di frodi carosello, nel commercio di auto, attraverso l’emissione di fatture false, con l’intento, confermato in Commissione, di andare ad ottenere ed a maturare dei crediti sull’imposta sul valore aggiunto (Iva) non dovuti.

Il meccanismo della frode carosello, a seguito di controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza, è stato quello “classico”, ovverosia attraverso l’interposizione di una “società di comodo” tra il fornitore estero di auto ed il distributore finale. La “società di comodo”, definita anche come missing trader, nelle transazioni non aveva alcun ruolo effettivo se non quello di permettere al distributore finale di andare a maturare in maniera indebita un ingente credito Iva. La pretesa tributaria del Fisco e la legittimità della ricostruzione è stata confermata dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Benevento per quella che, oltre ad un’attività palesemente evasiva, è anche una frode finalizzata a distorcere il mercato andando ad alterare la concorrenza nel settore.