Cud: il sostituto d’imposta può rettificare i giorni lavorativi

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Come è noto, il Cud è la certificazione unica dei redditi, il documento fiscale che ogni anno ricevono i lavoratori dipendenti (ad esempio coloro che sono legati da un contratto a progetto) e i pensionati: quando il soggetto lavora a tempo indeterminato si può però verificare una particolare situazione, ovvero che si indichino meno giorni anche se quelli effettivi sono stati 365. Allora può sorgere spontanea una domanda: può il datore di lavoro indicare un anno intero di detrazioni per il lavoro dipendente sul modello? Come precisano le indicazioni per il 2011 di quest’ultimo, i giorni che devono essere indicati in corrispondenza del campo di riferimento non sono altro che i giorni ricompresi nella durata complessiva del rapporto di lavoro per cui si ha diritto alla detrazione prevista dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Tutte queste procedure sono state pensate per rendere più semplice e corretto possibile il calcolo delle detrazioni fiscali che spettano a chi percepisce il reddito in questione; inoltre, in aggiunta ciò rimane valido anche nell’ipotesi in cui la retribuzione è maturata nel periodo d’imposta ma non è stata poi erogata nei consueti tempi e nelle modalità ordinarie.

Lo stesso Tuir prevede poi che l’imposta sia applicata in modo separato sui guadagni arretrati e in relazione alle prestazioni di lavoro dipendente degli anni passati (ad esempio i contratti collettivi). Se il contribuente non è riuscito a godere delle detrazioni tributarie che gli spettavano di fatto, quelle che non sono state utilizzate possono condurre alla riduzione dell’imposta lorda relativa alla tassazione separata.

Il modello Cud consente proprio di appurare l’assenza di eventuali detrazioni. Le giornate che sono esposte nel modello e che poi sono consegnate al sostituto d’imposta vanno riferite all’intero periodo d’imposta: le annotazioni del sostituto stesso avrebbero potuto indicare l’ammontare dei benefici tributari usati per diminuire l’imposta in questione, sempre riferendosi agli emolumenti di quest’anno.